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Maurita Cardone
Leggi i suoi articoliSe l’arte vi porta a New York questa primavera, non limitatevi a Manhattan. C’è tanto da scoprire anche negli «outer borough», gli altri quattro distretti che compongono la città di New York. Salite sulla metro e iniziate a esplorare.
A Brooklyn
Il viaggio comincia dal Brooklyn Museum, una delle istituzioni culturali più importanti della città, con una storia lunga 200 anni. Dal 1897 il museo è ospitato in un edificio neoclassico, parte di un ambizioso complesso culturale pensato per rivaleggiare con il Metropolitan Museum of Art. Ma il museo ha un’identità distinta e molto «brooklynite», inclusiva e attenta al dialogo sociale e alle trasformazioni contemporanee. Cuore simbolico è l’Elizabeth A. Sackler Center for Feminist Art, che ospita «The Dinner Party» di Judy Chicago, opera fondamentale della storia dell’arte femminista. Negli ultimi decenni il museo si è costruita una reputazione internazionale grazie a mostre contemporanee impegnate sui temi di identità, storia e giustizia sociale. Dopo il recente anniversario, questa direzione resta centrale. Diverse le mostre interessanti in questo periodo, tra cui «Breaking the Mold: Brooklyn Museum at 200» che celebra il recente anniversario del museo, e «Everyday Rebellions: Collection Conversations», in cui nuove acquisizioni del Center for Feminist Art sono affiancate da oggetti della collezione raramente esposti.
Poco distante, nel quartiere di Gowanus, Powerhouse Arts rappresenta una delle infrastrutture creative più recenti di Brooklyn. Fondato nel 2018 all’interno di un’ex centrale elettrica, il centro sostiene la produzione artistica su larga scala, dalla stampa alla ceramica, e a marzo ospiterà una mostra degli artisti in residenza. Il percorso prosegue verso Dumbo, dove ex magazzini portuali ospitano oggi una vivace comunità artistica. Smack Mellon resta un punto di riferimento per artisti emergenti. Il Brooklyn Bridge Park che costeggia il fiume ospita spesso opere di arte pubblica, tra cui, fino all’ 8 marzo, Akua di Torkwase Dyson, installazione architettonica e sonora.
Per continuare la nostra esplorazione dobbiamo lasciare South Brooklyn e spostarci a North Brooklyn, verso Bushwick, ma non prima di aver fatto una tappa a East Williamsburg, dove si incontra l’International Studio & Curatorial Program, residenza internazionale che ospita anche gli italiani del Premio New York e che spesso apre i suoi spazi per mostre e «open studios». Non distante c’è anche l’Amant Art Center, dove le diverse mostre interdisciplinari e di ricerca sono gratuite. A Bushwick iniziate la vostra esplorazione dalla zona intorno alla fermata della metropolitana Jefferson St: vi ritroverete in un museo a cielo aperto. Qui da anni il Bushwick Collective, un’organizzazione creata per promuovere la Street Art come strumento per combattere il degrado urbano, contribuisce a portare tra queste strade alcuni tra i nomi più noti della Street art internazionale. Divertitevi a cercare le opere di Shepard Fairey, Dasic Fernández, Futura, Case Maclaim, Sef, Joe Jurato. L’intero quartiere e i suoi edifici ex industriali sono una tela su cui artisti di tutto il mondo continuano a esprimersi in modo spontaneo. Inoltre le centinaia di studi d’artista e gallerie indipendenti come Transmitter, The Living Gallery e Signal mantengono viva la dimensione sperimentale della zona.
Un’immersione nella scena artistica di Brooklyn non è completa senza una tappa a Pioneer Works, centro multidisciplinare fondato nel 2012 a Red Hook dall’artista Dustin Yellin in una vecchia fabbrica, e ispirato all’incontro tra arte, scienza e performance. Al momento il centro ospita «The Endless Garment: Atlantic Basin», progetto espositivo transnazionale che esplora la produzione tessile in Asia. Il quartiere è un po’ fuori mano ma, con le sue vecchie infrastrutture portuali, offre occasione per un’affascinante visita e lo si può raggiungere in traghetto.
