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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliC’è qualcosa di ironico nel vedere il punk, nato per infrangere le regole, trasformarsi in oggetti da collezione, catalogati, stimati e messi all’asta. Questo aprile a Londra, Bonhams celebra i 50 Years of Punk con una vendita che raccoglie chitarre, poster, abiti e memorabilia, un concentrato di energia, caos e creatività condensato in lotti che vanno dalle 800 sterline fino a cifre da capogiro. Tra il 20 e il 30 aprile, online, passerà sotto il martello la storia di un movimento che non è stato solo musicale ma anche estetico e culturale, un vero manifesto in forma di oggetti.
Tra i pezzi più iconici spicca la chitarra elettrica Gibson SG Standard appartenuta a Brian James, co-fondatore dei The Damned, stimata tra 12mila e 15mila sterline. Questo è lo strumento con cui è nato New Rose, il primo singolo punk pubblicato nel Regno Unito nel 1976, e con cui James ha scritto quasi tutti i brani dei primi due album della band. Questo pezzo ha attraversato studi di registrazione e palchi «sudati», diventando testimone e protagonista della rivoluzione sonora che scuoteva Londra, e più tardi ha accompagnato anche le performance con Iggy Pop. Nello stesso catalogo compaiono anche i testi originali scritti a mano di New Rose, un documento che racchiude la nascita di un’idea destinata a cambiare tutto (8mila-12mila sterline).
Chitarra elettrica Gibson SG Standard ampiamente utilizzata negli album Damned Damned Damned e Music For Pleasure, 1964. Stima: 12mila - 15mila sterline. Courtesy of Bonhams
Ma il punk non era solo musica: era immagine e provocazione. Tra i lotti figurano poster promozionali dei Sex Pistols, come Pretty Vacant, firmati sul retro dal regista Julien Temple, autore di film che hanno definito l’estetica del movimento. C’è il primo numero di Sideburns Fanzine, con l’iconica frase «This is a chord… now form a band» (800 - 1.200 sterline) che più che un tutorial è un manifesto esistenziale. E c’è il lato moda-politico della scena, rappresentato dall’ensemble «Pirate» di Vivienne Westwood e Malcolm McLaren, abiti che oggi si guardano in teca ma che allora erano atti di sfida da indossare (2mila-3mila sterline).
La Londra punk vive nei flyer originali del Roxy Club, con nomi come Siouxsie and the Banshees, Buzzcocks e The Adverts, ricordando notti in cui il caos era reale e il futuro della musica ancora incerto. Non manca nemmeno un tocco di crossover generazionale con la Telecaster di palco di Lou Reed, simbolo di come il punk abbia raccolto eredità sonore diverse per trasformarle in un’urgenza nuova.
Come ha sottolineato Fred Lawton di Bonhams, l’interesse per questi oggetti è in forte crescita. C’è chi li cerca per nostalgia, chi per possedere un pezzo autentico di storia musicale, ma il paradosso resta: il punk, nato per essere effimero e anti-istituzionale, sopravvive proprio grazie a reliquie destinate a durare. È forse un tradimento del suo spirito ribelle, o forse la prova che certe rivoluzioni, anche quando finiscono in un catalogo d’asta, continuano a fare rumore.
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