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Fine Arts Paris (FAB Paris)

© Charles Zana – Visualisation by Silver Shadow Studio

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Fine Arts Paris (FAB Paris)

© Charles Zana – Visualisation by Silver Shadow Studio

Una fiera costruita sulle specializzazioni

A Fine Arts Paris cento gallerie «racconteranno» il diversificato mercato dell'arte nella cornice della capitale francese

Monica Trigona

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Si potrebbe dire che Fine Arts Paris sia una fiera multidisciplinare ma non basterebbe o non sarebbe un'espressione esaustiva in quanto la rassegna, a dirla tutta, presenta una mappa delle specializzazioni del mercato internazionale. Dal 19 al 23 settembre il Grand Palais ospiterà cento gallerie provenienti da Europa e Nord America, selezionate per testimoniare la qualità della ricerca nei singoli ambiti del collezionismo. Pittura antica, Impressionismo, arte moderna e contemporanea, scultura, arti decorative, libri rari, gioielli, arti asiatiche e islamiche: ogni settore è affidato a operatori che da anni costituiscono punti di riferimento per musei e collezionisti. La composizione del parterre espositivo definisce il carattere della manifestazione, nata dalla fusione tra Fine Arts Paris e La Biennale des Antiquaires e oggi alla sua quinta edizione sotto il nuovo nome. 

L'arte antica rimane uno dei pilastri della manifestazione. Gli Old Masters sono rappresentati da alcuni dei nomi storici del mercato internazionale, come Didier Aaron & Cie, Galerie Edouard Ambroselli, Galerie Chaptal, Galerie Michel Descours, Galerie Pierre Brost, Jacques Leegenhoek, Galerie Magdeleine, Galerie Terrades e Galerie Florence de Voldère. A questi si affiancano la Galerie de Bayser, specializzata nel disegno antico, e Toby Campbell Fine Art, che propone dipinti dal Seicento al Novecento, mentre Brimo de Laroussilhe e Galerie Sismann coprono il settore della scultura medievale e rinascimentale.

Il Novecento storico trova un'articolazione altrettanto ricca. La pittura moderna è affidata a gallerie come Applicat-Prazan, Brame & Lorenceau, Philippe Bismuth Expertise, Galerie de la Présidence e Hélène Bailly Marcilhac, cui si aggiungono Jean-François Cazeau e la nuova Bailly Gallery per l'Impressionismo e l'arte moderna. Tra i nuovi ingressi spicca anche la storica Galerie Larock-Granoff, fondata nel 1924, il cui nome è legato alla promozione di artisti come Claude Monet e Marc Chagall.

Xavier Eeckhout, presidente di Fine Arts Paris. © Studio Shapiro

L'arte contemporanea occupa uno spazio significativo, ma senza assumere un ruolo dominante. La selezione comprende gallerie internazionali quali Opera Gallery, Waddington Custot, Rosenberg & Co., Landau Fine Art, Mayoral, von Vertes, Dina Vierny, RX & SLAG, Galerie Capazza e Galerie Traits Noirs & Co., accanto a operatori impegnati in ambiti più specifici come il fumetto e l'illustrazione, rappresentati da Huberty & Breyne, o l'arte contemporanea giapponese con Ippodo Gallery. La Galerie Urban porta invece in fiera la scena Neo Pop e Street Art.

Uno dei nuclei più consistenti dell'edizione 2026 è dedicato alla scultura, scelta dalla direzione come settore strategico anche per avvicinare nuovi collezionisti. Il percorso attraversa oltre duemila anni di storia, dalle antichità romane della Galerie Chenel alle opere dell'antico Egitto della Galerie Cybèle, passando per la scultura europea dal Rinascimento al primo Novecento proposta da Trebosc & Van Lelyveld. Completano il panorama Nicolas Bourriaud, specialista della scultura tra XIX e XX secolo, Univers du Bronze, dedicata ai bronzi storici, Schoeffel de Fabry per le arti tribali e la galleria dello stesso presidente Xavier Eeckhout, riconosciuta per la scultura animalier.

Altrettanto ampia è la rappresentanza delle arti decorative, da sempre uno dei punti di forza della tradizione antiquaria francese. Steinitz e Galerie Léage restano riferimenti per il mobile francese del XVIII secolo, Frank Partridge per l'arredo inglese, Demisch Danant per il design del Novecento e Haesaerts-le Grelle per mobili e arti decorative del XX secolo. Accanto a questi si trovano Bruno Sugères per le arti decorative ottocentesche, Karen Swami per la ceramica contemporanea, Pascal Izarn per orologi e mobili antichi, Carolle Thibaut-Pomerantz per le carte da parati storiche e Boccara Gallery e Galerie Hadjer per il tessile e gli arazzi.

Fine Arts Paris al Grand Palais (FAB Paris 2025) © Tanguy de Montesson

La varietà delle competenze emerge anche nei settori più specialistici. La Galerie Kevorkian rappresenta uno dei maggiori riferimenti per l'arte islamica e orientale, Jean-Christophe Charbonnier per le armature giapponesi, mentre Galerie Chenel e Galerie Cybèle presidiano rispettivamente il mercato dell'archeologia romana e dell'arte egizia. Schoeffel de Fabry è invece dedita alle arti tribali. Importante anche il comparto della gioielleria, nel quale convivono alta gioielleria contemporanea e antiquariato con gallerie come Silvia Furmanovich, Isabelle Langlois, Frédérique Mattei, Maison Riondet, VKD Jewels, Alain Pautot e Galerie Bernard Bouisset. Sul versante dell'argenteria antica debutta invece la belga Galerie Philippe d'Arschot.

Completa il panorama il settore del libro antico e della grafica, affidato a specialisti quali Paul Prouté, Librairie Jean-Baptiste de Proyart, Librairie Camille Sourget e Galerie H.H. Rumbler, mentre il collezionismo della carta si estende anche ai disegni antichi e moderni presentati dalla Galerie Fa Presto e alle stampe rare. La novità dell'edizione è New Horizons, sezione che riunisce dieci gallerie alla loro prima partecipazione internazionale. Più che un'area dedicata al contemporaneo emergente, il progetto mette in evidenza nuove professionalità del mercato: dalla porcellana cinese d'esportazione della Galerie Drake ai costumi e tessuti antichi di Villa Rosemaine, fino alla gioielleria di AEON e ai mobili del Novecento di Haesaerts-le Grelle. Se Art Basel Paris resta il punto di riferimento per il contemporaneo e TEFAF Maastricht mantiene il primato dell'enciclopedismo, Fine Arts Paris occupa una posizione diversa, quella di una manifestazione che fa della specializzazione delle gallerie il proprio principale elemento identitario. 

Monica Trigona, 08 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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Una fiera costruita sulle specializzazioni | Monica Trigona

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