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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliLo scorso 10 settembre una serie di attacchi aerei israeliani sullo Yemen ha danneggiato il Museo Nazionale nella capitale Sana’a. Lo ha comunicato il Ministero della Cultura del governo Houthi del paese. Questi stessi attacchi hanno causato la morte di almeno 46 persone e il ferimento di 165, secondo il Ministero della Salute. Gli attacchi hanno colpito Sana’a e la provincia settentrionale di Al-Jawf.
Israele ha già lanciato ondate di attacchi aerei in risposta al lancio di missili e droni da parte degli Houthi contro Israele. Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, dichiarano di appoggiare Hamas e i palestinesi nella Striscia di Gaza, e nei giorni scorsi hanno lanciato un drone che ha violato le difese aeree multilivello di Israele e si è schiantato contro un aeroporto nel sud del Paese.
A Sana’a, da immagini e filmati diffusi dalla stampa internazionale si scorge la piazza del Museo Nazionale disseminata di detriti, finestre e porte dell’edificio sono completamente distrutte. I danni pare si siano estesi alla sala centrale del museo, e lo stesso edificio (che risale agli inizi del XX secolo, ed è classificato come «monumento storico») riporterebbe danni strutturali. Il rischio maggiore ora, a sentire gli esperti, è quello dei saccheggi.
Il Museo Nazionale, fondato originariamente nel 1971, negli ultimi tempi è stato chiuso per circa 10 anni a causa della guerra in Yemen e ha riaperto al pubblico nel maggio 2023. Ospita decine di migliaia di oggetti e la sua collezione comprende manufatti antichi, manoscritti e sculture di epoca preislamica, oltre a reperti che documentano la storia islamica e il passato più recente dello Yemen.
Da parte sua la città vecchia di Sana’a (che è patrimonio mondiale Unesco e che si trova vicino al luogo delle esplosioni) non sembra aver subito danni. La metropoli, abitata da oltre 2.500 anni, divenne una delle capitali del regno yemenita nel II secolo a.C. e ha un’architettura che testimonia le varie fasi della sua storia: l’influenza cristiana sotto il dominio abissino, la trasformazione della città in un centro dell’Islam a partire dal VII secolo e la successiva ricostruzione ottomana. L’Unesco, per parte sua, ha sospeso tutte le attività nelle aree controllate dagli Houthi dopo che quattro membri del suo staff erano stati arrestati dalle autorità. Ciononostante, il Ministero della Cultura del governo Houthi ha chiesto all’Unesco di condannare l’attacco e garantire la protezione dei beni culturali yemeniti.
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