Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Daria Berro
Leggi i suoi articoliA Espoo, in Finlandia, l’Emma-Espoo Museum of Modern Art, in collaborazione con la Fondazione Saastamoinen, ha lanciato un’iniziativa a lungo termine dedicata alla collaborazione continuativa con artisti contemporanei mid-career. Il primo passo è stato il sostegno alla produzione di nuove opere di Jenna Sutela, Eglė Budvytytė e P. Staff, tutti attualmente alla 61ma Biennale di Venezia (dove Sutela rappresenta la Finlandia). Oltre a loro, il programma sosterrà anche il lavoro di Tarik Kiswanson. Sutela, nel Padiglione della Finlandia, è presente con «Aeolian Suite»; «Animism Sings Anarchy» è la videoinstallazione di Budvytytė presso il Padiglione lituano; e «Terminal Lucidity» di P. Staff è presentata nella collettiva «Canicula» presso il Complesso dell’Ospedaletto dalla Fondazione Between Art and Film.
Nei prossimi anni, l'Emma, che è più grande museo d’arte del Paese, acquisirà opere di ciascun artista, contribuirà a finanziarne la produzione, darà una borsa di studio part-time per un anno e sempre per un anno coprirà l'assicurazione sanitaria. L’iniziativa riflette una visione condivisa volta a promuovere lo sviluppo artistico, la ricerca e il riconoscimento istituzionale attraverso la continuità, l’attenzione e l’impegno a lungo termine. Nel riunire artisti delle regioni nordiche e baltiche all’interno di un contesto internazionale più ampio dell’arte contemporanea, favorisce il dialogo tra le pratiche regionali e il discorso globale.
Tutti e quattro gli artisti selezionati hanno legami con la regione nordico-baltica e si trovano in quella fase che il direttore dell’Emma Krist Gruijthuijsen ha descritto come una delle più complesse nella vita di un artista: «Voglio smetterla con i cicli che prevedono l’annuncio di un programma annuale, l’organizzazione di mostre trimestrali e l’assegnazione agli artisti di un compenso simbolico di 10mila euro, quando si sa che lavorano sodo praticamente a tempo pieno», è il suo commento.
Il programma è pensato per culminare in mostre antologiche che l’Emma ospiterà nel 2029 e nel 2030, ma la sua finalità non si limita alle esposizioni: l’obiettivo infatti è dar forma a una struttura che riconosca le realtà del lavoro artistico. Le tournée previste nelle istituzioni partner dovrebbea quel clima: un modello incentrato sul sostegno duraturo piuttosto che sulla visibilità a breve termine.ro contribuire a sostenere le mostre. A detta di Gruijthuijsen i musei sono diventati troppo cauti, spinti da pressioni finanziarie e politiche verso «programmi sicuri e privi di rischi» che lasciano poco spazio alla sperimentazione.
Altri articoli dell'autore
A quattro mesi dal suo insediamento Christophe Leribault ha spiegato in un’audizione al Senato che il museo si trova a dover affrontare un muro di spese dovute al degrado e alle carenze tecniche. Il 25 incontrerà gli architetti del macroniano progetto «Louvre Nouvelle Renaissance».
Dopo 130 anni, torneranno a casa le spoglie di sei Kali’na e Arawak. L’Assemblea Nazionale ha approvato ieri all’unanimità una proposta di legge storica: finora le restituzioni si applicavano solo alle richieste di Stati esteri, non delle colonie francesi
La curatrice francese lascia il Mudam in Lussemburgo, dov'era arrivata dopo una lunga esperienza al Barbican di Londra
Il ruolo era vacante dal 2022, dopo il passaggio di Clément Chéroux alla Fondation Cartier-Bresson di Parigi



