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Piatto onorario di Ardabur Aspar con raffigurazione di Roma (a sinistra) e Cartagine o Costantinopoli (a destra), 434 d.C., Firenze, Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Su concessione del Ministero della Cultura-Museo Archeologico Nazionale di Firenze

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Piatto onorario di Ardabur Aspar con raffigurazione di Roma (a sinistra) e Cartagine o Costantinopoli (a destra), 434 d.C., Firenze, Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Su concessione del Ministero della Cultura-Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Unire l’arte contemporanea alla storia di Roma attraverso le monete

Il ViVe-Vittoriano e Palazzo Venezia, il Parco archeologico del Colosseo e il Museo Nazionale Romano collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune, testimone del dialogo continuo tra arte, politica e società

Gianfranco Ferroni

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Maurizio Cattelan e Pietro da Cortona, Carla Accardi e Pompeo Batoni, Elisabetta Benassi e Carlo Maratti, Maurizio Nannucci e Giovanni Paolo Pannini, Adrian Paci e Onorato Carlandi, Giacomo Balla e Cosimo Rosselli, un sarcofago strigliato del III secolo e Serena Vestrucci: «Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna», la mostra «diffusa» che racconta oltre 2mila anni di storia di Roma attraverso la moneta, uno dei più potenti strumenti di rappresentazione politica, economica, ideologica e culturale elaborati dall’Occidente. In programma a Roma dal 2 luglio al 27 settembre, curata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, il ViVe-Vittoriano e Palazzo Venezia, il Parco archeologico del Colosseo, il Museo Nazionale Romano, utilizza la moneta come chiave di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma, mettendola in dialogo con opere d’arte antica, dipinti, sculture, codici miniati, oreficerie, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale. 

Un palinsesto senza confini. Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici, Federica Rinaldi, spiegano insieme che l’idea «nasce da una convinzione: ogni manufatto umano complesso è capace di raccontare il mondo che lo ha prodotto. Quando viene interrogato attraverso prospettive differenti e complementari, storiche, economiche, sociali e artistiche, quando viene cioè interpretato in termini interdisciplinari, un oggetto cessa di essere una semplice testimonianza materiale e diventa una chiave di accesso a una realtà molto più ampia: può parlare delle persone che lo hanno ideato, di quelle che lo hanno usato o semplicemente visto e toccato, delle istituzioni che ne hanno regolato la produzione, dei valori, delle credenze e delle aspirazioni di una società. Come in una sorta di macchina del tempo, esso può restituire la propria epoca nella sua complessità». E «in questa mostra, tra i vari tipi possibili di manufatti, si è optato in favore della moneta. Pochi oggetti concentrano una simile pluralità di significati e di funzioni. Nata per misurare il valore dei beni e regolare gli scambi, la moneta è al tempo stesso figlia ed espressione di un’autorità politica, religiosa o economica, che rende esplicita se stessa attraverso testi, numeri o immagini campiti su una o su entrambe le facce, e in rari casi, anche sul bordo. In questo modo ogni moneta reca impressi e rende visibili rapporti di potere, gerarchie, appartenenze, credenze religiose, aspirazioni collettive e forme dell’autorappresentazione». E si colloca «al crocevia di molteplici dimensioni dell’esperienza umana: economia e politica, arte, religione e comunicazione visiva. Ogni emissione monetaria registra una particolare configurazione di questi elementi e la restituisce in forma sintetica, condensata, immediatamente riconoscibile. Interrogare una moneta significa interrogare un mondo», tanto che «dai primi esemplari realizzati in età repubblicana fino all’Euro, la moneta accompagna infatti l’intera vicenda della città, attraverso mutamenti politici, istituzionali e religiosi di rara profondità. Nel corso di oltre ventitré secoli Roma è stata capitale di una monarchia, di una repubblica, di un impero, dello Stato della Chiesa, del Regno d’Italia e della Repubblica italiana; oggi è la capitale di uno Stato pienamente inserito nel progetto europeo. A ciascuna di queste stagioni storiche corrispondono immagini, simboli e messaggi differenti affidati alle monete, che ne conservano ancora oggi la memoria. Osservata nel suo sviluppo di lungo periodo, la monetazione restituisce così una prospettiva privilegiata sulle trasformazioni di Roma e sul modo in cui essa ha progressivamente definito e ridefinito la propria identità». 

Vasto il programma: e così ecco tre musei dello Stato che collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al ViVe. Con venticinque sottosezioni (otto al Museo Nazionale Romano, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al ViVe) dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma, come l’elezione di Giulio Cesare, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano, interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi Pnrr; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Tra le opere di maggior rilievo figurano, al Museo Nazionale Romano, il Ritratto di Giulio Cesare (Musei Vaticani) e il Ritratto di Costantino (Roma, Sovrintendenza Capitolina); al Parco archeologico del Colosseo, gli affreschi da Santa Maria in via Lata con I sette dormienti (Roma, Crypta Balbi), il monumentale Bonifacio VIII di Manno di Bandino da Siena (Bologna, Museo Civico Medievale); al ViVe-Vittoriano e Palazzo Venezia, il Messale della Rovere decorato da Jacopo Ravaldi, capolavoro della miniatura quattrocentesca (Torino, Archivio di Stato); il Ritratto di papa Alessandro VII Chigi di Gian Lorenzo Bernini (Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica). Per il ministro della Cultura Alessandro Giuli «“Roma in moneta” è un progetto espositivo di straordinaria rilevanza culturale che restituisce al pubblico oltre 2mila anni di storia della Città Eterna attraverso uno degli strumenti più efficaci di rappresentazione della memoria e dell’identità collettiva. Ogni esemplare racconta una stagione della nostra civiltà, testimoniando il dialogo continuo tra arte, politica e società. L’iniziativa conferma la missione del Ministero della Cultura, tesa a promuovere una valorizzazione integrata del patrimonio, capace di mettere in rete musei, luoghi della cultura e comunità scientifica. Roma emerge così come laboratorio vivo di conoscenza, innovazione e partecipazione culturale».

Ritratto di Costantino nel primo tipo fine 310 d.C. Roma, Museo dei Fori Imperiali, Mercati di Traiano. Roma, Sovrintendenza Capitolina © Roma-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Maurizio Cattelan, «Untitled», 2000, collezione privata. Foto Zeno Zotti. Courtesy Maurizio Cattelan’s Archive

Gianfranco Ferroni, 01 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Unire l’arte contemporanea alla storia di Roma attraverso le monete | Gianfranco Ferroni

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