Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Jerry al Met Breuer

Photo: Thos Robinson/Getty Images

Image

Jerry al Met Breuer

Photo: Thos Robinson/Getty Images

L’ultima lezione della New York Night School di Jerry Saltz

Il critico d’arte americano conclude un ciclo di lezioni gratuite che hanno il potere di avvicinare l’arte al grande pubblico

Monica Trigona

Leggi i suoi articoli

Con la quinta e ultima edizione della New York Night School, l’eclettico e amato critico d’arte Jerry Saltz (1951, Chicago, Illinois) chiude un ciclo di lezioni gratuite che hanno saputo rendere l’arte più vicina, accessibile e umana. Dopo averci insegnato «come diventare intenditori», «apprezzare un capolavoro», «muoversi nel mondo delle gallerie» e «comprendere le aste», Saltz ci regala il capitolo forse più intimo e necessario: «Come scrivere di arte». Saltz non è un accademico nel senso convenzionale. Non ha lauree, né credenziali formali. Quando ha iniziato, 35 anni fa, non aveva mai scritto una riga. Si è definito critico d’arte prima di diventarlo davvero. È un outsider divenuto insider che ha fatto della sua voce diretta, appassionata e talvolta imperfetta il proprio marchio di fabbrica. In questa newsletter finale, condivide 16 regole essenziali,  più un bonus confessionale, su come affrontare il mistero e la tortura della scrittura, in particolare quella sull’arte.

Le 16 regole
Saltz parte dalla verità più banale e potente: le scadenze sono una benedizione travestita da maledizione. Sono loro a trasformare il pensiero in parola. Ma, una volta iniziato, «scrivere significa riscrivere»: ogni frase va limata, ogni paragrafo tagliato, ogni orpello smontato. Eppure, nonostante la fatica, la scrittura può sorprendere, portando l’autore lontano da ciò che pensava di voler dire. L’invito è a scrivere velocemente, con passione e senza paura di esagerare, a patto di essere disposti a tagliare ciò che non regge. Ogni frase deve vivere, parlare al lettore come se si stesse conversando al bar, evitando il gergo e i toni da iniziati. La critica, dice, non è un dogma ma una conversazione e una buona conversazione ammette il dissenso, la vulnerabilità, persino l’imbarazzo. Forse il momento più toccante di questa lezione è quando Saltz confessa i suoi difetti personali: si innamora delle parole sbagliate («cosmico» è la sua debolezza preferita), si entusiasma troppo in fretta, è impulsivo, talvolta superficiale. Ma non cerca di mascherarlo. Anzi, invita i lettori, e gli aspiranti critici, ad accettare l'incertezza e a scrivere comunque, nonostante la paura, con la paura.

Ecco allora i 16 punti da lui commentati in modo netto e chiaro:

1. Le scadenze vengono inviate dal paradiso passando per l'inferno.
2. Non esiste la scrittura, esiste solo la riscrittura.
3. Lascia che la scrittura ti sorprenda.
4. Scrivi velocemente, con passione, esagerando un po'.
5. La voce deve essere viva.
6. Scrivi per il lettore.
7. Non scrivere come un addetto ai lavori.
8. Non aver paura di sbagliare.
9. So che posso sembrare goffo, pomposo, incompleto o poco preparato.
10. La descrizione viene prima di tutto.
11. Fidati del tuo gusto, anche quando ti mette in imbarazzo.
12. Una buona critica dovrebbe invitare al dissenso.
13. Evita le esagerazioni.
14. Scrivere è una forma di pensiero.
15. Non tergiversare. Non essere evasivo.
16. Sii generoso. Ma non troppo.

Un’arte democratica
Il messaggio più forte dell’intero corso è che guardare, vivere e scrivere d’arte non è riservato a pochi eletti. Saltz democratizza la critica: invita chiunque a fidarsi del proprio gusto, a descrivere prima di analizzare, a parlare chiaro. In un mondo che spesso fa dell’arte un linguaggio escludente, la sua è una lezione di apertura radicale, di generosità, senza sentimentalismi. Con quest’ultima newsletter, si chiude una delle iniziative culturali più brillanti degli ultimi anni. La New York Night School, nel suo formato agile e gratuito, ha offerto riflessioni profonde, consigli pratici e un tono di voce che unisce rigore e umanità. Non sappiamo se tornerà, ma sappiamo che Saltz ha lanciato-lasciato degli strumenti per continuare «da soli». In fondo, come lui stesso scrive: «Scrivere è una forma di pensiero. Spesso non so cosa penso finché non provo a scriverlo».

 

 

 

Monica Trigona, 01 luglio 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Un trionfo internazionale: collezionisti da 53 paesi e il 100% di venduto per il nucleo dedicato a Christo & Jeanne-Claude

Un viaggio visivo nel tempo interiore di Annie Leibovitz, tra volti celebri e oggetti che raccontano l’America, è allestito nella sede monegasca di Hauser & Wirth

Opera Gallery festeggia due anniversari con una mostra che mette a confronto due visioni del Novecento

La prima fiera d’arte e design guidata da una carta etica approda nel cuore di Parigi per trasformare il concetto stesso di creatività contemporanea

L’ultima lezione della New York Night School di Jerry Saltz | Monica Trigona

L’ultima lezione della New York Night School di Jerry Saltz | Monica Trigona