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Un render della fermata progettata dall’architetto Jean-Marie Duthilleul e l’opera dell’artista Daniel Buren

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Un render della fermata progettata dall’architetto Jean-Marie Duthilleul e l’opera dell’artista Daniel Buren

Grand Paris Express: un museo sotterraneo di arte contemporanea

La Societé des grands projets ha svelato le ultime 30 collaborazioni tra artisti e architetti per le 70 installazioni permanenti che renderanno le nuove stazioni metropolitane di Parigi luoghi in cultura

Cecilia Paccagnella

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La prima linea della Métro di Parigi fu inaugurata nel 1900 in occasione dell’Esposizione universale, seguendo i pionieri ottocenteschi tra Londra, Istanbul, Chicago e altre tre città. Ad oggi, si contano 16 tratte con 321 stazioni, per un totale di 245,6 chilometri.

Un progetto destinato ad espandersi e crescere sempre di più, come dimostra il Grand Paris Express: altre quattro linee e due prolungamenti di percorsi già esistenti (per ulteriori 200 chilometri) sono stati annunciati nel 2011, il cui cantiere, avviato nel 2015, non sarà concluso prima del 2030.

Contestualmente è stato sviluppato il programma culturale «L’Art du Grand Paris», che comprende la realizzazione di 70 installazioni permanenti, commissioni temporanee, eventi artistici e collaborazioni con gli abitanti delle zone interessate dai lavori. 

L’ambizione è radicare l’arte contemporanea nella vita quotidiana dei cittadini e trasformare ogni fermata in un luogo di cultura, di passaggio e di contemplazione. «Questa collezione darà vita a un grande museo sotterraneo, aperto a tutti, che rafforzerà l'ambizione urbana del progetto», sottolinea Jean-François Monteils, presidente del consiglio di amministrazione della Sgp-Société des grands projets (costituita nel 2010 per supervisionare la costruzione del Grand Paris Express, Ndr), che recentemente ha svelato le ultime 30 collaborazioni tra artisti e architetti.

Sotto la direzione dell’ex direttore del centro culturale Centquatre-Paris, José-Manuel Gonçalvès, affiancato da un team di curatori e conservatori (tra cui Laurent Le Bon del Centre Pompidou, Annabelle Ténèze del museo Louvre-Lens, Martin Bethenod del centro d’arte contemporanea Crédac, Fabrice Bousteau del «Beaux-Arts Magazine» e Constance Rubini del Musée des Arts décoratifs et du Design de Bordeaux), sono state commissionate opere, ad esempio, a Sophie Calle, JR, Anselm Kiefer, Daniel Buren, Eva Jospin, Otobong Nkanga, Michelangelo Pistoletto, Petrit Halijaj, ma anche a giovani talenti come Noémie Goudal, Hicham Berrada o Guillaume Bresson (l’elenco completo è consultabile sul sito web della Società).

«Questo progetto è anche la storia di un incontro tra discipline, un dialogo senza precedenti tra artisti, architetti e ingegneri», riassume un altro membro del cda della Sgp, Bernard Cathelain.

Tra gli altri, Prune Nourry e Kengo Kuma proporranno a Saint-Denis Pleyel un esercito di 108 «Veneri dionisiache» modellate con terre locali. A Bicêtre-Hôpital, Eva Jospin e Jean-Paul Viguier realizzeranno un rilievo monumentale in cemento e bronzo ispirato agli scavi archeologici. Un mosaico di azulejos decorerà la stazione dell’aeroporto di Orly a firma di Vhils. «Ocean», l’installazione luminosa e cinetica di Nonotak, sarà posta a L’Haÿ-les-Roses. Mentre l’esponente torinese dell’Arte Povera produrrà un nastro luminoso in 16 lingue, «Aimer les différence» per Champigny Centre.

Una visione globale della collezione è stata al centro di un allestimento nella stazione di Saint-Denis Pleyel dal 3 al 10 ottobre.

Cecilia Paccagnella, 16 ottobre 2025 | © Riproduzione riservata

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