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Una veduta della Porziuncola

Foto: Stefano Miliani

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Una veduta della Porziuncola

Foto: Stefano Miliani

La Porziuncola è salva

La «culla» del francescanesimo era a rischio in quanto la soprastante cupola della Basilica di Santa Maria degli Angeli era preoccupantemente fessurata dal terremoto del 2016

Stefano Miliani

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Qui, nella cappella scarna e così francescana della Porziuncola nella piana ai piedi di Assisi, è nato il francescanesimo, qui nel 1209 san Francesco fondò l’Ordine dei Frati minori, qui nel 1211 compì la vestizione di Chiara d’Assisi, qui il 3 ottobre 1226 scelse di morire, nella Cappella del Transito nei pressi della Porziuncola invece che nel Vescovado. Entrambe le cappelle sono state inglobate nella protobarocca Basilica papale di Santa Maria degli Angeli. La chiesa venne edificata dal 1569 al 1679 su progetto dell’architetto perugino Galeazzo Alessi, fu in parte ricostruita dopo un terremoto del 1832 e ha una facciata rifatta nel primo ’900.

Con il titolo «Così abbiamo salvato la Porziuncola» i Frati minori dell’Umbria e, da qualche anno, anche della Sardegna, hanno festeggiato la fine di un consistente restauro, con adeguamento sismico e consolidamento architettonico della Basilica a cominciare dalla cupola sotto la quale sta la Cappella della Porziuncola che, nei limiti delle cose umane, ora può dirsi più al sicuro.

Perché parlare di salvataggio se il piccolo edificio non era in una situazione critica? Perché un’indagine strutturale del 2023 svolta con il Dipartimento di ingegneria dell’Università di Perugia e i progettisti incaricati del restauro aveva dimostrato che, per i danni causati dal terremoto del 2016-17, non bastava intervenire solo sull’abside, sul transetto destro e sul campanile, come sembrava, bensì era importante consolidare l’intera Basilica, a partire dalla cupola che svetta nella piana. Tramite riprese con minuscole mongolfiere quest’ultima aveva infatti rivelato fessure preoccupanti.

Per lavorare sulla cupola di 286 metri quadrati e di 132 tonnellate di peso, proteggere la Porziuncola ed evitare di chiudere la Basilica, è stata montata una sorta di «gabbia» con ponteggi «in sospensione» fino a 65 metri di altezza, che non toccava il suolo, e una piattaforma sotto la cupola. Scrive in una brochure l’architetto responsabile della procedura Ruggero Martines: «Una “calza” di un sottile tessuto d’acciaio crea delle fasce sulla cupola come presidio antisismico a integrazione delle catene realizzate in passato sul tamburo ed è stato ripristinato il manto in piombo con un nuovo più duraturo sistema di aggancio». Conclusi i lavori (l’impresa è la Lunghi srl), festeggiati da una cerimonia martedì 25 marzo alle 16, in poche settimane verranno smontati i ponteggi che avvolgono la cupola. Resta invece il cantiere del campanile per il quale serviranno almeno altri otto mesi o più.

Una veduta della cupola di Santa Maria Angeli avvolta dai ponteggi. Foto: Archivio Porziuncola

Come spiega il ministro della Porziuncola fra’ Francesco Piloni, il passaggio decisivo è stata una visita, nel 2016, del penultimo commissario straordinario per il sisma Giovanni Legnini, che raccolse l’appello dei frati e indicò quali procedure adottare. Il suo successore, il senatore Guido Castelli, ha ben proseguito l’opera. Perché quel passaggio è stato decisivo? Perché i lavori sono stati programmati e condotti grazie a un finanziamento di 7,6 milioni di euro dalla struttura commissariale cui ne ha aggiunto 1,5 per il campanile.

Ai lavori strutturali e al consolidamento architettonico si sono affiancati vari interventi nelle cappelle laterali, compresi gli apparati decorativi, i dipinti, l’altare del 1675 di san Pietro in Vincoli. Nella Porziuncola è stata fatta una spolveratura alla «Crocifissione» dipinta su muro dal Perugino e un lavoro di manutenzione sulla tavola di fine Trecento di Prete Ilario da Viterbo. Sono intervenute la Coobec di Spoleto e la Restauro Sas di Trevi perché i frati hanno scelto di affidare tutti gli interventi a ditte umbre, peraltro esperte di danni da sisma. La Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dell’Umbria con Giovanni Delogu ha sovrinteso i restauri. Anche l’illuminazione interna è cambiata: ora la chiesa ha un impianto a led della iGuzzini montato dalla ditta Molino che, tra altri vantaggi come il risparmio energetico, non emette anidride carbonica. Ed è un dettaglio rilevante, oltre a essere l’unico cambiamento ben visibile a chiunque, anche ai profani: con i luoghi di nascita del francescanesimo la Basilica è frequentata da fedeli di tutto il mondo. I visitatori e i pellegrini superavano i cinque milioni l’anno prima del Covid, ricorda fra’ Francesco Piloni, e adesso sono ancora più numerosi grazie anche all’impulso di papa Francesco e al Giubileo in corso. 

Una veduta di restauratori all’opera nella cupola di Santa Maria degli Angeli. Foto: Archivio Porziuncola

Il respiro e le polveri portati da tante persone possono incidere sulla salute della chiesa e dei suoi dipinti? «In un ambiente così grande come quello della Basilica ce ne vuole, però l’effetto è più forte in quel piccolissimo capolavoro che è la Porziuncola, risponde lo storico dell’arte Delogu. Lì dentro tra l’altro tavola lignea di Prete Ilario da Viterbo sulla parete di fondo è delicatissima e va controllata sempre».

A proposito di controlli: l’intera chiesa viene monitorata costantemente a partire da una serie di sensori montati nella cupola. Dove sono state inserite barre di acciaio proprio per aumentare, anzi più che raddoppiare, la resistenza sismica.

Proprietaria del complesso artistico è la Provincia Serafica dei Frati minori. «I lavori restituiscono un percorso privilegiato per la storia dell’arte e uno scrigno di spiritualità imprescindibile per comprendere san Francesco e il movimento che ha preso il via da questo luogo», spiegano a «Il Giornale dell’Arte» Donatella Vaccari, storico dell’arte, curatrice del Museo della Porziuncola, delegata per i beni culturali umbri dei frati minori dell’Umbria, e padre Saul Tambini, della Provincia serafica, parroco della Basilica e direttore del museo.

Una veduta interna della Porziuncola. Foto: Archivio Porziuncola

Stefano Miliani, 25 marzo 2025 | © Riproduzione riservata

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