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Decorazione della Tomba di Panehesy: il defunto e la sposa Tarenu

© University of Memphis

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Decorazione della Tomba di Panehesy: il defunto e la sposa Tarenu

© University of Memphis

Egitto: le colombe volano in cielo nella tomba di Dra Abu el-Naga

Un convegno a Luxor ha fatto il punto sulle ricerche condotte da archeologi egiziani e stranieri nella propaggine più orientale dell’altopiano libico sulla Riva Ovest con tanto di visita a monumenti ancora in corso di scavo

Francesco Tiradritti

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Dal 29 al 31 gennaio, presso il Museo della Mummificazione di Luxor, si è tenuto il colloquio «Dra Abu el-Naga. Funerary practices and living strategies» che ha visto la partecipazione delle missioni archeologiche egiziane e straniere attive in quest’area.

Dra Abu el-Naga è la propaggine più orientale dell’altopiano libico che bordeggia la Riva Ovest di Luxor e le cui pendici furono utilizzate come luogo di sepoltura per millenni. Tra queste sabbie, nel 1859, fu ritrovato il prezioso corredo funerario della Regina Iahhotep (metà del XVI secolo a.C.) che, entrato a far parte delle collezioni egizie del Cairo, ne rappresentò il principale centro di attrazione fino all’arrivo del Tesoro di Tutankhamon. Il coperchio del sarcofago della regina e la celeberrima collana in oro con i pendenti a forma di mosca sono tra gli oggetti esposti a Roma nella mostra «Tesori dei faraoni», allestita nelle Scuderie del Quirinale. Proprio allo studio attualmente in atto di questo insieme di ritrovamenti ha dedicato un intervento Gianluca Miniaci dell’Università di Pisa.

Il convegno ha rappresentato soprattutto l’occasione per fare il punto sulle ricerche di quest’area la cui conoscenza è cruciale per la comprensione di determinati aspetti della civiltà faraonica. Questo risulta vero soprattutto per il Secondo Periodo Intermedio (1650-1550), quando la Valle del Nilo si trovò frammentata in tre entità politiche. Dagli interventi è emersa una chiara tendenza a ribadire che, malgrado la divisione, tra l’inizio e la fine del periodo è riscontrabile una continuità culturale sempre negata in passato.

L’incontro è culminato in una visita al sito di Dra Abu el-Naga dove, grazie a uno speciale permesso delle autorità egiziane, è stato consentito l’accesso a monumenti ancora in corso di scavo. Tra questi, già presentato al pubblico nel 2019, ma ancora in corso di studio e restauro, è il monumento funerario dell’importante funzionario Djehuty-shedsu, vissuto intorno alla metà del XVI secolo. Con un fronte di circa 55 metri il suo portico è uno dei più ampli di tutta la necropoli di Luxor. Le pitture che lo decorano mostrano uno stile brillante e misurato che precorre soluzioni decorative che troveranno piena maturità soltanto di lì a un secolo.

Straordinaria è invece la Tomba del Sindaco Panehesy e della sposa Tarenu, databile alla prima parte del XIII secolo a.C. Sebbene nota praticamente da sempre, è oggetto di ricerche sistematiche soltanto dalla fine del 2000 da parte di Suzanne Onstine dell’Università di Memphis che soltanto di recente ha cominciato a rimuovere la fuliggine che nascondeva ampie porzioni della decorazione. Sono così tornate alla luce scene che mostrano una paletta di colori e una selezione di temi originali e inusitate per l’epoca in cui il monumento fu realizzato. La sorpresa maggiore viene però dal soffitto della sala longitudinale dove gli interventi di restauro hanno cominciato a riportare alla luce un volo di colombe che sembrano librarsi verso un cielo reso giallo dal sole. L’espediente decorativo richiama la più antica e celeberrima Tomba di Sennefer ed è in grado già da ora di destare meraviglia. Non è perciò difficile prevedere che, quando i lavori di Onstine saranno completati, il monumento di Panehesy e Tarenu verrà annoverato tra i massimi capolavori della pittura egizia.

Tomba di Djehuty-Shedsu. Particolare della decorazione

Francesco Tiradritti, 05 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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Egitto: le colombe volano in cielo nella tomba di Dra Abu el-Naga | Francesco Tiradritti

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