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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliL’8 aprile a Vilnius, in Lituania, si apre la mostra «Ritorno alla vita: la Santa Madre di Dio di Sokal’» presso la Pinacoteca del Museo Nazionale d’Arte Lituano (Lnma, Lithuanian National Museum of Art), e rimarrà visibile fino al 14 giugno. L’esposizione presenta un’immagine sacra, realizzata tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, di grande importanza per la Lituania, l’Ucraina e la Polonia, associata a storie di miracoli. Il dipinto è stato riportato a nuova vita dagli specialisti del Centro di Restauro Pranas Gudynas dell’Lnma e, al termine della mostra, tornerà al suo altare dedicato nella Chiesa di San Francesco d’Assisi e San Bernardino di Siena a Vilnius.
Secondo una leggenda, alla fine del XIV secolo, l’artista di origine lituana Žalčiukas (che ricevette il nome di Giacobbe dopo il battesimo) realizzò nella tenuta del re Ladislao II Jagellone un’immagine della Madre di Dio. Essendo poi divenuto cieco, si recò in pellegrinaggio a pregare davanti all’immagine miracolosa della Santa Madre di Dio a Częstochowa, in Polonia, e riacquistò la vista. Per esprimere la sua gratitudine, Giacobbe si stava preparando a dipingere una copia dell’opera che lo aveva guarito, ma nella bottega trovò un’immagine della Madre di Dio già terminata (una ricompensa celeste per la fede, secondo la leggenda). Portò quest’immagine a Sokal’ (città che oggi si trova in Ucraina), dove voci sul suo potere miracoloso iniziarono a diffondersi sempre più ampiamente. Nel 1724, il dipinto fu adornato di corone papali.
Sebbene questo dipinto sia andato distrutto in un incendio nell’Ottocento, la sua storia non si è interrotta. La «Santa Madre di Dio di Sokal’» esposta alla Pinacoteca di Vilnius è menzionata fin dal 1713 ed è quindi considerata una delle copie più antiche dell’immagine celebre per i suoi miracoli. Quando le autorità di occupazione sovietiche chiusero la Chiesa dei Bernardini, l’altare fu danneggiato e l’opera finì dimenticata nei depositi del museo; venne riscoperta solo nel 2012. Affidata agli specialisti del Centro di Restauro Pranas Gudynas, ha riacquisito una nuova vita.
Esaminando l’opera, gli esperti hanno stabilito che il dipinto venne realizzato a tempera, utilizzando ocra rossa e gialla, bianco di piombo, smalto e pigmenti verde rame. L’analisi fisica ha inoltre rivelato un disegno originale dettagliato, nascosto sotto gli strati successivi.
Nel corso dei secoli, la «Santa Madre di Dio di Sokal’» ha subito notevoli cambiamenti, essendo stato ridipinto e ridotto di dimensioni più volte. Nel tempo l’opera ha subito deterioramenti: lo strato di vernice che ricopriva l’opera si è scurito, la tela si è deformata, gli strati di pittura e di fondo si sono sgretolati e il velluto che ricopre il dipinto si è sfilacciato e lacerato. I restauratori hanno rinforzato lo strato pittorico e rimosso lo sporco. Le zone scheggiate sono state ritoccate, in alcuni punti sono stati restaurati frammenti del disegno e della pittura, la superficie è stata protetta con un nuovo strato di vernice. I pannelli in legno di tiglio sono stati restaurati.
«Il patrimonio culturale, parte integrante e imprescindibile della nostra identità, non va dato per scontato, ma richiede costante cura, responsabilità e un lavoro silenzioso, spesso invisibile, il cui vero valore si rivela quando ciò che era quasi perduto torna a “parlare”», ha dichiarato Aistė Bimbirytė, direttrice della Pinacoteca del Museo Nazionale d’Arte Lituano.
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