Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Daniel Pešta, «Remember me as your angel», 2020

Image

Daniel Pešta, «Remember me as your angel», 2020

Laura Mega e Daniel Pešta creano un luogo in cui potersi ritrovare

La mostra alla Garibaldi Gallery si pone come un’esperienza sensoriale, partecipativa e coinvolgente al fine di creare un ponte emotivo sul quale poter condividere sentimenti e sensibilità

Cecilia Paccagnella

Leggi i suoi articoli

Conflitti, guerre, crisi energetica, blocchi navali. E ancora, surriscaldamento globale, inflazione e futuro incerto. I principali canali d’informazione pullulano di notizie negative e dipingono una realtà tutt’altro che rassicurante. Non è opportuno guardare sempre e solo il bicchiere mezzo vuoto, questo è certo, ma è innegabile che sui piatti della bilancia pesino di più questo tipo di fatti che abitano il nostro presente. Fortunatamente esistono vie di fuga che, anche solo mentalmente, ci permettono di arginare i danni psicologici che la perenne esposizione a simili flussi di informazioni potrebbe causare: Sigmund Freud soleva usare il termine «sublimazione» per indicare un meccanismo di difesa che permette di sopravvivere a situazioni di vita apparentemente insolubili.

È in questo contesto che si inserisce «Where my soul compiles», progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Donà dalle Rose, con sede a Venezia, e il MuMo-Museum Montanelli di Praga che sarà inaugurato alla Garibaldi Gallery il 6 maggio. Opere di Laura Mega e Daniel Pešta saranno allestite negli spazi veneziani fino al 22 novembre, contemporaneamente alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte della Biennale, grazie alla curatela di Chiara Modìca Donà dalle Rose. Al termine dell’esposizione, sarà organizzata una vendita benefica composta da alcuni lavori dei due artisti, il cui ricavato sarà devoluto alla campagna «Stop the War on Children» di Save the Children.

La mostra si pone come un luogo in cui lo spettatore si può raccogliere e può dimenticare le preoccupazioni che lo aspettano oltre la soglia d’ingresso: una bolla spazio-temporale in cui si ha la possibilità di ricentrarsi e riallinearsi con il proprio io più intimo, una dimensione che conduce alla calma interiore, alla chiarezza emotiva e a un autentico senso di appartenenza. Il titolo stesso racchiude in sé la fusione di un concetto filosofico e spirituale antico con un termine tipico dell’era digitale, perché la «compilazione del codice» implica una formula scritta da un essere umano che viene trasformata in un linguaggio comprensibile da un sistema informatico.

Una nuova serie di acquerelli di Daniel Pešta (Praga, 1959) esplora da vicino il concetto freudiano: tra le ombre e la coltre negativa che avvolgono le nostre esistenze resta vivo un raggio di speranza, che in mezzo alle figure rosa si staglia come quella luce in fondo al tunnel a cui siamo soliti pensare. Laura Mega (Roma, 1973), dal canto suo, preferisce voltare lo sguardo verso un mondo morbido, come i peluche che da piccoli tenevamo fra le braccia per trovare conforto nei momenti più ostili, soprattutto di notte. È proprio alla notte, sinonimo di oscurità, che si associano i pensieri più brutti e nel buio le installazioni di Mega appaiono come àncore alle quali aggrapparsi per non affondare. Corredate di frasi motivazionali, le sue opere si pongono come un ambiente immersivo, per tradurre anche attraverso forme al servizio del tatto temi quali la fragilità, la memoria collettiva e la cura reciproca.

Entrambi hanno concepito lavori per essere attraversati e vissuti dal pubblico, in modo da offrire un’esperienza sensoriale, partecipativa e coinvolgente al fine di creare un ponte emotivo sul quale poter condividere sentimenti e sensibilità. Umanità, compassione e empatia diventano base per la riflessione e il dialogo, per ricordare alle persone che questo mondo sempre più individualista, abitato da teste che camminano piegate sui propri dispositivi elettronici, originariamente non era così. Che con la rabbia e l’egoismo bisogna parlare. E che, forse, ricongiungersi con quel fanciullino di cui parlava Giovanni Pascoli a fine Ottocento è la strada migliore da percorrere per reimparare a guardare il bicchiere mezzo pieno.

Daniel Pešta, «Infuse», 2024

Laura Mega, «Love is in the air», 2026. Foto © Vinicio Ferri

Cecilia Paccagnella, 02 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Laura Mega e Daniel Pešta creano un luogo in cui potersi ritrovare | Cecilia Paccagnella

Laura Mega e Daniel Pešta creano un luogo in cui potersi ritrovare | Cecilia Paccagnella