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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliCentoottantotto anni fa, le sale londinesi di Christie’s battevano per appena centoundici ghinee una tela monumentale che ritraeva la luce argentea di Venezia. Il prossimo 30 giugno, lo stesso palcoscenico della capitale britannica vedrà la stessa opera tornare sotto il martelletto dell’Old Masters Evening Sale, ma con una stima che oscilla tra i 4 e i 6 milioni di sterline. Si tratta de «Il Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca», capolavoro che rappresenta uno degli highlight più attesi della imminente Classic Week londinese.
Dietro la grandiosità di questa tela di oltre due metri si nasconde la mano di un Bernardo Bellotto non ancora diciottenne. All'epoca, probabilmente intorno ai sedici anni, il giovane pittore affrontava la tela più grande della sua prima produzione, un'opera audace che superava per dimensioni persino i modelli di riferimento dello zio, il celebre Canaletto. L'impianto compositivo guarda infatti alle vedute del Bacino eseguite da quest'ultimo alla fine degli anni Trenta per il Conte di Carlisle e per la Wallace Collection. Eppure, l'adolescente Bellotto scelse di non limitarsi alla copia, imprimendo sulla tela i segni evidenti di un'autonomia stilistica già matura, rintracciabile nell'originalità delle imbarcazioni, nella disposizione delle figure e, soprattutto, in una resa della luce più fredda e nitida rispetto a quella del maestro.
La tela si colloca nel cruciale periodo formativo veneziano dell'artista, una stagione oggi pienamente rivalutata dalla critica come un momento di assoluto splendore autonomo, ben prima che il pittore lasciasse l'Italia per legare il proprio nome alle celebri vedute di Dresda, Vienna, Monaco e Varsavia. A dare un valore documentario straordinario all'opera è un dettaglio architettonico preciso: la presenza delle impalcature attorno al campanile di Sant’Antonin. I registri storici confermano che tali strutture rimasero in loco fino all'ottobre del 1738, offrendo così una rarissima e inconfutabile certezza cronologica che fissa la nascita del dipinto proprio in quell'anno.
La storia collezionistica de «Il Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca» attraversa le raccolte private più colte d'Europa. Prima di confluire nella selezione del proprietario che oggi lo affida al mercato, il quadro è appartenuto, ad esempio, a Sir Arthur Aston, illustre Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario britannico a Madrid, la cui quadreria vantava capolavori del calibro del «San Francesco in meditazione» di Zurbarán, oggi alla National Gallery di Londra. Ma questa estate le attenzioni sono tutte per la luce d'inverno veneziana, che impressa sulla tela torna a splendere mite sotto il cielo di Londra.
Bernardo Bellotto, «Il Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca». Stima 4-6 milioni di sterline
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