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Olga Gambari
Leggi i suoi articoliÈ un lungo cammino il progetto che restituisce gli spazi della Cavallerizza Reale alla città di Torino, un grande cantiere rigenerativo fatto di fasi successive, partito nel 2022, che coinvolge questo distretto di architetture d’eccellenza, realizzate soprattutto tra Seicento e Settecento da architetti di corte come Amedeo di Castellamonte, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri.
Un luogo che nel tempo ha vissuto destinazioni e vicende diverse.
Ora una grande visione ne ha immaginato un ruolo attivo nel presente e per il futuro come spazio culturale d’eccellenza per la comunità, con l’idea di non chiuderlo durante i lavori, di non farlo uscire dalla vita e dall’immaginario collettivo, ma di tenerlo aperto in un dialogo fluido con la città. Con questo obiettivo è stato pensato il festival continuo che per 18 mesi sta animando gli spazi all’interno del progetto Creative Roads: a space for ideas. Imagining the future of Cavallerizza together, curato da tre realtà creative storiche torinesi come C2C Festival, Graphic Days® e Paratissima con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. Un calendario di eventi transdisciplinari legati alle arti, al design e alla musica, con un coinvolgimento trasversale e partecipativo del pubblico, che ha visto protagonisti artisti professionisti e giovani talenti selezionati tramite call. Tre i temi seguiti: la memoria, la cura e la comunità.
Un festival continuo che si pone anche come manifesto della visione che informa la riqualifica di questo luogo nel cuore antico della città, la zona reale. Una Cavallerizza ripensata per essere accessibile e vissuta dalla collettività attraverso gallerie, giardini e teatri, in un’integrazione armoniosa con il tessuto urbano che diventa anche una riappropriazione di un patrimonio cittadino.
Un modello europeo di rigenerazione
Si tratta di un’operazione lunga e complessa, un vero caso modello di respiro internazionale che farà scuola. A partire dall’approccio, che ha visto un’audizione di 60 enti del territorio per capire che cosa mancasse alla città, da cui sono venute fuori sia il desiderio di spazi informali per l’espressione e l’aggregazione giovanile, aperti fino a notte e non destinati necessariamente a produrre, sia la necessità di una sorta di hub di accompagnamento, sostegno e formazione agli enti della cultura locali. È seguito un Cantiere della conoscenza, cioè un’analisi preliminare dell’edificio che ha consentito la progettazione anche della parte energetica, perché per la prima volta un sistema di massima tecnologia di efficienza energetica è stato applicato a un edificio storico. Un cantiere avanguardista il cui sviluppo silenzioso è stato affiancato da attività artistiche che accadevano nella Manica del Mosca e nei Giardini Reali. Quando successivamente è iniziato, invece, il cantiere vero e proprio è partito il festival in itinere di Creative Roads, che è stato protagonista di un grande evento internazionale perché è stato selezionato per partecipare alla terza edizione del New European Bauhaus Festival.
La Cavallerizza e il New European Bauhaus
Si tratta di un’iniziativa della Commissione Europea che mira a trasformare il Green Deal europeo e il Clean Industrial Deal in un cambiamento tangibile in campo anche sociale, in calendario a Bruxelles dal 9 al 13 giugno 2026. In quei giorni, in contemporanea, la Cavallerizza Reale si è trasformata in una sede satellite del festival, ospitando tre importanti laboratori di giovani che raccoglieranno immagini, suoni e parole ispirate alla Cavallerizza stessa, per restituirli poi in una grande installazione comune nel cortile del Rettorato. Indagini, esplorazioni, invenzioni visive e narrative che condividono i valori fondativi del NEB, che pone come temi centrali la bellezza, l’importanza della partecipazione e della cittadinanza attiva nel processo democratico necessario per plasmare comunità più inclusive e sostenibili. Una sostenibilità che da un punto di vista ambientale costituisce già uno dei cuori del progetto di rigenerazione della Cavallerizza, con l’utilizzo di tecnologie verdi e di sistemi avanzati per il risparmio energetico e l’ottimizzazione dei consumi, riducendo così l’impatto. Un altro valore condiviso è poi l’approccio transdisciplinare portato avanti dai soggetti che animano tutto il progetto di Creative Roads e nello specifico l’evento legato al NEB. È stato un momento di formazione e di riflessione sul futuro della Cavallerizza sviluppato attraverso tre linguaggi diversi, infatti, con master class di studenti nell’ambito delle giornate del 9 e 10 giugno, un vero hackathon, una maratona di progettazione intensiva.
Gli studenti sono stati suddivisi in gruppi eterogenei coordinati da tutor anche attraverso kit che hanno stimolato la discussione seguendo i metodi del design thinking, learning by doing e storytelling.
Fotografia, suono e visual design
Paratissima ha scelto la fotografia coinvolgendo la fotografa Francesca Cirilli come tutor di un gruppo di studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti per fare un’azione di perlustrazione del cantiere della Cavallerizza, con cui dare vita a una sua rielaborazione fotografica capace di catturarne l’essenza storica e architettonica.
Nella mostra finale ogni fotografo ha presentato un singolo scatto, per un mosaico che ha restituito lo stato di avanzamento del cantiere.
C2C ha attivato un’altra master class utilizzando il linguaggio della musica e del suono, che ha coinvolto, invece, i musicisti Bill Kouligas e Invernomuto come tutor di un gruppo di studenti del Conservatorio Giuseppe Verdi per un’attività di field recording realizzata direttamente nel cantiere. Una ricognizione che ne ha registrato i suoni, con un lavoro corale di raccolta che è sfociato in una produzione musicale, una traccia sonora in forma di ambiente diffuso. Infine Graphic DaysⓇ, che ha utilizzato il linguaggio del visual e social design per lavorare con gli studenti dei Licei Avogadro e Gioberti immaginando nuove idee per le prossime generazioni relativamente sia alla Cavallerizza sia ai luoghi della cultura in generale. I risultati sono stati raccolti in una fanzine partecipativa stampata nel laboratorio del Print Club, quartier generale di Grapic Days a Torino, utilizzando la tecnica a basso impatto ambientale della risograph.
Restituzione e vocazione
L’11 giugno alle 18, per proseguire poi fino al 13 giugno, tutti gli output scaturiti dai tre laboratori sono stati presentati in mostre e incontri, con una distribuzione gratuita della fanzine che successivamente arriverà anche nel circuito delle biblioteche civiche torinesi, sempre in forma gratuita. Il momento finale del NEB alla Cavallerizza è stata una restituzione pubblica che contribuisce a ricreare un senso di appartenenza verso uno spazio intrinseco al tessuto urbano di Torino ma percepito come distante in quanto in disuso da diversi anni.
Il NEB consolida la connotazione della Cavallerizza come polo delle arti, che è sempre stata la sua naturale vocazione creativa già nel suo passato recente, quando ha ospitato anche gli spettacoli del Teatro Stabile più innovativi e di ricerca, tre edizioni di BIG - Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo con Michelangelo Pistoletto, così come diversi progetti creativi indipendenti e spazi dell’Università degli Studi di Torino. Un pezzo di città da sempre molto sentita e vissuta, che non si è voluto trasformare in un buco nero, in un’assenza durante la sua rinascita, ma in luogo dove la cultura si sogna, progetta, produce e si fruisce.
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