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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliDopo il restauro, la riapertura al pubblico: a Catania ogni domenica sarà possibile visitare gratuitamente il Criptoportico della Villa Bellini, recentemente restaurato con fondi del Pnrr, rimasto per lungo tempo pressoché sconosciuto alla maggioranza dei cittadini e dei turisti.
Fu il principe Ignazio Paternò Castello (1719-86), archeologo, intellettuale e mecenate, a volerlo realizzato, in corrispondenza del «Laberinto», il giardino della villa, con una serie di gallerie ipogee con volte a botte, concepite come percorso sotterraneo ad anello, arricchito da nicchie, lucernai e affacci sull'occhio del Laberinto, in un dialogo architettonico e simbolico tra spazio verde e spazio sotterraneo, come suggerito dal gusto dell'epoca.
Nel XIX secolo le gallerie furono ampliate, mentre con il passaggio dell’area al Comune e la trasformazione in Giardino pubblico il Criptoportico conobbe un lungo periodo di abbandono, fino a essere in parte occupato da impianti tecnici e in parte adibito a deposito, perdendo progressivamente la sua funzione originaria.
Tra le attività di promozione e in vista delle Giornate di Primavera del Fai di marzo è stata realizzata nel Criptoportico un’esibizione artistica degli studenti della scuola Angelo Musco. Il Comune ha anche stipulato una convenzione con il liceo Enrico Boggio Lera: i suoi studenti svolgeranno il ruolo di guide e ciceroni nell’ambito dei percorsi di formazione scuola lavoro con aperture previste ogni domenica, già a partire dal 15 febbraio, dalle 9.30 alle 12.30.
«Il Criptoportico, secondo il sindaco di Catania Enrico Trantino e l’assessore al Verde Giovanni Petralia, rappresenta un luogo di straordinario valore simbolico per Catania, per due secoli abbandonato e oggi finalmente restituito alla comunità. Il nostro impegno è quello di valorizzarlo ancora di più, promuovendo una organizzazione delle visite sempre più strutturata e stabile, capace di inserirlo in modo duraturo nei percorsi culturali e turistici, affinché questo spazio recuperato diventi un punto di riferimento per l'identità e la storia di Catania».
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