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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAgli albori dello scorso autunno, la Pinacoteca Divisionismo Tortona annunciava l’acquisizione dell’olio su tela «Il sole (studio)» di Giuseppe Pellizza da Volpedo, una delle opere che ne hanno segnato il percorso creativo.
Sulla medesima scia, che racchiude l’intento di ampliare e approfondire il racconto del Divisionismo italiano nelle collezioni del museo alessandrino, si inseriscono «Fienile» (1898) di Rubaldo Merello e «E maledice al giorno che rimena il servaggio» (1904-5) di Matteo Olivero.
Nel primo è rappresentata una natura rigogliosa e vibrante, composta da pennellate di colore dense e pastose, disposte sulla tela in modo emozionale, seguendo andamenti modulati e curvilinei: tutti elementi che preannunciano il raggiungimento da parte dell’artista lombardo (Madesimo, Sondrio, 1872- Santa Margherita Ligure, Genova, 1922) di una autonomia espressiva, fino ad arrivare al periodo in cui si dedicherà al paesaggio costiero ligure.
Il secondo, presentato alla VI Biennale di Venezia nel 1905, prende il titolo da un verso dell’ode «All’Aurora» di Giosuè Carducci. Nel dipinto, l’artista piemontese (Cuneo, 1879-1932) si confronta con i temi della cronaca sociale, che emerge tra l’osservazione del vero, l’impegno civile e una ricerca luministica.
Le opere saranno introdotte nel percorso permanente della Pinacoteca, che fino al 15 febbraio è accompagnato dalla mostra «Il giovane Pellizza. Accademie, maestri e prime esperienze: 1883-1890», dedicata agli anni formativi di Pellizza da Volpedo.
Rubaldo Merello, «Fienile», 1898
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