Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliArtissima invita quest’anno a concepire un Manuale Operativo per Nave Spaziale Terra, ispirandosi all’omonimo libro di Richard Buckminster Fuller. La fiera chiama la comunità di giovani galleristi e operatori culturali a riflettere sul senso di abitare il nostro pianeta, adottando prospettive inedite, sfidando le consuetudini e abbracciando un futuro di responsabilità collettiva e innovazione. La parola ad Massimiliano Scuderi, fondatore e direttore della Galleria A SUD, Pescara.
In che modo un’opera o un artista hanno fortemente trasformato il suo modo di abitare il nostro «pianeta-mondo», influenzando il suo sguardo critico e la sua azione curatoriale?
Direi che la mia pratica curatoriale nasce essenzialmente dall’aver condiviso con gli artisti scelte e punti di vista. Ad esempio con Peter Fend condivido il concetto di sostenibilità, con Vito Acconci l’idea di come sarebbe evoluta la relazione tra dimensione pubblica e quella privata. Così come hanno inciso tantissimo Adriano Costa, Berenice Olmedo e Gaelle Choisne nel ripensare i modelli di convivenza nel mondo, tra gli uomini e tra l'uomo e la natura, spostando l’attenzione dal modello occidentale ad altri.
Nella sua pratica di gallerista, come concilia l’intuizione e la capacità di affrontare l’imprevisto con le esigenze di pianificazione e rigore necessarie per affrontare le sfide del nostro tempo?
Non mi ritengo un gallerista, ma un critico e curatore. Credo oggi sia molto importante il lavoro del gruppo, le relazioni e la capacità di inventare nuove forme anche di mercato, seguendo le regole della qualità, più che della quantità. È importante pianificare, ma anche il guizzo estemporaneo, le cose più interessanti sono venute fuori da occasioni non programmate.
Se potesse trasmettere un’istruzione alle prossime generazioni di artisti e operatori culturali, quale messaggio essenziale, idealmente ispirato al pensiero di Buckminster Fuller, vorrebbe lasciare per guidarli in questo viaggio collettivo?
Di credere fortemente in quello che fanno, anche se apparentemente ciò che fanno non interessa a nessuno (anche molte previsioni sulle applicazioni delle cupole geodetiche non si realizzarono). Consiglierei di provare a fare qualcosa che nessuno ha mai pensato e di sbagliare. E poi sicuramente di tener presente il vero lascito del pensiero di Buckminster Fuller legato all’invenzione di innovativi modelli di pensiero, che possano ispirare nuove forme di convivenza e socialità.
Altri articoli dell'autore
Dal 12 maggio i silos del cantiere della futura archeostazione Venezia ospitano Futuro a Vista, il nuovo capitolo di Murales in cui Pierpaolo Ferrari, co-fondatore di Toiletpaper, apre il sipario sulla città che sta prendendo forma
Chiara Camoni e Cecilia Canziani trasformano la cerimonia ufficiale in una riflessione collettiva sul senso del fare arte oggi
Tra le installazioni di Goshka Macuga, Matt Copson e Hugh Hayden, il progetto di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Asja Energy trasforma una storica isola abbandonata in un avamposto culturale e ambientale che interroga il futuro stesso del vivere contemporaneo
L’orecchio è l’occhio dell’anima sceglie la sottrazione contro la saturazione visiva del contemporaneo. Ispirato a Santa Ildegarda di Bingen, il progetto nel Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi dissolve le distanze tra il corpo, il mondo e ciò che lo trascende



