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Veduta dell’interno della Chiesa di S. Silvestro e S. Martino ai Monti a Roma

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Veduta dell’interno della Chiesa di S. Silvestro e S. Martino ai Monti a Roma

La Chiesa di S. Silvestro e S. Martino ai Monti a Roma, una stupefacente stratificazione storica

Al termine dei restauri dell’edificio, condotti da un team interdisciplinare di restauratori, archeologi e storici dell’arte, grazie al progetto «Cantieri Narranti» i turisti possono salire fino a 14 metri d’altezza per ammirare le opere di Gagliardi, Dughet, Naldini, Miel…

Gaspare Melchiorri

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Sono in dirittura d’arrivo i restauri della Chiesa di S. Silvestro e S. Martino ai Monti, nel centro di Roma: termineranno entro un paio di mesi. Ultimamente questi lavori sono stati inseriti nel progetto «Cantieri Narranti», che prevede che i cittadini possano partecipare a uno speciale programma di visite guidate al cantiere. L’iniziativa, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma, offre un’occasione unica per scoprire la stupefacente stratificazione dell’area di Colle Oppio.

Istituita nel IV secolo d.C. da papa Silvestro I su un antico edificio appartenente a un suo presbitero, la chiesa venne ricostruita nel V secolo da papa Simmaco, che la dedicò a San Martino di Tours e al pontefice suo predecessore. La struttura sorge sopra un antico oratorio ricavato da annessi delle vicine Terme di Traiano, come testimoniato dai numerosi reperti presenti nei sotterranei dell’edificio.

La chiesa ospita una serie di importanti testimonianze della storia della cristianità a Roma, spaziando dal periodo paleocristiano al XVIII secolo. L’apertura del cantiere al pubblico è stata pensata per accompagnare i visitatori alla scoperta di un gioiello poco conosciuto nel cuore della Capitale, rendendo le attività di restauro un momento di condivisione culturale.

All’intervento sta lavorando un team interdisciplinare, con restauratori, archeologi e storici dell’arte. Il nucleo principale degli interventi condotti in questo periodo riguarda l’abside della chiesa: qui i restauratori lavorano per restituire piena leggibilità all’intero apparato decorativo, composto da affreschi, inserti lignei e stucchi.

Tra gli aspetti più interessanti di S. Silvestro e S. Martino ai Monti va ricordata la profonda ristrutturazione dell’edificio sacro, condotta intorno alla metà del Seicento da Filippo Gagliardi. L’architetto e pittore romano ripensò la chiesa in chiave barocca, integrando armoniosamente tutti gli elementi decorativi risalenti a epoche diverse, dal Medioevo al Seicento. Le visite guidate al cantiere offrono per esempio la possibilità di salire fino a 14 metri di altezza, portando il pubblico a stretto contatto con le opere di artisti come lo stesso Filippo GagliardiGaspard DughetPaolo Naldini e Jan Miel.

Oltre alle caratteristiche della sua struttura architettonica e delle sue decorazioni, la basilica romana ospita numerose testimonianze provenienti da un’area di grande interesse fin dai tempi dell’antica Roma. Tra queste spiccano le imponenti colonne delle navate, prelevate con ogni probabilità proprio dalle Terme di Traiano, che originariamente confinavano con l’edificio sacro.

Veduta della facciata della Chiesa di S. Silvestro e S. Martino ai Monti a Roma

Gaspare Melchiorri, 05 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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