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Veduta dell’interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta a Rieti

Foto tratta da Wikipedia. Foto: Lazio Futouring | Pubblico dominio

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Veduta dell’interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta a Rieti

Foto tratta da Wikipedia. Foto: Lazio Futouring | Pubblico dominio

A Rieti si presentano i restauri della Cattedrale di Santa Maria Assunta

Il percorso di recupero della Cattedrale è iniziato con le prime opere di messa in sicurezza ed è proseguito con una serie di interventi che non solo hanno consolidato l’edificio, ma anche consentito di riportarlo all’originario splendore

Gaspare Melchiorri

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A Rieti oggi 3 dicembre alle 17.30 vengono presentati i restauri della Cattedrale di Santa Maria Assunta in seguito al sisma del 2016, alla vigilia della ricorrenza di Santa Barbara, patrona della città, che cade il 4 dicembre.

Il primo edificio sul sito della Cattedrale risale al VI secolo d.C. Nel XII e XIII secolo, Rieti godette di un periodo di splendore e prosperità economica, e fu spesso eletta a sede papale. Nel corso del XII secolo l’edificio altomedievale venne completamente ricostruito in forma più ampia e moderna. I lavori iniziarono nel 1109, alla presenza del vescovo locale Benincasa. La cripta o basilica inferiore fu la prima parte ad essere completata, e fu consacrata nel 1157 dal vescovo di Rieti Dodone. La cattedrale vera e propria, invece, fu consacrata nel 1225 da papa Onorio III. Nel 1253 fu innalzato il campanile, opera dei maestri lombardi Pietro, Andrea ed Enrico.

La presenza della curia pontificia in città rese necessaria anche la costruzione del Palazzo Papale, edificato tra il 1283 e il 1288 a fianco del Duomo. Il Battistero è del XIV secolo, mentre risale al 1458 il portico che collega il Battistero al Duomo. Lo stile originariamente romanico fu contaminato dalle modifiche dei secoli successivi, soprattutto negli interni dove venne completamente perduto a vantaggio dello stile barocco. Nel 1639 il cardinale Gianfrancesco Guidi di Bagno, vescovo di Rieti, fece incorniciare le colonne che dividono le navate con dei grandi pilastri rettangolari, collegandoli longitudinalmente con cinque archi per lato, e coprì con una volta il soffitto a travatura scoperta della navata centrale.

Nel corso del Settecento furono costruite dieci cappelle gentilizie (di cui 2 nel transetto e 8 nelle navate laterali) con le quali mutò anche l’aspetto esterno delle fiancate del Duomo, che furono allargate per far spazio alle cappelle. In seguito al terremoto del 1785 fu necessario l’abbattimento dell’abside; il vescovo Saverio Ermenegildo Marini, a capo della diocesi dal 1779 al 1812, fece ricostruire il catino absidale e tra il 1794 e il 1795 fece erigere la cupola. Inoltre, per armonizzare la nuova abside con gli elementi decorativi preesistenti, riallestì l’altare maggiore e il presbiterio costruendovi un grande ciborio, opera del romano Alessandro Cartoni e costato 12mila scudi.

Il percorso di restauro della Cattedrale era iniziato con le prime necessarie opere di messa in sicurezza, in particolare con lavori alle strutture della costruzione, e proseguito con una lunga serie di interventi che non solo hanno consolidato l’edificio, ma anche consentito di riportarlo all’originario splendore. Opere di pulitura e restauro hanno infatti riguardato opere e oggetti di arte sacra all’interno della chiesa; il completamento di un adeguato sistema di illuminazione consente, poi, di apprezzare gli apparati in tutta la loro bellezza.

Alle 17.30 ha luogo la presentazione ufficiale dei restauri. L’incontro si apre con una panoramica sulla storia dei lavori svolti dal 2016 ad oggi, illustrata dal parroco don Paolo Maria Blasetti. Successivamente i progettisti Giuseppe Luigi Carluccio e Pier Paolo Guicciardini presentano nel dettaglio gli interventi eseguiti. Vi fanno seguito le testimonianze degli operatori che hanno lavorato al restauro, Nicola Falcini (Cesa srl) e Paolo Pecorelli (Estia srl). Nella Cappella di Santa Barbara interverranno gli studenti del Liceo Classico Varrone e, a seguire, alcune figure istituzionali: Giuseppe Cassio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il commissario straordinario alla Ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli e il vescovo di Rieti, Vito Piccinonna.

Gaspare Melchiorri, 03 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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