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Redazione
Leggi i suoi articoliL’8 giugno il governo peruviano è tornato sulla sua decisione di ridurre del 42% la superficie della riserva che ospita i geoglifi di Nasca, dopo aver affermato che l’area non conteneva alcun patrimonio archeologico. Classificate come Patrimonio dell’Umanità Unesco, le Linee di Nasca raffigurano figure geometriche e sagome di animali che possono essere viste solo dall’alto.
«L’articolo 1 della delibera è stato annullato», ha annunciato il Ministero in un comunicato stampa pubblicato su X, aggiungendo che le autorità convocheranno «il prima possibile» un convegno scientifico su questo argomento con la partecipazione dell’Unesco, per valutare la superficie della riserva di oltre 5.600 chilometri quadrati, situata a circa 400 chilometri a sud di Lima. Il Ministro dell’Energia e delle Miniere, Jorge Montero, ha assicurato alla stampa estera lo scorso 3 giugno che «non vi è alcun patrimonio archeologico o di altro tipo» nella zona esclusa.
Secondo le autorità, un numero imprecisato di minatori illegali ha operato negli ultimi mesi in questa parte della riserva. Ma, stando al ministro Jorge Montero, «non sono più illegali», poiché l’area in cui lavorano non ha più lo status di riserva. L’industria mineraria è il motore economico del Perù, ma è anche fonte di molte tensioni sociali.
La riduzione della riserva è motivo di preoccupazione, in particolare per l’Associazione peruviana degli archeologi. Un recente studio condotto da un’équipe giapponese con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale ha individuato 303 nuovi geoglifi nella riserva, raddoppiando quasi il numero di figure finora conosciute. Il vero significato dei geoglifi di Nazca rimane un enigma: alcuni ricercatori li vedono come un osservatorio astronomico, altri come un calendario.
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