Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliIl 9 ottobre la Fundación CajaGranada ha inaugurato la mostra «Natura morta. L’eternità dell’inerte», aperta al pubblico fino all’11 gennaio 2026, senza «Natura morta con chitarra» di Pablo Picasso. Si tratta di un lavoro su carta a gouache e matita realizzato dal padre del Cubismo nel 1919 (misura 12,7x9,8 cm) e ha un valore stimato di 600mila euro.
Il disegno è oggetto di un’indagine della polizia locale perché risulta scomparso. Il viaggio dell’opera ha avuto inizio dall’abitazione del collezionista privato che lo possiede in provincia di Madrid, ma non è mai arrivato assieme agli altri prestiti provenienti dalla capitale spagnola.
Secondo quanto dichiarato dalla Fondazione, quando il furgone è arrivato alle 10 di mattina del 9 ottobre, il suo contenuto è stato scaricato e controllato, ma il lunedì successivo, quando si è provveduto a disimballare il materiale per collocarlo nei vari punti della sala espositiva, «il curatore della mostra e il responsabile delle esposizioni della Fondazione hanno notato che mancava un’opera».
Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo «Ideal», il trasferimento da Madrid a Granada ha previsto una sosta notturna a 27 chilometri dalla destinazione: una tappa nella cittadina andalusa di Deifontes per la notte di giovedì. Il giorno dopo, la consegna è avvenuta in un’area videosorvegliata e, successivamente, il responsabile della mostra si è reso conto che le opere non erano perfettamente ordinate e referenziate. «Poiché non tutti gli imballaggi erano correttamente numerati, non era possibile effettuare un controllo approfondito senza disimballarli», ha detto.
Altri articoli dell'autore
Appartenenti a tre diverse generazioni e a contesti culturali differenti, gli artisti condividono una ricerca che attraversa memoria, identità e ritualità quotidiana
La mostra alla Garibaldi Gallery si pone come un’esperienza sensoriale, partecipativa e coinvolgente al fine di creare un ponte emotivo sul quale poter condividere sentimenti e sensibilità
Negli ambienti di Villa Pisani Bonetti sono installate le opere dei due artisti tedeschi, che condividono un percorso di vita e di ricerca comune
Già a marzo il Ministero della Cultura aveva chiesto alla Fondazione di fornire gli elementi a riguardo, «con particolare riferimento alle modalità di allestimento e di gestione del Padiglione e alla loro compatibilità con il regime sanzionatorio in vigore»



