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Letizia Riccio
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«Di là dal fiume e tra gli alberi» richiama nel titolo un romanzo di Ernest Hemingway ed è uno dei più originali programmi prodotti da Rai Cultura; come testimoniano gli ascolti consolidati e il premio Libero Bizzarri per la divulgazione documentaristica seriale, conferito nei mesi scorsi. Giunta alla settima edizione, la serie è composta da puntate monografiche. In ognuna, l’occhio insindacabile dell’autore, diverso di volta in volta, insegue l’anima di un luogo attraverso interviste ravvicinate con personaggi topici. Il risultato è un percorso sempre diverso, che recupera il senso del viaggio a discapito del turismo selvaggio, del racconto a due voci al posto del selfie.
La puntata di domenica 16 marzo (alle 21.15 su Rai 5) è preceduta da un’anteprima a Siena, sabato 15, nella Sala degli Specchi della cinquecentesca Accademia dei Rozzi. Mentre in queste settimane importanti capolavori dei pittori senesi sono esposti alla National Gallery di Londra nella mostra «Siena: la nascita della pittura 1300-1350», seconda tappa dell’esposizione dopo il Metropolitan Museum of Art di New York. Un patrimonio, quello senese, che attraversa con disinvoltura secoli e oceani.
L’autore del documentario Rai, Luigi Maria Perotti, è andato a Siena con l’intento dichiarato di raccontare i vicoli percorsi da Cecco Angiolieri e le novità dei laboratori universitari. Pian piano, conversando con coloro che la città la amano e la vivono, un punto di vista diverso è emerso in modo evidente. «Non ho capito bene come sia successo, ma ogni persona che ho incontrato mi ha spinto a fare riflessioni sulla vita e sul suo presunto senso», racconta Perotti nel corso del reportage. Da queste considerazioni è emerso il titolo del documentario, «Siena e il senso della vita». Camminando in Piazza del Campo, lungo il cerchio percorso dai cavalli due volte l’anno in occasione del Palio, si scopre che il rito, così profondamente radicato nella popolazione senese, ha un significato più denso. Quale? A questa e altre domande sul mistero di Siena, città che sembra sempre uguale a sé stessa in un mondo dove tutto cambia, rispondono diversi personaggi. Lo storico medievalista Duccio Balestracci, la giornalista e conduttrice Rai Annalisa Bruchi, l’attore Francesco Burroni, la guida turistica e attrice Rita Ceccarelli, Jacopo Bartolini e Diego Consales, autori di libri dedicati alla città, il giornalista e musicista Massimo Biliorsi, Maurizio Bianchini, che ha realizzato un docufilm sul salvataggio dei quadri della Pinacoteca di Siena nel 1944. Tra i luoghi iconici ripresi nel documentario Rai, oltre a Piazza del Campo, il Duomo di Siena (reduce dai recenti restauri del Fonte battesimale e del pavimento) il Museo di Storia Naturale Accademia de' Fisiocritici, la Fortezza Medicea.
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