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La mummia ottocentesca rinvenuta a Prata di Principato Ultra e i suoi scopritori

Foto tratta da Instagram

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La mummia ottocentesca rinvenuta a Prata di Principato Ultra e i suoi scopritori

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Scoperta sotto una chiesa dell’Avellinese la mummia di una nobildonna dell’Ottocento

Durante i lavori di adeguamento antisismico della Chiesa dell’Immacolata, nel comune di Prata di Principato Ultra, sono stati rinvenuti i resti di Maria Macrina Grillo, morta a soli 26 anni mentre viveva in una forma di consacrazione laica in ambito domestico

Gaspare Melchiorri

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Durante un’operazione di rinforzo di fondamenta di tipo antisismico in una chiesa dell’Avellinese, una squadra di tecnici ha trovato una mummia. È accaduto durante i lavori di adeguamento della Chiesa dell’Immacolata, nel comune di Prata di Principato Ultra, in provincia di Avellino, finanziati attraverso i fondi Pnrr e condotti su iniziativa della Diocesi di Avellino. Nella zona dell’altare, i tecnici hanno portato alla luce resti umani mummificati in uno stato di conservazione che ha lasciato senza parole i professionisti intervenuti.

A rivelare l’identità della salma è stata un’epigrafe collocata a lato della sepoltura. Poche righe incise nella pietra: Maria Macrina Grillo, morta il 22 aprile 1843, all’età di soli 26 anni. L’archeologa Albina Moscariello, incaricata dalla Constructura Consulting Sc, ha lavorato sul testo dell’iscrizione e ha ricostruendo un profilo biografico essenziale della defunta: apparteneva a una famiglia nobile e in vista, e aveva scelto (o era stata destinata) a una forma di consacrazione laica vissuta in ambito domestico, con una vita improntata alla devozione e alla carità, senza clausura monastica.

La Soprintendenza Abap (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) per le province di Salerno e Avellino, informata del ritrovamento, ha reagito immediatamente. Ha contattato l’Eurac Research-Institute for Mummy Studies di Bolzano, in particolare il dottor Marco Samadelli, per definire le misure di conservazione. Sotto la supervisione delle funzionarie dell’ente (la storica dell’arte Paola Apuzza, l’architetto Annarita Graziato e le archeologhe Elena Russo e Anna Nenna) i resti sono stati trasferiti in un locale messo a disposizione dalla Diocesi, per volontà del vescovo Arturo Aiello e del vicario generale Pasquale Iannuzzo.

È poi partito un progetto più complesso, coordinato dall’ingegner Pellegrino Borriello per conto della Diocesi, che ha portato alla progettazione e realizzazione di una «Conservation Soft Box» (Csb), una struttura studiata apposta per la conservazione a lungo termine dei resti. Samadelli, con il supporto dei restauratori della Pheliana Srl e della funzionaria restauratrice Rachele Ianniello, ha eseguito un trattamento di disinfestazione e ha analizzato il contenuto di umidità nei tessuti organici. Il monitoraggio dei parametri termo-igrometrici è ora continuo, dentro e attorno alla Csb.

La Soprintendenza ha anche allertato l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, data la rilevanza del ritrovamento per la comunità locale. I funzionari sono riusciti a rintracciare i discendenti diretti di Maria Macrina Grillo. La famiglia è stata informata. Ha condiviso l’emozione della notizia e brandelli di storia familiare rimasti sepolti quanto i resti della loro antenata.

«Il ritrovamento dei resti mummificati, così ben conservati, della giovane Maria Macrina Grillo è stato un momento di grande emozione per tutte le professionalità coinvolte», ha dichiarato l’archeologa Anna Nenna. Il soprintendente Anna Onesti ha ringraziato tutti i professionisti impegnati nell’operazione, incluse le funzionarie del Parco Archeologico di Pompei, Valeria Amoretti e Laura Cusano, e ha riservato un pensiero particolare alla famiglia: «Un grazie speciale alla famiglia Grillo e, in particolare, alla signora Maria Rosaria per aver condiviso con noi l’emozione della notizia e la loro personale storia familiare». Una volta ultimati i lavori di consolidamento, i resti di Maria Macrina Grillo torneranno nella zona absidale della chiesa dell’Immacolata.

Gaspare Melchiorri, 30 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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