Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliNella sezione Premiere di Art Basel 2025, Gypsum Gallery - una delle realtà più interesanti del panorama artistico contemporaneo egiziano - presenta un dialogo raffinato tra due artisti che, pur da prospettive diverse, riflettono sul paesaggio come esperienza sensibile e immaginifica. Il duo scelto dalla galleria del Cairo per questa edizione riunisce le nuove tele di Dimitra Charamandas e le fotografie analogiche di Basim Magdy, in un allestimento che intreccia visioni mediterranee, derive geologiche e tensioni atmosferiche.
I dipinti di Charamandas, artista di origini greche, evocano una geografia intima e stratificata, dove il confine tra terra e mare si dissolve in superfici cromatiche dense, costruite per sottrazione e sedimentazione. La pittura diventa così un luogo mentale, sospeso tra memoria e materia, in cui i contorni si sfilacciano come coste erose dal tempo. È una riflessione sulla fragilità e sulla persistenza, dove l’elemento naturale si carica di valenze simboliche.
Accanto a lei, l’universo visivo di Basim Magdy prende forma attraverso fotografie analogiche che indagano paesaggi vulcanici e costieri, restituiti con colori alterati, quasi radioattivi, frutto di interventi manuali sulla pellicola. Magdy, noto per la sua pratica che fonde immaginario scientifico e finzione narrativa, propone qui una geologia visionaria, in cui la natura appare trasfigurata da una luce instabile, come in un futuro disallineato.
Insieme, i lavori dei due artisti costruiscono un racconto stratificato, dove la geografia non è solo un dato fisico, ma un dispositivo emotivo e politico. La scelta curatoriale della galleria Gypsum - fondata al Cairo nel 2013 e da anni punto di riferimento per l’arte contemporanea del Medio Oriente e del Nord Africa - si dimostra ancora una volta capace di tenere insieme linguaggi diversi in un discorso coerente e fortemente poetico.
Altri articoli dell'autore
La scultura viene offerta per la prima volta sul mercato, a Londra. Dopo oltre settant’anni nella stessa collezione britannica, è l’unico esemplare ancora in mani private
L’apertura della struttura è accompagnata da un intenso programma di mostre e vendite che dialogano direttamente con l’identità architettonica e culturale dell’edificio
Protagonista di mostre museali e in galleria, sempre presente nelle aste e fiere più importanti del mondo, l'autore si conferma tra i punti di riferimento dell'intero sistema artistico
La Estorick Collection inaugura il 2026 con una mostra dedicata ad Alessandro Mendini. Dalla celebre «Poltrona Proust» agli iconici cavatappi Alessi, la mostra, fino al 10 maggio 2026, esplora il suo approccio colto e pop che ha unito il mondo dell'arte a quello della produzione industriale.



