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Anne-Claire Legendere, neopresidente dell’Institut du Monde Arabe

Courtesy Institut du Monde Arabe

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Anne-Claire Legendere, neopresidente dell’Institut du Monde Arabe

Courtesy Institut du Monde Arabe

Parigi, Anne-Claire Legendre, prima donna alla guida dell’Institut du Monde Arabe

Dopo le dimissioni di Jack Lang, travolto dallo scandalo Epstein, il governo francese annuncia ispezioni per verificare la gestione finanziaria dell'istituzione

È Anne-Claire Legendre, 46 anni, attuale consigliera per l'Africa del nord e il Medio Oriente dell'Eliseo, una diplomatica vicina al presidente francese Emmanuel Macron, la nuova presidente dell'Institut du Monde arabe (Ima). È anche la prima donna ad assumere la testa della prestigiosa istituzione parigina, inaugurata nel 1987. Già ambasciatrice della Francia in Kuwait e portavoce del ministero degli Esteri, Anne-Claire Legendre «possiede l'esperienza, le qualità e la visione strategica necessarie per assumersi queste importanti responsabilità», ha scritto in un comunicato il ministro francese degli Esteri, Jean-Noêl Barrot. La sua nomina, su proposta del governo, è stata ufficializzata stamattina dal Consiglio di amministratore dell'Ima, un'istituzione sui generis in Francia, che fa capo al Ministero degli Esteri ed è sostenuta da una fondazione di 22 Paesi del mondo arabo. 

La nuova presidente, si legge nella nota, ha la missione di «studiare tutte le modalità d'azione che consentano all'Ima di espandere la propria influenza oltre i propri confini e di riaffermare il proprio ruolo al servizio della nostra diplomazia culturale e di un rinnovato dialogo con le società arabe contemporanee». Secondo il ministro, l'istituzione dovrà modernizzare la sua governance ed essere «più efficiente», rimettendosi su «un percorso finanziario sostenibile». Sarà dunque effettuata «un'ispezione» per verificarne la gestione finanziaria. Il ministro ha anche annunciato la creazione a breve di un «comitato responsabile della deontologia e delle retribuzioni per la prevenzione dei conflitti di interesse» e modifiche sostanziali al regolamento interno, portando a 64 (e non più a 67) l'età massima per la nomina di presidente dell'istituzione e la limitazione del numero di mandati consecutivi. 

La nomina di Anne-Claire Legendre e gli annunci del Ministero degli Esteri di stamattina vanno letti alla luce del recente scandalo che ha travolto Jack Lang, l'ex ministro della Cultura di François Mitterrand negli anni ’80, oggi 86nne, che si è dovuto dimettere precipitosamente il 7 febbraio scorso dalla guida dell'Ima, che presiedeva dal 2013. Il nome di Lang è emerso infatti più di seicento volte negli Epstein Files, i milioni di documenti desecretati ancora di recente dal dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, che hanno svelato decenni di abusi e traffici sessuali, anche di minorenni, orchestrati da Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019. Se nulla collega Lang ai crimini sessuali di Epstein, numerosi scambi di mail confermano legami personali e interessi economici comuni tra la famiglia Lang e il miliardario statunitense: in partciolare, secondo quanto rivelato dal giornale online Mediapart, il nome di Lang compare tra i soci della Prytanee LLC, una società offshore, domiciliata nelle isole Vergini, fondata nel 2016, cioè anni dopo la prima condanna di Epstein per prostituzione minorile del 2008, da sua figlia, Caroline Lang, ex dirigente di Warner Bros France, insieme allo stesso Epstein. La società operava nella compravendita di opere d'arte e la promozione di artisti emergenti. I documenti menzionano anche prestiti di beni lusso, dal jet privato di Epstein ad auto con l'autista, e altri favori che contribuivano al tenore di vita dell'ex ministro.

Il 6 febbraio la procura finanziaria nazionale ha aperto un'inchiesta contro di lui per riciclaggio di frode fiscale aggravata. Ieri la polizia ha perquisito la sua abitazione e il prestigioso ufficio dell'Ima, affacciato sulla Senna e su Notre-Dame, proprio mentre Lang organizzava una festa di addio nei locali del museo. Da parte sua l'ex ministro si dice «bianco come la neve». Al momento delle prime rivelazioni di stampa, aveva spiegato che era stato l'attore Woody Allen a presentargli Epstein, nel 2010, e che da allora ha continuato ad avere «legami» con il magnate, un «uomo colto e appassionato d'arte», ma di cui non sapeva che fosse «un predatore sessuale» e dal quale «non ha mai preso un solo centesimo». 


 

Luana De Micco, 17 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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