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Uno scorcio del tratto collinare del Portico di San Luca a Bologna

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Uno scorcio del tratto collinare del Portico di San Luca a Bologna

Restaurato il tratto collinare del Portico di San Luca a Bologna

Con uno stanziamento totale di 6,85 milioni di euro si è intervenuto su un’estensione di circa 1.800 metri lineari e 341 archi su 658 totali

Roberto Mercuzio

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Sono terminati a Bologna i lavori di ripristino strutturale e di restauro del tratto collinare del Portico di San Luca, il più lungo del mondo, che con i Portici di Bologna nel luglio 2021 è stato riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. L’investimento totale è stato di 6,85 milioni di euro, di cui 4,85 stanziati dal presidente della Regione Emilia-Romagna nel ruolo di Commissario delegato alla ricostruzione post sisma 2012, attraverso fondi ministeriali, e 2 milioni finanziati dal Ministero della Cultura. Dei fondi stanziati dalla Regione circa 2,5 milioni sono già stati erogati.

Il cantiere ha riguardato il tratto che dall’Arco del Meloncello porta al Santuario della Beata Vergine di San Luca, fronteggiando e riparando i danni causati dal terremoto. I lavori hanno corroborato la capacità di resistenza della struttura a eventuali futuri eventi sismici, per un’estensione di circa 1.800 metri lineari e 341 archi su 658 totali. Sono stati effettuati la riparazione delle lesioni, il consolidamento strutturale, il rifacimento completo degli intonaci e delle coperture e il recupero delle lunette decorate, con la pulitura e il restauro delle parti pittoriche dei Misteri, restituendo al portico la sua leggibilità visiva e i suoi valori simbolici.

Il 10 gennaio il restauro è stato presentato nella Basilica di San Luca, presenti l’assessora regionale alle Infrastrutture Irene Priolo, il cardinale, arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi e Matteo Lepore, sindaco del Comune e della Città metropolitana di Bologna. Insieme con loro anche monsignor Remo Resca, vicario arcivescovile della Basilica della Beata Vergine di San Luca, Paolo Bonetti, presidente del Comitato per il Restauro del Portico di San Luca, Fabio Cristalli, responsabile del progetto per l’Arcidiocesi di Bologna, la soprintendente Francesca Tomba, i progettisti e direttori dei lavori Maria Luisa Pischedda e Aldo Barbieri, l’impresa esecutrice rappresentata da Claudio Candini e Olivier Poisson, ispettore Icomos che ha seguito il percorso di candidatura Unesco.

Nella circostanza, così si è espressa l’assessora Irene Priolo: «La conclusione dell’intervento sul Portico di San Luca è una storia di rinascita: dalle ferite del sisma 2012 al pieno riconoscimento del suo valore universale con l’iscrizione, insieme ai Portici di Bologna, nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Il più lungo portico del mondo, che unisce la città al colle e conduce al Santuario della Beata Vergine, torna oggi a essere non solo un capolavoro architettonico, ma il segno concreto di una comunità che ha saputo trasformare la vulnerabilità in forza. La Regione ha sostenuto con convinzione questo progetto: ogni arco riparato, ogni pietra consolidata, ogni affresco riportato al suo splendore racconta la capacità di questo territorio di rialzarsi e di prendersi cura della propria memoria e della propria cultura, valori fondamentali per l’identità e la coesione della comunità».

Questo invece il commento del sindaco, Matteo Lepore: «Con la conclusione del restauro del tratto collinare del Portico di San Luca restituiamo alla città e al mondo un bene di straordinario valore, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità e al quale ogni bolognese è fortemente legato. Un intervento che non è solo una risposta ai danni causati dal sisma del 2012, ma un investimento sul nostro patrimonio culturale e paesaggistico e sulla qualità dello spazio pubblico. È il risultato di una collaborazione solida tra istituzioni, Chiesa, tecnici e imprese, che voglio ringraziare perché dimostra come la cura del patrimonio possa diventare motore di coesione».

Dal canto suo, l’ispettore Olivier Poisson, inviato da Icomos per la valutazione della candidatura dei Portici a Patrimonio Unesco, ha dichiarato agli organi di stampa: «Una catena di volontà consapevoli, con una buona dose di tenacia e determinazione, ha desiderato conservare e trasmettere nel corso dei secoli questo paesaggio urbano così singolare e identitario, fatto di un rapporto complesso tra privato e pubblico, tra funzionalità urbana, ornamento e architettura».

L’operazione è stata resa possibile dal lavoro del Comitato per il Restauro del Portico di San Luca, composto da Arcidiocesi di Bologna, Santuario della Beata Vergine di San Luca, Comune di Bologna e Quartiere Porto-Saragozza. L’Arcidiocesi di Bologna ha operato come Ente attuatore, sotto il coordinamento del Responsabile unico del progetto.

Veduta «interna» di un tratto del Portico di San Luca

Roberto Mercuzio, 13 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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Restaurato il tratto collinare del Portico di San Luca a Bologna | Roberto Mercuzio

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