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Chiara Gaggiotti, «La finestra», 2024, collezione privata

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Chiara Gaggiotti, «La finestra», 2024, collezione privata

È dedicato all’Italia il quarto Festival du Dessin di Arles

Disegnatori italiani di ieri e di oggi nella mostra centrale ospitata dalla città provenzale, che da aprile a maggio propone anche una quarantina di monografiche di autori internazionali

Daria Berro

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«Tutti conoscono i capolavori del Rinascimento, ma quando si tratta della pittura, della scultura e del disegno italiani di oggi, si è più ignoranti»: parte da questa premessa la quarta edizione del Festival du Dessin di Arles, in Francia, che con l’eloquente titolo «Viva Italia!» [sic] si propone di far scoprire diverse generazioni di artisti nostrani, partendo dalle settecentesche «Carceri d’invenzione» di Giovanni Battista Piranesi. Con la Collezione Ramo di Milano, incentrata sul disegno italiano dall’inizio del Novecento ai giorni nostri, e la svizzera Fondation William Cuendet & Atelier de Saint-Prex, si spazia dal Futurismo, all'Arte Povera, passando per Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Lucio Fontana e Giorgio Morandi. Altre collezioni private e pubbliche invitano alla scoperta dei disegni di Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Dino Buzzati, Guido Crepax, di Lorenzo Mattotti o di Chiara Gaggiotti. Per tutta la sua durata, dal 18 aprile al 17 maggio, il Festival sarà scandito da dibattiti, incontri, visite guidate, laboratori, proiezioni e concerti.

Oltre alla mostra centrale dedicata al disegno italiano, una quarantina di monografiche assocerà artisti riconosciuti come Fernand Léger, Jean-Michel Alberola, Miquel Barceló, Germaine Richier, a personalità più appartate, come Léon Bongrain, Théophile Alexandre Steinlen, Gilles Aillaud, Gérard Traquandi, Louis Soutter. Un focus sarà dedicato a Ceija Stojka, artista rom sopravvissuta ai campi di sterminio, nonché a due grandi (e modernissimi) disegnatori del Sei e Settecento, Nicolas Lagneau e Jean Jacques Lequeu, con opere provenienti dalle collezioni della BnF-Bibliothèque nationale de France. Da non perdere l’appuntamento con la collezione dei regista, produttore e distributore cinematografico Marin Karmitz, e con i disegni di Philippe Katerine, notissimo in Francia come cantautore, nonché ballerino, attore, cronista, ma con un passato di studente di Belle Arti di Nantes. 

Creato nel 2023 per iniziativa di Vera Michalski (presidente del gruppo editoriale Libella, fondatrice della Fondation Jan Michalski) e Frédéric Pajak (scrittore, disegnatore, direttore della casa editrice Les Cahiers dessinés), il Festival du Dessin nella sua scorsa edizione ha fatto registrare 159mila ingressi.

 


 

 

Daria Berro, 22 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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