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JR, «La Caverne du Pont Neuf», Parigi, 2026

Foto Éléa Jeanne Schmitter. © 2026 Atelier JR

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JR, «La Caverne du Pont Neuf», Parigi, 2026

Foto Éléa Jeanne Schmitter. © 2026 Atelier JR

L’installazione di JR sul ponte più antico di Parigi è stata danneggiata ancor prima di essere inaugurata

«La Caverne du Pont Neuf» avrebbe dovuto aprire al pubblico sabato 6 giugno. Solo dopo aver appurato le cause effettive dell’incidente sarà comunicata una nuova data per celebrare l’omaggio dell’artista parigino all’opera di Christo e Jeanne-Claude, che includerà anche una componente olfattiva

Se si pensava che il countdown fosse quasi finito ci si sbagliava, perché l’opera di JR sul ponte più antico di Parigi non inaugurerà il 6 giugno. A causa di una raffica di vento, infatti, l’installazione è stata danneggiata nel pomeriggio del 2 giugno: alcune parti dei teli che avrebbero dovuto avvolgere il Pont Neuf sono stata lacerate. Gli enti coinvolti, l’Atelier JR, la Christo and Jeanne-Claude Foundation e l’Amicale des Ponts de Paris, hanno subito provveduto a comunicare che «gli esperti tecnici del progetto stanno attualmente lavorando per stabilire le circostanze esatte che hanno portato all’incidente». Nel frattempo, però, «è stato deciso di rinviare l’inaugurazione dell’installazione» a data da destinarsi, scelta sulla base «delle conclusioni della valutazione in corso».

L’omaggio all’«impacchettamento» che Christo e Jeanne-Claude presentarono nel 1985 ha una struttura davvero imponente: 120 metri di lunghezza, 20 di larghezza per una superficie totale di 2.400 metri quadrati.

Solo il giorno prima dell’accaduto, il primo giugno, era stata invece diffusa la notizia che per la prima volta l’artista parigino inserirà una componente olfattiva all’interno di una sua opera, per ottenere un’esperienza immersiva a 360 gradi. Essenziale si è dimostrata la collaborazione con Sarah Bouasse, giornalista e autrice indipendente impegnata a indagare che ruolo gioca questo senso nel nostro rapporto col mondo, e il supporto della casa di profumi Odore Scola. «La Caverne è fonte di ispirazione per la sua realtà materiale e geologica, tanto quanto per la sua dimensione simbolica di ritorno alle origini. Ci tenevo a affrontare questi due aspetti contemporaneamente, racconta Bouasse. L’esperienza olfattiva che abbiamo immaginato ruota attorno a molecole odorose naturalmente presenti nel nostro ambiente e intimamente legate alle prime forme di vita sulla Terra. Al di là della loro particolare forza evocativa, sono così portatrici di un messaggio universale».

In gergo, il termine «accordo» indica una miscela armoniosa di diverse materie prime che si fondono per creare un’identità olfattiva del tutto nuova e complessa. Per l’occasione sono stati creati due accordi a partire da uno stesso tema, che saranno diffusi in alcuni punti dell’installazione. «Gli accordi che abbiamo composto non hanno lo scopo di piacere o di “profumare bene”, come nel caso di un profumo classico, ma di accompagnare il viaggio immersivo proposto dall’installazione, spiegano le creatrici di Odore Scola. Volevamo che si integrassero così bene con il resto da farci chiedere se l’installazione fosse profumata o se fosse l’odore naturale de La Caverne».

Cecilia Paccagnella, 03 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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L’installazione di JR sul ponte più antico di Parigi è stata danneggiata ancor prima di essere inaugurata | Cecilia Paccagnella

L’installazione di JR sul ponte più antico di Parigi è stata danneggiata ancor prima di essere inaugurata | Cecilia Paccagnella