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Daria Berro
Leggi i suoi articoliNove sale della Galleria Campana al primo piano dell’Ala Sully del Louvre a Parigi, che ospita ceramiche greche antiche, sono da ieri chiuse al pubblico. La misura è stata adottata per precauzione in seguito a una perizia, presentata lo scorso 14 novembre nell'ambito delle diagnosi avviate dall'Établissement public du Musée du Louvre, l’ente responsabile della gestione del museo, che ha rilevato il rischio crollo del piano superiore adibito a uffici. «A causa di recenti e imprevedibili sviluppi, si legge in una nota del museo parigino, la relazione mette in guardia sulla particolare fragilità di alcune travi che sostengono i pavimenti del secondo piano». La Galleria, intitolata al marchese Giampietro Campana (1807-80) uno dei maggiori collezionisti europei di antichità del XIX secolo, rimarrà chiusa fino a nuovo avviso, per consentire lo svolgimento di ispezioni complementari.
«All'interno del quadrilatero Sully, spiega la nota del museo, il secondo piano dell'ala sud è oggetto da diversi anni di una particolare sorveglianza. Infatti, data la loro complessa concezione architettonica e i lavori strutturali e di ristrutturazione che vi sono stati effettuati negli anni Trenta, i pavimenti del secondo piano di questa ala presentano dei punti deboli. Il piano è attualmente occupato dagli uffici dei funzionari del Louvre». La nota prosegue sottolineando che «Il progetto “Louvre - Nouvelle Renaissance” annunciato dal Presidente della Repubblica il 28 gennaio 2025 ha come priorità il restauro, la modernizzazione tecnica e la rivitalizzazione di questo importante complesso storico e patrimoniale che è il quadrilatero Sully».
La sicurezza del museo più visitato del mondo è nelle ultime settimane sotto i riflettori, dopo lo spettacolare furto di gioielli (non ancora ritrovati) del 19 ottobre, nella Galleria d’Apollo, nella medesima ala della Galleria Campana. Lo stato di degrado del Louvre è sottolineato da un duro rapporto pubblicato questo mese dalla Corte dei Conti, secondo cui «il museo ha privilegiato operazioni visibili e attrattive, in particolare l'acquisizione di opere e la riorganizzazione museografica, a scapito della manutenzione e della ristrutturazione degli edifici». Accuse che la direttrice del Louvre, Laurence des Cars, ha respinto difendendo il suo bilancio e dichiarando di aver «attinto ai bilanci di funzionamento per aumentare la sorveglianza delle sale del museo».
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