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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliA Pisa è stato annunciato l’avvio dei lavori di restauro alla chiesa gotica di Santa Maria della Spina. Il progetto prevede il recupero dei portoni lignei e delle vetrate artistiche, la ripulitura delle superfici marmoree esterne e interne e delle guglie piramidali e il consolidamento delle strutture del soffitto, comprese le travi in legno, per una spesa totale di 175mila euro, di cui 115mila a carico della Fondazione Pisa e il restante a carico dell’amministrazione comunale. I lavori di restauro saranno effettuati dalla ditta Restauro Italia di Camaiore (Lu) e dovrebbero concludersi a settembre.
La Chiesa di Santa Maria della Spina fu costruita su ordine della famiglia dei Gualandi ed è databile intorno al 1182, anno di costruzione del ponte Novo, poi andato distrutto. In stile gotico, ha una facciata con tre frontoni triangolari, all’interno dei quali si trovano le statue in marmo dell’Annunciazione e del Redentore attribuite alla scuola di Andrea Pisano. Un’altra opera importante è la Madonna con il Bambino e Angeli di Giovanni Pisano, posta sull’edicola centrale. Nell’interno, l’altare ospita il dipinto della «Madonna della Rosa» di Andrea Pisano, posto fra i Santi Pietro e Giovanni Battista, di Nino e Tommaso Pisano.
Anticamente la chiesa si trovava quattro metri sotto il livello attuale, sulla riva dell’Arno e aveva il nome di Santa Maria a Pontenovo. Nel 1325 furono intrapresi i lavori che la portarono ad assumere le forme gotiche che ancora oggi possiamo oggi. Nel 1871, a causa dei costanti danni causati dalle esondazioni dell’Arno, la chiesa fu completamente smontata e rimontata nel luogo dove la vediamo oggi. I lavori durarono fino al 1884. Nel corso dei lavori, la Spina venne riedificata su 3 gradini, le sue pareti alzate di un metro, le sculture originali, oggi conservate al Museo di San Matteo, sostituite con calchi e la sagrestia, un tempo rivolta verso l’Arno, distrutta e mai ricostruita. Il nome Spina deriva dalla reliquia della spina della corona di Cristo presente al suo interno dal 1333, lasciata alla famiglia Longhi da un facoltoso mercante e donata in seguito al piccolo oratorio (oggi la reliquia si trova nella chiesa di Santa Chiara). La chiesa è di proprietà del Comune di Pisa ed è sede di mostre temporanee.
Si tratta di un restauro molto importante e atteso da tempo: «È un intervento completo, afferma l’assessore alla cultura Filippo Bedini. Partiamo dalle superfici esterne, ma i lavori interesseranno anche le vetrate, i portoni e le parti interne dove sono state riscontrate infiltrazioni. A differenza dei precedenti restauri, si interverrà su tutta la superficie dell’edificio, comprese le guglie che ornano il tetto, che necessitavano di un’operazione di pulitura e manutenzione non più rinviabile. Il progetto affronta inoltre le criticità legate al sistema di deflusso delle acque, con un’azione complessiva di messa in sicurezza e conservazione della copertura dell’edificio. Lavoro reso possibile anche grazie al contributo della Fondazione Pisa e al sostegno dell‘Inner Wheel club di Pisa, che ha manifestato l’intenzione di finanziare il restauro di uno dei portoni. Stiamo lavorando per reperire risorse ulteriori, con l’obiettivo di completare l’intervento recuperando anche gli arredi storici come le panche e gli inginocchiatoi che una volta restaurati potranno tornare ad arricchire l’interno della chiesa».
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