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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliCirca trent’anni fa, architettura e design hanno aperto la strada a un nuovo modo di intendere la cantina: non più soltanto luogo produttivo, ma anche spazio di valore estetico e culturale. Da allora, l’interconnessione tra paesaggio viticolo, produzione di vino e diffusione di nuove opere d’arte visiva si è affermata sempre più, connotandosi come una tendenza in crescita e in espansione nel corso degli ultimi quindici anni.
Promosso dall’Università degli Studi di Verona e dalla società di consulenza BAM! Strategie Culturali, vincitrice del bando Pnrr «Changes-Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society», all’inizio del 2025 è stato avviato uno studio multifocale che, in Italia, indaga il dialogo tra arti e vino: «Nupart. Per un nuovo paesaggio culturale: l’integrazione tra arti contemporanee e vitivinicoltura in una prospettiva di audience development» ha individuato circa 60 aziende vitivinicole che si autorappresentano attraverso l’arte e il paesaggio culturale in modo virtuoso, attento alla sostenibilità e alla qualità dell’esperienza integrata del fruitore.
Da questa ricerca è nato il primo evento di rete del progetto per valorizzare il ruolo delle cantine come attori culturali e creare un network utile a rafforzare il legame tra arte, impresa e territorio. «MetodoContemporaneo. Itinerari diffusi tra arti, vino e paesaggio» avrà luogo il 17 e il 18 ottobre, in occasione delle giornate «Doors of Change-Attraverso il patrimonio, aprirsi al futuro», promosse dalla Fondazione Changes: 14 cantine (Alois Lageder, Bz, Ca’ del Bosco, Bs, Castello di Ama, Si, Castello di Perno, Cn, Feudi di San Gregorio, Av, Fontanafredda e Fondazione Mirafiore, Cn, La Raia, Al, Lungarotti, Pg, Ottella, Vr, Planeta, Ag, Rocca di Frassinello, Gr, Tenuta CastelGiocondo-Frescobaldi, Si, Tenute Lunelli-Carapace di Castelbuono, Pg, Vigne Museum, Ud) apriranno le loro porte con visite guidate e attività gratuite.
I risultati e i dati raccolti saranno presentati nel polo universitario veronese il 14 novembre da Monica Molteni, professoressa associata di Museologia e critica artistica e del restauro all’Università degli Studi di Verona, e Luca Bochicchio, ricercatore di Storia dell’Arte Contemporanea, Università degli Studi di Verona, nonché responsabili scientifici dell’osservatorio MetodoContemporaneo: «Il progetto riconosce le cantine vinicole come presìdi culturali e ne esplora le connessioni con le arti, valorizzandole come espressioni dinamiche di identità in evoluzione. Nel quadro di una ricerca inedita e sperimentale, l’Università si propone come motore di innovazione, promuovendo modelli culturali sostenibili e mettendo il sapere al servizio delle comunità. L’iniziativa riflette una visione che attribuisce al tradizionale ruolo formativo dell’istituzione un significato profondamente civico, orientato al dialogo con i territori e alla costruzione di reti di conoscenza condivisa».
Arnaldo Pomodoro, «Carapace», 2005-12, Tenuta di Castelbuono, Bevagna (Pg). Courtesy © Tenuta Castelbuono
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