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La Cittadella di Chamaa

Foto https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/

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La Cittadella di Chamaa

Foto https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/

Libano, l’Unesco rafforza la protezione per 39 siti

Stanziati oltre 100mila dollari in fondi di emergenza per interventi urgenti, mentre la guerra si intensifica

Nella riunione straordinaria del Comitato per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato convocata dall’Unesco a Parigi  il 1° aprile, l’organismo delle Nazioni Unite ha concesso la protezione rafforzata provvisoria a 39 beni culturali del Libano, che beneficiano ora del massimo livello di protezione giuridica contro gli attacchi e l’uso a fini militari. Il mancato rispetto di queste clausole costituirebbe una grave violazione della Convenzione dell’Aia del 1954 e del suo Secondo Protocollo del 1999 e un potenziale motivo di responsabilità penale. I siti  riceveranno assistenza tecnica e finanziaria dall’Unesco per rafforzare la loro protezione giuridica, migliorare le misure di anticipazione e gestione dei rischi e fornire ulteriore formazione ai professionisti della cultura e al personale militare in questo settore. La misura, sottolinea l'Unesco, contribuisce anche a lanciare un segnale alla comunità internazionale sull’urgente necessità di proteggere  questo patrimonio..

Nella stessa riunione sono inoltre stati stanziati oltre 100mila dollari di finanziamenti di emergenza per operazioni urgenti sul campo.

Dallo scoppio delle ostilità tra Hezbollah e Israele, l’Unesco ha lavorato a stretto contatto con il Ministero della Cultura e la Direzione Generale delle Antichità in Libano per sostenere la conservazione in sicurezza delle collezioni archeologiche e dei musei. L’estensione della tutela rafforzata a nuovi siti è un riflesso dell'escalation del conflitto. In seguito a una precedente richiesta da parte del Libano, nel novembre 2024, la protezione rafforzata era stata concessa già a 34 siti. Ma se gli attacchi nel 2024 erano concentrati in gran parte nel sud, ora interssano tutto il Paese, compresa la capitale Beirut, con rischi sia per i beni immobili che per quelli mobili.Con l’aggiunta di questi ultimi, sono ora coperti un totale di 73 siti, la maggior parte dei principali monumenti del patrimonio libanese.

I siti a cui è stata concessa una protezione rafforzata includono il Tempio romano di Bekka, nel Libano centro-orientale, risalente al II secolo; la Biblioteca Nazionale Libanese a Beirut e la Torre di Barsbay a Tripoli. In collaborazione con l’Unitar/Unosat, il Centro satellitare delle Nazioni Unite, l’Unesco sta inoltre effettuando un monitoraggio satellitare dei siti storici e del patrimonio, al fine di valutarne lo stato di conservazione e gli eventuali danni subiti. Finora si sono potuti confermare i danni a Tiro, iscritta nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale nel 1984, oltre ad altri beni nei Paesi confinanti.

Jad Tabet, consulente del Ministero della Cultura libanese ed ex membro esperto del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, in un’intervista rilasciata a Sarvy Geranpayeh di «The Art Newspaper» ha espresso preoccupazione per la Cittadella di Chama (‘Qalaat Chama’) nel sud del Paese. Risalente al III secolo d.C. è un palinsesto di architettura militare crociata, ayyubide e mamelucca, aggiunta alla lista provvisoria del patrimonio dell'Unesco nel 2025.  Già danneggiata nel 2006 e, di nuovo, negli attacchi israeliani del 2024, è stata restaurata, ma ora deve affrontare una nuova minaccia: «Temiamo che possano occupare la zona e utilizzare la cittadella come base militare», dichiara Tabet. A Biblo, grazie ai finanziamenti d’emergenza dell’Unesco, si stanno organizzando i trasferimenti dei reperti archeologici e dei manufatti in aree più sicure, mentre in tutto il Paese si stanno allestendo alloggi per il personale che lavora nei siti del patrimonio culturale nel caso in cui fosse costretto a fuggire,.«La gente potrebbe chiedersi perché sia importante proteggere il patrimonio culturale in questo momento, ma per i libanesi è molto importante. È una mossa morale e simbolica», ha aggiunto.

 

 

 

 

 

I 39 siti

Piramide di Hermel

Museo e Centro Culturale Beit Beirut

Deposito Tahwita

Biblioteca Nazionale Libanese

Tempio di Bakka

Sito archeologico di Dakwe

Tempio di Deir El-Achayer

Sito archeologico di Hammara

Tell archeologico di Kamed El-Loz

Sito archeologico di Nebi Safa

Sito archeologico di Niha

Sito archeologico di Chhim

Sito archeologico di Arqa

Castello di Felicium e Monastero di Nostra Signora della Fortezza

Tempio di Maqam El-Rab

Tombe megalitiche di Menjez

Seraglio di Hasbaya Shehabi

Monumento archeologico di Qabr Hiram

Sito archeologico della Grotta di Qana

Tell archeologico di Shawakeer

Centro storico di Saida: Museo del sapone Audi

Centro storico di Saida: Complesso del Palazzo Debbane, del Palazzo Sacy e del Khan Sacy

Centro storico di Saida: Complesso della Moschea El-Kikhia

Centro storico di Saida: Grande Moschea El-Omari

Centro storico di Saida: Hammam El-Ward

Centro storico di Saida: Complesso di Khan El-Franj e del Convento di Terra Santa

Centro storico di Saida: Khan El–Qeshleh

Centro storico di Saida: Chiesa di San Nicola

Torre di Barsbay

Tripoli: Moschea di El-Burtassi

Tripoli: Complesso della Moschea di El-Mansouri

Tripoli: Moschea di El-Tawba

Tripoli: Complesso delle madrasse mamelucche

Tripoli: Complesso dell'Hammam El-Jadid

Tripoli: Complesso dell'Hammam Ezzedine

Tripoli: Complesso di Khan El-Askar

Tripoli: Complesso di Khan El-Saboun

Tripoli: Souk Haraj

Tripoli: Moschea di Taynal

Anna Maria Farinato, 03 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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