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Redazione
Leggi i suoi articoliIl 18 aprile 1938 un supereroe fasciato in a tutina blu, con mutande rosse intonate allo svolazzante mantello, cintura dorata e una grande S inscritta in uno scudo giallo e rosso sul petto debuttava nel mondo del fumetto con l’Action Comic #1 pubblicato della DC. Da allora il personaggio creato dallo scrittore Jerry Siegel e dall’artista Joe Shuster è stato adottato dalla cultura pop come simbolo dell’eroe forte e gentile, invincibile contro «i cattivi», protagonista di volta in volta di cartoon, serie televisive e film, dando vita a una schiera di epigoni. L’«American hero» per eccellenza da qualche anno ha anche un giorno tutto suo, il «Superman Day», che ricorda la sua prima apparizione di 86 anni fa, con un corollario di iniziative che arrivano a estendersi per una settimana (il 18 e 19 aprile il «superevento» si è tenuto anche a Milano, unica città europea, sullo sfondo dei grattacieli di CityLife).
A Washington D.C., la settimana del supereroe è stato il momento scelto dal National Museum of American History, uno dei musei della galassia Smithsonian, per annunciare l’acquisizione di un dipinto originale di Dan Goozée, pittore commerciale scomparso nel 2024 a 81 anni, noto soprattutto per i suoi lavori per aziende dello spettacolo e dell’intrattenimento. Il dipinto ora nel museo di Washington raffigura Superman mentre vola con il pugno alzato attraverso un silo missilistico nucleare in una base militare, con alle sue spalle un’arma nucleare disinnescata e distrutta, proprio quando mancano pochi secondi alla sua esplosione: l’opera fu utilizzata per la realizzazione di materiale promozionale, tra cui i manifesti del film «Superman IV: The Quest for Peace» (del 1987), scritto da Lawrence Konner e Mark Rosenthal su una storia di Christopher Reeve (che interpretava anche il supereroe), Konner e Rosenthal, diretto da Sidney J. Furie e distribuito dalla Warner Bros. Il film non ebbe successo al botteghino e anche i critici non furono benevoli, ma ha una storia interessante, soprattutto per i temi, in primis le armi nucleari e la pace mondiale, intorno a cui è costruita la trama. Fu lo stesso Reeve a proporli (subordinando la sua partecipazione al film alla loro accettazione), in segno di protesta contro il fallimento del vertice tra Usa e Urss sul tema del disarmo tenutosi a Reykjavik, in Islanda, nel 1986, contro la politica dell’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e il suo scetticismo nei confronti del controllo degli armamenti. Superman, nella trama, si rivolge alle Nazioni Unite e annuncia il suo piano per liberare il mondo da tutte le armi nucleari, ma viene messo alla prova quando il suo nemico Lex Luthor lo induce a creare un rivale dotato di superpoteri, Nuclear Man.
Il dipinto è stato donato da Fraser Scott, direttore della A Gallery, di base a Londra: «Per decenni il costume di Superman di Christopher Reeve è stato esposto allo Smithsonian, senza alcuna immagine del suo volto a ricordare il Superman che ha definito il ruolo. Con l’ingresso del dipinto di Dan Goozée dedicato a ‘Superman IV” nella collezione nazionale, l’America ha ora l’occasione di rendere il giusto omaggio al signor Reeve [rimasto tetraplegico dopo una caduta da cavallo, l’attore è scomparso a 52 anni nel 2004, Ndr]».
Il dipinto di Dan Goozée per «Superman IV: The Quest for Peace», 1987. Foto courtesy di Fraser Scott, A Gallery, Londra
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