Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una veduta dell’«Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo» di Ambrogio Lorenzetti nella Sala del Consiglio dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, Joanbanjo

Image

Una veduta dell’«Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo» di Ambrogio Lorenzetti nella Sala del Consiglio dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, Joanbanjo

Si lavora soltanto all’Inferno, mentre in Paradiso è eterna domenica

In un recente volume Beatrice Del Bo indaga i meccanismi e i riti della vergogna e della diffamazione, relazionandoli ai corrispondenti «dispositivi della retorica iconografica» ed evidenziando, per esempio, la citazione di pratiche reali entro la pittura infamante o negli Inferni dipinti

Virtus Zallot

Leggi i suoi articoli

Perché proporre, sul nostro giornale, un libro di storia medievale che, oltretutto, include soltanto sette fotografie in bianco e nero e neppure belle? Perché, in Maledetti e discriminati, Beatrice Del Bo coinvolge ampiamente e in modo intelligente le immagini, non solo utilizzandole (come, oramai, consuetudine) quali fonti storiche, ma anche restituendo agli storici dell’arte molteplici spunti interpretativi. Le considera, inoltre, nella loro doppia e correlata valenza: espressione di un contesto storico ma anche fattore utilizzato per influenzarlo, partecipando attivamente alla formazione dell’opinione pubblica. 

Con ampia argomentazione e con scrittura di gradevole lettura, Del Bo indaga i meccanismi e i riti della vergogna e della diffamazione, relazionandoli ai corrispondenti «dispositivi della retorica iconografica» ed evidenziando, per esempio, la citazione di pratiche reali entro la pittura infamante o negli Inferni dipinti. Analizza poi le forme di controllo attivate su alcune categorie professionali (soprattutto tavernieri e macellai, ma anche mugnai, tintori e sarti), dimostrando come mirassero a normare e controllare non tanto (o non solo) l’attività lavorativa, ma la potenzialità eversiva, politica e sociale del loro mestiere. Significativamente, sono proprio alcune professioni (evocate da attrezzi, riferimenti ambientali e gesti) a comparire più spesso negli Inferni, non a suscitare paura per la dannazione futura ed eterna ma da demonizzare e svergognare nel presente. Tra diavoli macellai o tavernieri che squartano i dannati e li appendono come bestie, che li rosolano allo spiedo o sulla graticola, che li ingozzano con violenza o impediscono loro di mangiare, si lavora comunque soltanto all’Inferno, mentre in Paradiso è eterna domenica. È invece giorno lavorativo negli «Effetti del Buon Governo» di Ambrogio Lorenzetti (nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena), una delle più note e importanti celebrazioni iconografiche del lavoro. Tra i molti artigiani in azione mancano proprio il taverniere e il macellaio: assenza non casuale e che interroga, e sulle cui ragioni il saggio di Del Bo fornisce qualche sottile risposta. 

Maledetti e discriminati. Lavoratori «pericolosi» nel Basso Medioevo italiano
di Beatrice Del Bo, 192 pp., 7 ill., FrancoAngeli, Milano 2026, € 28

La copertina del volume

Virtus Zallot, 17 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Solo i grandi artisti hanno saputo (e sanno) affrontare l’azzardo iconografico della vittoria di Cristo sulla morte

 

In diverse occasioni il santo volle cedere le proprie vesti a persone in difficoltà, ma l’incontro con un lebbroso, cercato e non capitato, di contatto fisico e non di sola vicinanza, con il più misero tra i miseri e non con un povero appena diventato povero, segnò la sua esistenza

La rinuncia alle vesti segnò (e nell’arte visualizzò) la scelta del santo di farsi povero: l’episodio sancì un cambio esistenziale che fu rinascita, inaugurando una vita di santità

Scegliendo la povertà, il santo rinunciò anche alle calzature. Ciononostante, i piedi deformati dal troppo camminare, sporchi e feriti, sono diventati gloriosi

Si lavora soltanto all’Inferno, mentre in Paradiso è eterna domenica | Virtus Zallot

Si lavora soltanto all’Inferno, mentre in Paradiso è eterna domenica | Virtus Zallot