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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliAl Real Albergo dei Poveri di Napoli è aperta fino all’8 marzo 2026 la mostra «Napoli Explosion» dell’artista Mario Amura, a cura di Sylvain Bellenger, storico dell’arte ed ex Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte.
La mostra nasce da quindici anni di documentazione del Capodanno napoletano. Dalla sommità del Monte Faito, Amura ha fotografato i fuochi d’artificio che ogni anno animano la città, trasformando lo spettacolo in una serie di immagini che combinano reportage, pittura e analisi visiva. L’obiettivo è esplorare la percezione dei fenomeni luminosi e il rapporto tra luce, tempo e spazio.
Secondo il curatore, Sylvain Bellenger, «attraverso l’uso del tempo di esposizione e del movimento della camera, le immagini superano la dimensione descrittiva e assumono forme autonome, astratte e pittoriche. Nasce una riflessione sul rapporto tra luce, tempo e percezione».
La mostra comprende trenta opere inedite, una sala cinema e un’area immersiva, NYA – Now Your Art, che consente ai visitatori di osservare i fuochi dalla prospettiva dell’artista e di creare immagini fotografiche personali. «Ho immerso le opere in un rosso proveniente dalle finestre dell’Albergo dei Poveri, ha spiegato Amura. La mostra dialoga con diversi tempi: quello della civiltà napoletana, quello geologico del Vesuvio e quello dello scatto fotografico»
Storici e critici hanno commentato l’approccio dell’artista. Salvatore Settis ha osservato: «Durante la notte di Capodanno, migliaia di persone contribuiscono inconsapevolmente a un’opera visiva collettiva. Amura ha documentato questo fenomeno in pochi minuti di festa». Anche Erri De Luca ha sottolineato che «alla contemplazione, Amura ha aggiunto la documentazione, trasformando ciò che i sensi percepiscono in arte»
Il lavoro di Amura si inserisce nella tradizione della fotografia a colori, che fin dal XIX secolo ha cercato di catturare la luce come materia. La fotografia dell’artista, in controtendenza rispetto alle pratiche contemporanee, non manipola digitalmente le immagini se non per modulare il colore. Davanti ai fuochi del Capodanno napoletano, la macchina fotografica diventa uno strumento per “dipingere con la luce”: le esplosioni si trasformano in linee, velature e filamenti, e il cielo notturno diventa una sorta di pittura cinetica. Ogni anno, Amura e il suo gruppo di operatori salgono sul Monte Faito per osservare la città e documentarne i fuochi, producendo immagini che combinano narrazione visiva e astrazione pittorica. «Napoli Explosion» è concepita come un rito collettivo, un modo di osservare insieme ciò che la luce rivela e trascina con sé.
L’esposizione si inserisce nella tradizione visiva di Napoli, città storicamente legata allo sviluppo della fotografia e del cinema per le sue condizioni luministiche particolari. La mostra è accompagnata da un catalogo scientifico e da un programma pubblico dedicato ai rapporti tra arte, percezione e cultura visiva contemporanea.
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