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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliIn Grecia le catastrofi climatiche che hanno colpito ripetutamente il Paese negli ultimi anni hanno spinto il governo a esaminare più da vicino i problemi di tutela dei siti archeologici che ogni anno attirano centinaia di migliaia di visitatori nel Paese. Ne parla un articolo pubblicato sul sito del quotidiano francese «Le Figaro».
Secondo le autorità elleniche, numerosi siti posti in zone rurali devono essere adeguati a norme di sicurezza standard, nell’eventualità «di scuola» che si debba evacuare con urgenza una folla di turisti. Sulla base di uno studio triennale condotto da istituzioni scientifiche nazionali, il Ministero della Cultura greco ha individuato 19 monumenti che necessitano con maggiore urgenza di protezione contro le minacce naturali. Il Ministero afferma che è la prima volta che viene realizzata una valutazione di tale portata a livello nazionale.
Tra i siti esaminati figurano Olimpia, solitamente minacciata dagli incendi boschivi, l’antico teatro di Delfi, dove la caduta di massi è motivo di preoccupazione, il santuario di Dion (in Macedonia centrale, ai piedi del Monte Olimpo), soggetto a inondazioni, Micene e Mystras nel Peloponneso, i palazzi minoici tra cui Cnosso a Creta, l’antica città di Rodi, la piccola isola di Delo e l’Heraion (un grande tempio dorico dedicato ad Era) dell’isola di Samo, minacciati dall’erosione delle coste.
Il sindaco di Olimpia, Aristides Panagiotopoulos, ha dichiarato alle agenzie di stampa internazionali che la tutela del luogo «culla» dei Giochi Olimpici, con il suo antico stadio, un vasto santuario e due musei, richiede «una vigilanza costante». «Siamo preoccupati, perché l’area dell’antica Olimpia è estesa, con una vasta superficie di verde e una vegetazione fitta, spesso incontrollata e spontanea», ha spiegato. «È chiaro che gli importanti interventi realizzati non sono ancora sufficienti», ha aggiunto.
Nel 2007, gli incendi boschivi a Olimpia avevano devastato la natura intorno al sito archeologico e causato più di 40 morti nella più ampia regione dell'Elide. Panagiotis Lattas, direttore dei servizi forestali della regione dell’Elide, riferisce che nel 2021, 2022 e 2024 si sono verificati gravi incendi nei pressi del sito. Lattas sottolinea che sia le aree urbane, sia quelle agricole devono essere categoricamente ripulite prima della stagione degli incendi. «Quest’anno, dopo precipitazioni molto abbondanti, circa il 40% in più rispetto alla media annuale, la vegetazione è particolarmente rigogliosa», ha avvertito.
La Grecia ha già ridotto gli orari di visita del suo sito archeologico più frequentato, l’Acropoli di Atene, per proteggere i visitatori dalle ondate di calore nelle ore centrali della giornata. Ma l’aumento dei fenomeni estremi richiede ulteriori misure.
Dal 2022 al 2025, gli scienziati dell’Università Nazionale di Atene e della Fondazione Nazionale per la Ricerca hanno esaminato le condizioni climatiche e geologiche passate e presenti nei 19 siti, studiando i danni precedenti per determinare meglio la loro vulnerabilità di fronte ai fenomeni estremi. L’esposizione a incendi, inondazioni, ondate di calore e innalzamento del livello del mare è stata analizzata da un team composto da climatologi, geologi, ingegneri, restauratori, architetti ed esperti di materiali.
Anche l'Osservatorio nazionale di Atene e il centro di ricerca Demokritos della capitale hanno contribuito al progetto con studi sul clima, gli incendi boschivi e la resilienza degli edifici, grazie a finanziamenti europei e nazionali per oltre 20 milioni di euro. L’obiettivo è proteggere 40 siti entro il 2030, ha dichiarato la ministra della Cultura, Lina Mendoni, durante una conferenza ad Atene il mese scorso.
«Il nostro Paese vanta una densità eccezionalmente elevata e una vasta distribuzione geografica di monumenti all’aperto, indissolubilmente legati al paesaggio, che sono esposti alle variazioni di temperatura, all’aumento dell’umidità, alle forti precipitazioni e al vento», ha detto Lina Mendoni in quella circostanza.
«Il cambiamento climatico non crea necessariamente rischi del tutto nuovi. Il più delle volte intensifica quelli già esistenti, aumentando la frequenza e la gravità dei fenomeni», ha sottolineato. Secondo il Ministero della Cultura, quest'anno dovranno essere installati nuovi sensori antincendio in 21 siti, oltre a piani di protezione antincendio elaborati per oltre 60 siti archeologici.
Secondo le statistiche ufficiali, nel 2024 Olimpia ha attirato più di 300mila visitatori, Cnosso ne ha accolti più di un milione e Delfi più di 290mila. Il sindaco di Delfi, Panagiotis Tagalis, ha riferito che le cadute di massi sulla strada Amfissa-Livadia nel novembre 2024 avevano «causato gravi problemi di accesso al sito archeologico e al museo di Delfi, per i residenti, i dipendenti, le imprese e i visitatori dell'intera regione». Il Ministero della Cultura ha installato una rete metallica sui fianchi delle scogliere che sovrastano il sito archeologico, e il Comune ha dichiarato di aver sgomberato una strada rurale vicina che fungerà da percorso di emergenza.
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