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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliScenografica «quinta» dei «Prigioni» di Michelangelo nella sala 403 del Louvre, il monumentale portale del Palazzo Stanga di Cremona, capolavoro della fine del Quattrocento lombardo dal 1877 nel Dipartimento di scultura del museo parigino, si presenta ora in una nuova luminosa veste a conclusione del restauro cui è stato stato sottoposto negli ultimi mesi.
Attribuito a Pietro del Rho (1465 ca-post 1513), il portale in marmo di Candoglia alto sette metri, una sorta di arco di trionfo eseguito intorno al 1490, è caratterizzato da una ricca decorazione scolpita ispirata all’antichità classica, per lungo tempo occultata da una patina bruna applicata nell’Ottocento e da strati di cera. L’intervento avviato lo scorso settembre ed eseguito sotto la direzione delle restauratrici Adèle Cambon de La Valette e Annabelle Sansalone, con il sostegno del Kinoshita Group, gli ha restituito piena leggibilità. Contribuisce a meglio apprezzare la finezza del decoro anche la nuova illuminazione prediposta dal laboratorio di illuminazione della Direzione dei laboratori d'arte e della presentazione delle collezioni.
Dopo uno studio preliminare condotto da Hubert Boursier e Jennifer Vatelot, con Hélène Susini e Azzurra Palazzo, del servizio di restauro delle sculture del C2RMF- Centre de recherche et de restauration des musées de France, l’équipe di 12 restauratori diretta da Cambon e Sansalone ha proceduto alla rimozione con il laser dello strato marrone e a una leggera pulizia chimica per eliminare gli strati cerosi, preservando integralmente il materiale originale. L’intervento ha così ripristinato la qualità dei rilievi e la modulazione dei volumi, permettendo di riscoprire le incrostazioni di pietra nera che sottolineano la decorazione.
Il programma iconografico del portale ruota attorno alle figure di Ercole e Perseo, riprendendo modelli di placchette o medaglie diffuse dai bronzisti dell’Italia settentrionale. Nel registro inferiore, sui piedistalli triangolari che sostengono le semicolonne, sono raffigurate quattro delle dodici fatiche di Ercole: Anteo, l’idra di Lerna, il leone di Nemea, i temibili uccelli del Lago Stinfalo. Al centro due medaglioni presentano, a sinistra, l’idra con sette teste, a destra le tre teste delle Gorgoni e quella del cavallo alato Pegaso, nato dal sangue versato quando Perseo decapitò Medusa. Incorniciano l’arco due figure monumentali degli eroi: Ercole che brandisce la clava da un lato e Perseo in armatura dall’altro. Sulla trabeazione tre rilievi di battaglie e centauromachie si alternano a busti di profilo e medaglioni di imperatori romani. La ricca decorazione è costellata di volute, capitelli, fregi di animali fantastici e scene mitologiche.
Il palazzo da cui proviene il portale fu edificato nell'ultimo decennio del XV secolo per Cristoforo Stanga, vicino al duca di Milano, da cui dipendeva Cremona. Quando nel Settecento il palazzo passò alla famiglia Rossi, fu ristrutturato nello stile barocco che ancora oggi lo caratterizza. Nuove trasformazioni si registrano nel 1870, quando l'antico portale viene smontato e venduto a un collezionista di Marsiglia, Edouard Vaïsse, che nel 1875 lo avrebbe rivenduto (al doppio del prezzo), al Louvre. Un calco dell’opera originale è tuttora visibile nella Sala del Consiglio del Palazzo Comunale di Cremona.
Il prossimo 7 maggio, alle 12.30, nell’Auditorium Michel Laclotte, una tavola rotonda con Marc Bormand, del Louvre, le restauratrici Adèle Cambon de La Valette, e Annabelle Sansalone, e il restauratore Hugues de Bazelaire, ripercorrerà le vicende del portale rinascimentale e del suo restauro.
Particolare della decorazione del portale dopo il restauro. Foto Nicolas Bousser / Musée du Louvre
Particolare della decorazione del portale dopo il restauro. Foto Nicolas Bousser / Musée du Louvre
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