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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliNel Parco archeologico di Ercolano vi è un luogo che, durante gli ultimi vent’anni, i turisti hanno potuto solo intravedere da lontano, senza potervi accedere. Oggi quel luogo torna «calpestabile»: il Calcidico, uno degli spazi più carichi di memoria e di significato dell’antica Ercolano, riapre al pubblico, grazie a un ampio intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione delle strutture.
L’area del Calcidico riveste un’importanza assoluta nella storia degli scavi di Ercolano. È proprio sui pilastri di questo settore che venne rinvenuto il ciclo statuario oggi conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, uno degli insiemi scultorei più significativi emersi dall’antica città.
L’intervento ha interessato sia le strutture murarie, sia le superfici decorate. Sulle cime dei pilastri sono state eseguite operazioni di integrazione e consolidamento finalizzate a garantire la stabilità e la conservazione delle strutture, mentre sugli apparati decorativi di pregio (intonaci, elementi marmorei e superfici dipinte) sono stati intrapresi attenti interventi conservativi allo scopo di tutelare i materiali originali.
Il risultato raggiunto è il frutto di una virtuosa interconnessione tra le diverse professionalità del parco archeologico: architetti, restauratori e archeologi hanno operato in stretta collaborazione, facendo concorrere competenze e metodologie per ottenere il migliore esito possibile dagli interventi. Fondamentale è stata inoltre la sinergia tra le ditte coinvolte nelle varie fasi d’intervento, che hanno contribuito in maniera determinante al completamento delle lavorazioni, alla sistemazione degli spazi e alle attività di pulizia e messa in sicurezza necessarie per garantire una fruizione piena e sicura di quest’area di straordinaria importanza.
Il Calcidico era il monumentale vestibolo porticato che, lungo il Decumano Massimo, faceva da ingresso a un elegante portico ad arcate, compreso tra due grandi archi quadrifronti ornati con marmi e rilievi in stucco. Un luogo pubblico pensato per accogliere e impressionare chiunque vi capitasse. Non era un banale passaggio, ma una vera soglia simbolica: transitandola, cittadini, magistrati e sacerdoti entravano in uno spazio dedicato alla celebrazione della casa imperiale e della comunità dei cittadini.
Quell’edificio è oggi identificato dagli studiosi come l’Augusteum: gli studi più recenti, condotti rileggendo le fonti archeologiche, le iscrizioni e gli apparati decorativi rinvenuti già durante le esplorazioni borboniche, hanno rivelato come questo luogo fosse intimamente legato al culto imperiale e alle attività del collegio degli Augustali. Ancora oggi, attraversando il Calcidico, si respira tutta la forza evocativa di quell’antica monumentalità, capace di raccontare con immediatezza l’articolazione degli spazi pubblici della città romana.
«Restituire il Calcidico ai visitatori dopo quasi vent’anni è per noi un risultato di cui andiamo profondamente orgogliosi: è la dimostrazione concreta di quanto un lavoro corale, condotto con competenza e dedizione, possa trasformare in realtà ciò che sembrava ancora lontano. Quest’area custodisce una delle memorie più potenti di Ercolano (qui furono rinvenute, durante le fasi di scavo precedenti, le statue che oggi abitano le sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli) e oggi possiamo finalmente offrire ai visitatori la possibilità di camminarci dentro, di leggerla da vicino, di sentirne il peso della storia. È un passo importante nella nostra visione di un parco sempre più accessibile, vivo e capace di emozionare: continueremo su questa strada, perché Ercolano merita di essere vissuta in tutta la sua straordinaria profondità», ha dichiarato Federica Colaiacomo, direttrice del parco di Ercolano.
Il Calcidico potrà essere visitato gratuitamente già a partire da domenica 5 luglio, quando il Parco Archeologico di Ercolano aderirà all’iniziativa ministeriale #domenicalmuseo, con ingresso libero per tutti i visitatori. La prenotazione per l’ingresso gratuito al Parco non è richiesta e non è effettuabile online. Il biglietto d’ingresso gratuito va ritirato il giorno stesso direttamente presso la biglietteria.
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