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Una veduta della città di Bolivar

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Una veduta della città di Bolivar

Il patrimonio culturale del Venezuela dopo i bombardamenti

Gli attacchi americani, pur circoscritti, hanno colpito luoghi di rilevanza nazionale e internazionale. Nessun danno per quelli del Patrimonio Unesco: ecco quali sono. La vera sfida per il Paese resta la protezione e la gestione sostenibile

Gli eventi recenti a Caracas hanno sollevato interrogativi sulla vulnerabilità del patrimonio culturale del Venezuela. I bombardamenti americani, pur essendo circoscritti, hanno colpito strutture storiche, costringendo le autorità e gli esperti a valutare con urgenza i danni materiali e le conseguenze per i siti di rilevanza nazionale e internazionale. I dati disponibili, raccolti grazie al monitoraggio di istituzioni locali e accademici, indicano che i danni diretti sono limitati, mentre le minacce strutturali, ambientali e socio-economiche già presenti rimangono una preoccupazione costante.

Il principale impatto dei bombardamenti riguarda l’Observatorio Cagigal, situato nella capitale venezuelana. Costruito nei primi anni del Novecento come osservatorio astronomico e successivamente adattato a centro di trasmissione, l’edificio combina stili eclettico e Art Déco, progettato dall’architetto Guinand Sandoz. La presenza di antenne e strutture tecnologiche ha determinato il suo coinvolgimento negli attacchi, causando danni materiali significativi. Gli altri edifici storici, inizialmente indicati come colpiti (tra cui il Cuartel de la Montaña, il Palacio Federal Legislativo e il Palacio de Miraflores) sono rimasti intatti.

In particolare, il Cuartel de la Montaña, che ospita il Mausoleo di Hugo Chávez e funge da primo edificio dell’Accademia Militare, non ha riportato danni, così come le sedi del Parlamento e della Presidenza. Questi edifici, pur essendo patrimonio culturale e simbolico, non hanno subito impatti materiali. Nonostante i bombardamenti, i siti venezuelani inseriti nella Lista Unesco non hanno subito danni diretti. Tuttavia, molti di essi presentano già sfide strutturali, ambientali o di gestione che ne compromettono la piena integrità.

Una veduta della Chiesa di San Francesco a Coro. Foto tratta da Wikimedia, Janethrodri

Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 1993, Coro con il suo porto rappresenta uno dei primi insediamenti coloniali spagnoli nel Nuovo Mondo. Il centro storico conserva architetture in terra cruda (adobe, bahareque e tapia) e testimonianze della fusione tra influenze spagnole, olandesi e locali. Il sito è in pericolo dal 2005 a causa di piogge intense, materiali fragili, assenza di buffer zone efficaci e sviluppo urbano incontrollato. L’Unesco ha promosso piani correttivi per drenaggio, gestione urbanistica e protezione degli edifici, ma il processo resta lento e la piena attuazione lontana. 

Il Parco nazionale Canaima, patrimonio naturale dal 1994, è celebre per i suoi «tepui» (caratteristiche montagne a cima piatta, simile ad altopiani), la cascata più alta del mondo (Salto Ángel) e la biodiversità unica. Pur non essendo stato danneggiato dai bombardamenti, il sito affronta minacce legate a miniere illegali, turismo incontrollato e gestione inefficace. La frammentazione degli habitat e l’inquinamento idrico mettono a rischio specie endemiche, rendendo la tutela una priorità urgente.  

La Ciudad Universitaria di Caracas (Cuc), capolavoro di architettura moderna progettato da Carlos Raúl Villanueva tra gli anni '40 e '50, integra edifici didattici, spazi pubblici e opere artistiche. La manutenzione è critica: deterioramento dei materiali, instabilità strutturale e possibili danni accidentali richiedono interventi continui. La gestione quotidiana deve conciliare attività educativa e conservazione del patrimonio, un equilibrio complesso ma necessario.

Mateo Manaure, «La pared de Ciencias», 1957, presso la Facoltà di Scienze dell’Università Centrale del Venezuela a Caracas

Al di là dei siti riconosciuti dall’Unesco, il Venezuela possiede beni culturali e misti in Lista indicativa, anch’essi esposti a rischi ambientali e socio-economici.

Città storica portuale, con fortificazioni e urbanistica coloniale, La Guaira è soggetta a smottamenti, alluvioni e colate di fango. Gli interventi moderni, l’attività del porto commerciale e la mancanza di un piano integrato compromette l’integrità urbana e la conservazione del patrimonio.

La Hacienda de Chuao: questa piantagione di cacao storica combina valori culturali, paesaggistici e intangibili. La comunità locale, di origine afrodiscendente, rappresenta un patrimonio immateriale di grande rilevanza. Tuttavia, la pressione economica sul cacao, la carenza di strumenti normativi e l’assenza di dossier tecnico aggiornato pongono rischi significativi per la tutela del sito.

Situata lungo l’Orinoco, Ciudad Bolívar è un esempio di paesaggio culturale fluviale. L’espansione urbana, le infrastrutture commerciali e la mancanza di studi aggiornati mettono a rischio la coerenza visiva e la gestione sostenibile del patrimonio. La tutela richiede governance multi-livello e interventi coordinati, difficili da implementare nel contesto attuale.

Sebbene i bombardamenti abbiano avuto un impatto limitato, la vera sfida per il Venezuela resta la protezione e la gestione sostenibile del patrimonio culturale e naturale. Interventi mirati, monitoraggio continuo e sostegno internazionale sono essenziali per salvaguardare le risorse storiche, artistiche e paesaggistiche per le generazioni future.

Una veduta del Salto Ángel al Parque Nacional Canaima

Francesco Bandarin, 12 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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