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Redazione
Leggi i suoi articoliDopo i Giardini di Venezia, primo caso in Italia, un altro bene statale veneziano beneficerà della proroga a cinquant'anni della concessione d’uso da parte dell’Agenzia del Demanio: la Fondazione Giorgio Cini onlus, potrà continuare a occupare l’isola di San Giorgio Maggiore fino al 2064. L’atto sottoscritto oggi a Venezia da Alessandra del Verme, direttore dell’Agenzia del Demanio, e da Gianfelice Rocca, presidente della Fondazione veneziana, consente a quest’ultima di continuare ad assicurare al prezioso bene lagunare la propria missione di cura, tutela e valorizzazione, assicurando la continuità di un polo culturale di eccellenza. Un modello di partnership pubblico-privato che assicura la manutenzione e valorizzazione del patrimonio nazionale e la sua fruizione collettiva.
Acquisito il parere del Ministero della Cultura, l’Agenzia del Demanio ha applicato anche in questo caso la norma (art. 14, comma 2 bis, del Dpr 296/2005) che consente di estendere fino a cinquant’anni le concessioni di beni pubblici a enti, fondazioni e associazioni senza scopo di lucro che operano nei settori della cultura, dell’ambiente, della ricerca e del sociale.
Istituita nel nel 1951 dal conte Vittorio Cini (Ferrara, 1885-Venezia, 1977) , imprenditore e uomo politico dalle cospicue sostanze, in memoria del figlio Giorgio scomparso due anni prima in un incidente aereo, la Fondazione ha restituito vita al complesso monumentale dell’Isola di San Giorgio Maggiore (firmato, tra gli altri, da Palladio e Longhena), di fronte a piazza San Marco gravemente degradato dopo quasi centocinquanta anni di occupazione militare, reinserendola nella vita di Venezia per farne un centro internazionale di attività culturali, di ricerca e di incontri di grande rilievo. Da allora la Fondazione Cini si è imposta come un laboratorio internazionale di cultura e ricerca, punto d’incontro tra personalità di primo piano del mondo artistico, scientifico e accademico.
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