Una veduta del Noguchi Museum. Foto Maurita Cardone
Nel Queens
Se la trendy Brooklyn non ha soddisfatto la vostra voglia di «outer borough», il Queens vi offrirà atmosfere più suburbane. Il punto di partenza non può che essere a Long Island City, al MoMA PS1, tra le istituzioni più influenti dell’arte contemporanea. Fondato nel 1971 come Institute for Art and Urban Resources Inc, dal 1976 il museo ha trovato casa in un’ex scuola pubblica in stile neoromanico i cui spazi articolati contribuiscono all’inclinazione sperimentale di un’istituzione che ha costruito la propria identità sull’avanguardia e sulle pratiche socialmente impegnate. Il museo è a ingresso gratuito e, fino al 2 marzo, ospitava una divertente mostra di Vaginal Davis, per poi prepararsi alle celebrazioni per il suo cinquantesimo anniversario, che inizieranno in aprile. Nelle vicinanze, vale una tappa lo Sculpture Center, dedicato alla scultura contemporanea sperimentale e dove al momento è in corso una coloratissima mostra di Pat Oleszko. Bisogna invece fare qualche fermata di metropolitana e una passeggiata in un quartiere italo greco per raggiungere il Noguchi Museum, fondato nel 1985 da Isamu Noguchi come opera totale che unisce arte, architettura e giardino. Fino a giugno il museo ospita la mostra «Noguchi’s New York», che, in occasione del cinquantenario dell’istituzione, esplora il rapporto dell’artista con la città.
Potrete usarla come guida per andare alla ricerca delle tante opere pubbliche dell’artista in giro per New York. Accanto al museo, sulle sponde dell’East River, c’è il Socrates Sculpture Park che prosegue la sua programmazione all’aperto anche durante l’inverno con le opere degli artisti selezionati dalla open call annuale. Il 2026 segna i quarant’anni del parco che in primavera celebrerà con programmi speciali.
Se il Queens vi ha conquistato e non avete voglia di tornare a Manhattan, in zona vale una visita il Museum of the Moving Image, mentre bisogna viaggiare un po’ per arrivare a Corona Park, sede delle storiche esposizioni universali del 1939 e del 1964, dove si trova il Queens Museum of Art che ospita, tra l’altro, una spettacolare riproduzione della città in scala 1:1.200.
Nel Bronx e a Staten Island
Il viaggio prosegue nel Bronx, dove arte e comunità restano profondamente intrecciate. Il Bronx Museum of the Arts, fondato nel 1971 e recentemente rinnovato, continua a sostenere artisti legati a temi di identità, diaspora e giustizia sociale e dove, fino a giugno, è in corso la settima edizione della Aim Biennial, che racconta il lavoro di un programma di formazione artistica con 45 anni di vita. Poco distante il Bronx Documentary Center offre esposizioni fotografiche dedicate alla realtà sociale contemporanea. Vale una visita anche la Longwood Art Gallery presso lo Hostos Community College che mantiene un forte legame con la cultura locale, presentando mostre radicate nelle narrazioni del territorio. Per completare l’esplorazione degli «outer borough», in una giornata di sole, saltate sull’iconico Staten Island Ferry per una gita nel più suburbano dei distretti di New York. Qui tappa obbligata è lo Snug Harbor Cultural Center, antico complesso ottocentesco trasformato in campus culturale, in cui l’arte convive con meravigliosi giardini, tra il Newhouse Center for Contemporary Art, lo Staten Island Museum e il Chinese Scholar’s Garden. Un’altra buona ragione per una visita a Staten Island la offre la Garibaldi-Meucci House, che conserva la memoria dell’inventore Antonio Meucci e di Giuseppe Garibaldi, che fu suo ospite durante l’esilio a New York tra 1850 e il 1851.
Una veduta del The Dinner Party Brooklyn Museum. Foto Maurita Cardone
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