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David Landau
Leggi i suoi articoliTra le opere meno note ma di significativo valore nelle collezioni di fotografia del MoMA e del Metropolitan Museum di New York figura la piccola ma intensa immagine intitolata Snow Crystal di Wilson Alwyn Bentley (1865-1931), pioniere americano della fotomicrografia dei cristalli di neve. Bentley non era un fotografo professionista in senso convenzionale, ma un agricoltore autodidatta del Vermont la cui passione per la natura lo portò, alla fine dell’Ottocento, a dedicarsi con straordinaria disciplina alla documentazione delle strutture dei fiocchi di neve. La sua opera combina un rigore metodico con una sensibilità quasi poetica: Bentley trascorse decenni perfezionando una tecnica che gli consentisse di catturare sulla pellicola ciò che fino ad allora era visibile solo attraverso un microscopio ma svaniva nel momento stesso in cui il disegno veniva tentato a mano. In Snow Crystal -un piccolo gelatin silver print di circa 10 x 7,6 cm- vediamo la resa di una singola struttura cristallina ingrandita allo stesso tempo come fenomeno naturale e come soggetto visivo di rara geometria.
Bentley fu il primo al mondo ad immortalare un singolo fiocco di neve il 15 gennaio 1885, montando una macchina fotografica a soffietto su un microscopio e utilizzando supporti di stampa in gelatina d’argento. Nel corso di oltre quarant’anni, catturò migliaia di queste immagini, ogni cristallo unico nella sua struttura esagonale, contribuendo all’immaginario visivo della natura. Il fotografo stesso descrisse i suoi soggetti come “miracoli di bellezza”: opere effimere di simmetria che, senza la fotografia, sarebbero scomparse senza lasciare traccia. Le immagini sono testimonianza di come la fotografia possa fungere da ponte tra scienza e arte: oltre a registrare un dato, c'è da mostrare la bellezza intrinseca di un fenomeno naturale al tempo stesso fugace e universale.
Nel contesto museale del MoMA, Snow Crystal assume un ruolo duplice: da un lato è un esempio precoce di fotografia scientifica; dall’altro, grazie alla sua estetica nitida e composta, anticipa sensibilità che saranno esplorate dalla fotografia modernista e dal documentario visivo del XX secolo. La delicatezza del soggetto (un cristallo di neve) contrasta con la materialità del supporto fotografico: una piccola stampa in gelatina d’argento che concentra in sé una visione analitica e contemplativa. Il contrasto tra il bianco del cristallo e il nero del fondo rivela la struttura interna delle forme e invita lo spettatore a considerare la significatività visiva di un dettaglio naturale che altrimenti rimarrebbe invisibile ad occhio nudo. La collezione di Bentley costituisce un archivio fondamentale non solo per la meteorologia ma per la storia della fotografia stessa. In epoche successive, molti fotografi e artisti guarderanno a queste immagini come a un esempio di come la macchina fotografica possa ampliare lo sguardo umano oltre i limiti della percezione immediata.
Snow Crystal di Wilson Alwyn Bentley
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