Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Monica Trigona
Leggi i suoi articoliNel 2026 (14-17 maggio), la fiera d’arte Independent si sposterà in una nuova sede: il Pier 36, nel Lower East Side di Manhattan. Si tratta di un cambiamento di rilievo per la manifestazione fondata nel 2010, che per la sua edizione primaverile di maggio occuperà uno spazio di 6.600 metri quadrati, più che raddoppiando le dimensioni degli Spring Studios di Tribeca, sede storica della fiera. Elizabeth Dee, la fondatrice della fiera ha dichiarato: «Siamo felici e grati per il tempo trascorso agli Spring Studios, ma ci sembra il momento giusto per aumentare l’impatto culturale di Independent a New York, che è ancora il più grande mercato dell’arte al mondo». Il trasferimento si presenta al tempo stesso pratico e strategico. Dopo le difficoltà legate alla pandemia, Independent ha infatti registrato un significativo aumento della partecipazione: nell’edizione del 2025, ha accolto 83 espositori, spingendosi ad adattare anche aree tecniche a progetti speciali. «Persino il nostro guardaroba è stato dedicato a un progetto speciale», ha raccontato Dee. Il passaggio al Pier 36 si inserisce in un più ampio processo di riallineamento delle fiere d’arte contemporanee a New York. La nuova sede colloca l’evento a breve distanza da molte gallerie del Lower East Side e, tramite la FDR Drive (la Franklin D. Roosevelt East River Drive, superstrada urbana che corre lungo la sponda orientale di Manhattan), più vicino anche a TEFAF, che si svolge nella stessa settimana.
Nata come alternativa curata e selettiva rispetto a manifestazioni più mainstream come Frieze, la rassegna ha saputo evolversi mantenendo un’identità ben definita. Oggi il suo format prevede due appuntamenti annuali: l’edizione di maggio e Independent 20th Century, in autunno, dedicata agli artisti moderni meno noti o trascurati. La fiera continuerà naturalmente a essere organizzata dal suo consolidato team: Matthew Higgs, Alexandra Alexopoulou e David Ulrichs, con sede a Berlino; Sofie Scheerlinck, COO; e Kyle Penner, Associate Manager; guidato dalla fondatrice Elizabeth Dee. Il passaggio al Pier 36 sarà accompagnato da un’importante riprogettazione architettonica, affidata allo studio newyorkese SO–IL (Solid Objectives Idenburg Liu), già noto per la Kukje Gallery di Seoul e lo spazio d’arte Amant a Brooklyn. Il progetto espositivo sarà invece curato dal team berlinese D_P_S. Insieme, i due studi daranno forma a quello che l’organizzazione definisce «un nuovo modello di ciò che una fiera d’arte potrebbe essere». Con l’ampliamento degli spazi, il rinnovamento architettonico e una strategia ben definita di posizionamento nel panorama fieristico internazionale, Independent si prepara così a una nuova fase, decisa a rafforzare il proprio ruolo nel sistema dell’arte contemporanea globale.
Altri articoli dell'autore
L'imprenditore mecenate racconta a «Il Giornale dell’Arte» il progetto che trasforma la storica chiesa milanese in un laboratorio di mostre, musica, design e dialogo culturale
Da Palazzo Strozzi all'Opificio delle Pietre Dure, la Biennale dell'Antiquariato amplia il proprio raggio d'azione e conferma Firenze tra i grandi centri internazionali del collezionismo
Per la prima volta Art Basel premia il ruolo delle gallerie nella costruzione delle carriere artistiche e del sistema culturale globale. Il riconoscimento inaugura una nuova stagione degli Awards e consacra la storica galleria come modello di visione, impegno e leadership intergenerazionale
Ruba Katrib ad Unlimited, Nairy Baghramian e Ibrahim Mahama a Messeplatz e Münsterplatz: tra monumentalità, sottrazione e materia residua



