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Daria Berro
Leggi i suoi articoliLe cure palliative sono un mantello delicato che copre il dolore. Aiutano ad alleviare i sintomi di una malattia, ma non possono risolverne la causa. Il «pallium», da cui prendono il nome, è il mantello che secondo la tradizione san Martino, vescovo di Tours, divise prima con un mendicante infreddolito sotto un acquazzone poi con un altro indigente. Dopo quel suo gesto di generosa attenzione e cura, il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite, una condizione meteorologica che ancora oggi chiamiamo Estate di san Martino.
E proprio nel giorno dedicato a san Martino, l’11 novembre, si celebra la Giornata nazionale delle cure palliative. La Federazione Cure Palliative (Fcp), ente al quale sono affiliati 113 Enti del terzo settore (Ets), per un totale di quasi 3mila professionisti e oltre 5mila volontari su tutto il territorio nazionale, ha scelto questa data carica di significato per lanciare una campagna di sensibilizzazione affidata al fotografo Guido Harari (Il Cairo, 1952), intitolata «Semplicemente vita». La campagna è fruibile in digitale al sito www.semplicementevita.it: qui sono visibili una galleria di scatti, un video di backstage e pillole video con brevi testimonianze di persone assistite, familiari, professionisti e volontari. Non è un reportage, ma un racconto condiviso, nato dalla relazione; ogni scatto, soprattutto ritratti in bianco e nero di chi sta affrontando un percorso di cure palliative, ha preso forma dopo un tempo di ascolto e fiducia reciproca, mettendo al centro la persona e la connessione umana.
«Attraverso lo sguardo di Guido Harari, spiega Tania Piccione, presidente di Federazione Cure Palliative, restituiamo un’immagine autentica della cura fatta di ascolto, prossimità e dignità, valori che accompagnano le persone e le famiglie in ogni fase della malattia. Federazione Cure Palliative rinnova il proprio impegno nel portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il valore del prendersi cura e ribadire quanto il paradigma delle cure palliative impatti positivamente sulla qualità di vita, migliorandola per il malato e per chi lo aiuta e preservandone la dignità fino alla fine».
L’iniziativa è realizzata con il contributo dei tre enti soci (Fondazione Faro, Fondazione La Miglior Vita Possibile Ets e Vidas Odv) e ha ricevuto il sostegno della Società Italiana di Cure Palliative (Sicp). Il presidente della Sicp, Giampaolo Fortini, sottolinea che «le cure palliative non coincidono con la fase terminale, ma rappresentano un approccio globale alla persona che affronta una malattia cronica o inguaribile, fin dal momento della diagnosi. Significa accompagnare, ascoltare e garantire qualità di vita, non soltanto nell’ultimo tratto, ma in ogni fase della malattia. Come Sicp, siamo orgogliosi di sostenere una campagna che mostra con autenticità che cosa significa prendersi cura con competenza, empatia e umanità. Le immagini di Guido Harari ci ricordano che le cure palliative non sono un momento finale, ma un percorso di vita e di relazione. “Semplicemente vita” restituisce dignità e profondità a un tema spesso frainteso».
Per Harari, che in oltre cinquant’anni ha ritratto grandi star e gente comune, fotografare significa «sentire le persone, ascoltare il non detto, cercare il racconto sottotraccia, vedere oltre l’immagine». Parlando del progetto per la Federazione cure palliative osserva che «anche quando si vive l’ultimo istante della propria vita, rimane sempre una possibilità di progresso, l’illusione, o la speranza, di poter ricominciare da capo. Il racconto non si spegne una volta riposta la macchina fotografica: qualcosa rimane impresso modificando non solo lo stato d’animo, ma anche una percezione profonda di sé. Non è più il risultato che conta, ma sempre più la connessione umana che produce la fotografia e una sua possibilità di futuro grazie al coraggio di svelarsi».
«Semplicemente vita». Foto Guido Harari
«Semplicemente vita». Foto Guido Harari
«Semplicemente vita». Foto Guido Harari
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