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Una delle sale della Fondazione Pini a Milano

© Fondazione Adolfo Pini. Foto Andrea Rossetti

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Una delle sale della Fondazione Pini a Milano

© Fondazione Adolfo Pini. Foto Andrea Rossetti

La Fondazione Pini, riallestita, riapre al pubblico dopo due anni

Gli arredi, i dipinti e gli oggetti d’arte della dimora milanese sono stati accuratamente restaurati con materiali e metodologie rispettose dei principi di conservazione sostenibile

A Milano, dopo due anni di lavori di restauro, riqualificazione e ammodernamento, il palazzo di Corso Garibaldi 2, che ospita la Fondazione Adolfo Pini, riapre al pubblico oggi 29 gennaio alle ore 18.30 con un nuovo allestimento e un percorso espositivo completamente rinnovato. L’evento è una tappa importante nella valorizzazione delle collezioni e dell’eredità artistica di Renzo Bongiovanni Radice e Adolfo Pini. In occasione della riapertura verrà presentata la nuova mostra permanente dedicata a Renzo Bongiovanni Radice, un progetto curato da Silvia Bolamperti, responsabile del Dipartimento Cultura della Fondazione Adolfo Pini, per celebrare la figura e il lascito culturale del pittore lombardo (1899-1970).

Insieme al nuovo allestimento delle sale, la Fondazione Adolfo Pini ripropone l’arredamento originario della dimora con l’obiettivo di riprodurne l’atmosfera, per raccontare la storia di una famiglia della borghesia milanese colta e illuminata, arricchita dagli oggetti appartenuti alle due famiglie.

Al centro dell’allestimento, un grande salone celebra Parigi, città amata e punto di svolta nella carriera di Bongiovanni Radice. Uno spazio intimo è dedicato al suo studio, a cui segue la sala dedicata ai rami: trame di alberi e intrecci che riflettono la capacità dell’artista di narrare con elementi naturali. Al termine, una selezione delle acquisizioni più recenti, frutto di un lavoro di studio e ricerche che sottolinea l’impegno della Fondazione nel preservare e valorizzare l’eredità di questo autore.

Il programma di restauro dell’opera pittorica ha incluso interventi di pulitura, reintegrazione pittorica e sostituzione di sistemi di vincolo, il tutto eseguito con materiali e metodologie rispettose dei principi di conservazione sostenibile e adottando soluzioni ecologicamente responsabili. Anche il restauro degli arredi originali è stato eseguito con attenzione all’autenticità e alla conservazione storica, grazie all’utilizzo di materiali tradizionali, naturali e reversibili.

«La riapertura della Fondazione Adolfo Pini rappresenta un’importante occasione per Milano e il suo sistema culturale, afferma Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune. Grazie al nuovo allestimento curato da Silvia Bolamperti, questo straordinario patrimonio artistico e culturale viene restituito alla città in una veste rinnovata. Dopo un attento restauro, la Fondazione torna a essere un punto di riferimento per la creatività e la memoria storica milanese». 

Redazione, 29 gennaio 2025 | © Riproduzione riservata

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