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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliI turisti che visitano Roma, dal 7 gennaio, per visitare la Fontana di Trevi, dovranno pagare un ticket di due euro, mentre l’accesso per i romani continuerà a essere gratuito. Già da un anno circa il flusso dei visitatori è contingentato, con una soglia massima di 400 persone presenti nell’area. Già l’anno scorso si era parlato sia del contingentamento delle presenze, sia dell’introduzione di un ticket.
Dal mese di gennaio verranno istituite due corsie (una per i romani, l’altra per i turisti); chi dovrà pagare potrà utilizzare anche la carta di credito.
Ideata dall’assessore al Turismo e grandi eventi, Alessandro Onorato, di comune accordo con l’Amministrazione comunale, la scelta intende salvaguardare la fontana più grande di Roma, opera di Nicola Salvi, che vi lavorò dal 1732, anno di inizio dei lavori di costruzione, fino alla morte (1751). L’opera fu poi completata e inaugurata nel 1762. Soltanto nei primi sei mesi di quest’anno la Fontana di Trevi ha registrato oltre 5,3 milioni di visitatori, più di quanti ne ha totalizzati il Pantheon nell’intero 2024 (4.086.947 ingressi). Le risorse derivanti dal pagamento del ticket dovrebbero essere destinate al miglioramento dell’offerta e dei servizi turistici.
In merito a quanto riportato nella giornata di oggi da alcuni media (Ansa, «Corriere della Sera»), sull’ipotesi di introdurre il contributo di accesso alla Fontana di Trevi, l’Amministrazione capitolina precisa che si tratta soltanto di un’ipotesi di lavoro su cui essa sta ragionando da tempo. Tuttavia, ad oggi, secondo il Campidoglio, non sono state decise date, né sono state prese decisioni in merito.
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