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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliJeffrey Deitch torna a Miami. E cambia passo. Per l’edizione di quest’anno dell’Art Week, il gallerista newyorkese affida il suo consueto pop-up a una nuova generazione di artisti. Volti poco noti. Talenti ancora in formazione. Una scelta precisa. Da oltre vent’anni Deitch firma mostre temporanee durante la settimana dell’Art Basel Miami Beach, diventate un appuntamento fisso del calendario. La mostra si intitola «That Was Then, This Is Now» ed è organizzata da American Art Projects, piattaforma guidata da William Croghan, direttore associato di Deitch, insieme a Benno Tubbesing, già direttore della sede newyorkese della galleria tedesca Ruttkowski.
Il progetto occupa un ampio spazio su due livelli nel Miami Design District e resterà aperto per un mese. Il focus è chiaro: artisti prevalentemente della West Coast, riuniti all’interno di una comunità eterogenea e in dialogo costante. «Tutto è partito dall’accesso allo spazio, dalla condivisione delle idee e dall’osservazione degli artisti che ci interessavano», spiega Tubbesing. L’asse curatoriale nasce a Berlino. Croghan e Tubbesing si erano incontrati qualche anno fa ad Art Basel in Svizzera, ma è durante il Berlin Gallery Weekend che la collaborazione prende forma. «È scattata subito», racconta Croghan. «C’era un’energia forte e abbiamo deciso di continuare».
Per la tappa di Miami entrano in gioco anche Jeffrey Deitch e Sam Robins, figlio del collezionista e sviluppatore Craig Robins, figura chiave del Design District. La versione attuale della mostra, inaugurata al 119 NE 41st Street, riunisce circa due dozzine di artisti.
Tra i nomi in mostra ci sono Mario Ayala e Alfonso Gonzalez Jr. Ma Il progetto va oltre le opere tradizionali. Accanto a dipinti e ceramiche – come quelle di Sharif Farrag – la mostra include libri, capi d’abbigliamento e oggetti in ceramica realizzati dagli artisti. Un modo diverso di entrare in relazione con il loro lavoro. «Per chi ama l’arte, osserva Tubbesing, ma non può acquistare un’opera importante, gli oggetti più piccoli rappresentano un altro punto di accesso». Farrag, ad esempio, affianca alle sue ceramiche smaltate una serie di tazze di dimensioni più contenute. Adrian Schachter, invece, espone dipinti ma presenta anche la sua linea di moda, Adrian Cashmere: felpe, pantaloni e T-shirt disseminati nello spazio espositivo. E il parere di Craig Robins? Parla di continuità, sottolineando che Jeffrey Deitch abbia avuto un ruolo determinante nel definire l’identità artistica del Miami Design District fin dal 2002. E questa mostra ne è una prosecuzione coerente: mette in relazione artisti emergenti e figure già affermate, riflettendo i valori fondanti del quartiere – creatività, sperimentazione e scambio culturale.
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