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Redazione
Leggi i suoi articoliSi è tenuto oggi, 17 aprile, «La riduzione dell’Aliquota Iva al 5% e le novità introdotte da “Italia in scena”» nella lounge Intesa Sanpaolo Private Banking di miart, la prima edizione della fiera milanese che beneficia dell’abbassamento dell’Iva dal 22% al 5%, rendendo l’aliquota italiana la più bassa d’Europa.
Moderato dal critico d’arte e giornalista Nicolas Ballario, l’incontro ha visto la partecipazione di Federico Mollicone, presidente VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Guido Guerzoni, docente dell’Università «Luigi Bocconi» di Milano, e Andrea Sirio Ortolani, presidente Angamc-Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, e vice presidente del Gruppo Apollo.
Proprio a partire da una survey dell’Associazione Gruppo Apollo e sottoposta a 123 iscritti all’Angam (in anonimato), condotta dal professor Guerzoni e con la collaborazione pro bono della società Formules, si è valutato l’impatto dell’approvazione del decreto legge «Disposizioni urgenti per finanziamenti» lo scorso primo luglio. Tre i temi al centro del questionario: l’impatto della riforma sul fatturato, sul mercato e le prospettive future. Per poco più della metà degli intervistati, il 53%, ha registrato un aumento del fatturato, con una crescita media superiore al 20%. Per l’83% la violenta instabilità della situazione geopolitica internazionale incide in misura sostanziale sul mercato, prorogando una condizione di eccezionalità che non consente al sistema di apprezzare pienamente i benefici della riforma. I rispondenti auspicano però ulteriori cambiamenti, ritenuti necessari per rendere più solido e affidabile il mercato domestico.
Un dato straordinario, afferma Ortolani: «Prima della riforma, il timore era quello di un cataclisma o di una delocalizzazione di massa. Eravamo fermi al 22% di Iva, mentre Francia e Germania erano già scese rispettivamente al 5,5% e al 7%. Grazie a un dialogo costruttivo con le istituzioni, è stata salvata una situazione critica. Le gallerie d’arte contemporanea non sono solo esercizi commerciali, ma presidi che costruiscono il presente e il futuro dell’arte italiana».
Poco dopo la somministrazione del questionario è stato diffuso il contenuto della legge «Italia in Scena» (12 marzo, 40/2026), con alcune modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio (d. lgs. 42/2004) riguardanti soprattutto le attività di tutela e di circolazione internazionale dei beni culturali: l’obiettivo è spostare l’attenzione dalla sola tutela alla valorizzazione attiva e partecipata del patrimonio culturale. A tal fine sono stati inseriti due nuovi articoli: il 121 bis, ovvero un’anagrafe digitale dei beni culturali pubblici, e il 121-ter, un albo digitale della sussidiarietà orizzontale. Il Ministero della Cultura devi quindi definire una strategia nazionale di valorizzazione entro 24 mesi per aumentare l’accessibilità e la fruizione, promuovere eventi, rafforzare la promozione anche digitale e internazionale, coordinare musei, siti e biblioteche in una rete nazionale. In concreto, si è ottenuta una semplificazione dell’iter necessario per la circolazione delle opere con: la soglia per l’autocertificazione dell’uscita delle opere aumentata a 50mila euro; la validità temporale dei titoli per l’uscita dei beni passa da 6 mesi a 5 anni; possibilità di ritirare la domanda di esportazione prima dell'uscita per evitare il vincolo automatico; diniego all’esportazione che può essere opposto solo se è provata una specifica attinenza alla storia della cultura italiana; un termine perentorio fissato a 90 giorni entro cui il Ministero deve rispondere alle richieste di prestito per mostre.
«È una legge rivoluzionaria in senso sussidiario, conclude Mollicone. Finalmente esiste una legge che rende operativo l’articolo 118 della Costituzione... non è solo una riforma, è un cambio di approccio e nella gestione del patrimonio nazionale».
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