Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliCon l’appuntamento in calendario dal 15 al 21 settembre la Biennale del Muro dipinto di Dozza, evento che dagli anni Sessanta a oggi ha trasformato il centro bolognese in una galleria d’arte a cielo aperto, giunge alla XXX edizione, quest’anno dedicata al tema della conservazione con il titolo «Save the Wall» (salva il muro). In particolare in questa occasione, dunque, la Biennale si occuperà del tema del recupero attraverso una ventina gli interventi di restauro previsti (incluso uno strappo conservativo) a cui si affiancheranno nuove opere prodotte dagli artisti selezionati dalla commissione, nominata nelle prossime settimane.
Altra novità dell’edizione numero 30 è la collaborazione istituzionale con il Comune di Grizzana Morandi che realizzerà un evento nel weekend precedente l’avvio della Biennale e altri progetti in corso di realizzazione con i comuni di Vieste, in Puglia e Oliveto Citra, nel Salernitano, grazie ai quali nasceranno interventi di riqualificazione artistica.
Dal 2003 a gestire la Biennale è la Fondazione Dozza Città d’Arte, oggi presieduta da Lisa Emiliani: «“Save the Wall”, spiega, non è solo un titolo, ma è un invito concreto a prendersi cura dell’esistente, ad affrontare con consapevolezza il tema della conservazione. I cambiamenti climatici in atto, purtroppo, stanno accelerando il degrado di molte superfici e questo ci spinge a investire ancora di più in manutenzione e restauro. Dozza è nuova arte, ma è anche preservazione di una storia unica, impressa nei muri di tutta la città e territorio circostante. L’arte muraria non si conserva da sola, ma va sostenuta, condivisa e difesa insieme».
Altri articoli dell'autore
Al Museo Civico San Domenico di Forlì oltre 220 opere restituiscono una visione complessiva della cultura barocca e del suo ruolo decisivo per intendere parte della rivoluzione artistica del primo ’900
«Economia di scala e nessuna mostra mirabolante in vista. Ma tanta qualità e molti progetti», spiega la responsabile, anche caposettore cultura del Comune
La mostra al Museo Civico Medievale di Bologna rappresenta un contributo alla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico locale grazie al restauro di quattro opere dell’artista bolognese
230 opere, dal II secolo all’epoca contemporanea, non dovranno più sottostare alla rigida narrazione cronologica, per aprirsi a una «modernizzazione della fruizione, dei contenuti e della multimedialità»



