NOTIZIE IN BREVE GIORNO PER GIORNO NELL'ARTE | 26 LUGLIO 2024

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VENERDÌ 26 LUGLIO 2024

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Dall’alto in senso orario: un rendering della cerimonia di apertura delle XXXIII Olimpiadi, in programma stasera lungo le rive della Senna; Stonehenge © SmallWorld/Adobe Stock; Sommoportico del Vittoriano, Emanuele Antonio Minerva © Ministero della Cultura; artisti protestano contro il Governo in Kenya

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Roma, riaprono il Sommoportico e i Propilei del Vittoriano

A Roma riaprono  al pubblico oggi, venerdì 26 luglio, il Sommoportico, lungo oltre settanta metri e ritmato da sedici colonne alte quindici metri, e gli adiacenti Propilei del Vittoriano, spazi di grande qualità architettonica e artistica, parte del progetto di Giuseppe Sacconi, vincitore nel 1884 del concorso per il monumento. Entrambi gli spazi tornano a essere visitabili dopo anni di chiusura grazie a un mirato intervento di ripristino delle condizioni di sicurezza e di manutenzione dei marmi; i visitatori possono nuovamente ammirare le ricche decorazioni del Sommoportico, il soffitto e il pavimento in commessi di marmo progettati nel 1907 da Gaetano Koch, i 17 lacunari in stucco dorato del marchigiano Giuseppe Tonnini (nove con Trofei d’armi, otto con le Nuove Scienze) e i dipinti sulla parete di fondo di Primo Panciroli, Silvio Galimberti e Carlo La Spina con le date più significative del Risorgimento (dal 1848 in ricordo dei moti rivoluzionari al 1870 di Roma Capitale). «Dopo anni di chiusura, questi luoghi tornano accessibili al pubblico, permettendo a cittadini e turisti di riscoprire e apprezzare uno dei monumenti più significativi d’Italia e simbolo dell’identità nazionale», ha dichiarato il ministro Gennaro Sangiuliano.

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Parigi, anche l’arte, il Louvre e Notre-Dame protagonisti stasera nella cerimonia d’apertura dei giochi olimpici

Tutto pronto per la grande cerimonia che stasera, 26 luglio, darà il via alla XXXIII edizione dei Giochi olimpici estivi. In programma dalle 19.30 lungo le rive della Senna, sarà la prima cerimonia in assoluto a non tenersi dentro uno stadio. 11.475 atleti rappresentanti 205 delegazioni e 45 discipline sportive sfileranno, un tratto a piedi e un tratto a bordo di 94 imbarcazioni, accanto ad alcuni dei monumenti più iconici della capitale francese fino a raggiungere il punto clou della cerimonia, l’Esplanade du Trocadéro, di fronte alla Tour Eiffel. Com’è tradizione aprirà la sfilata la Grecia e la chiuderà la Francia, Paese ospite. Un evento colossale che ha come direttore artistico il regista e attore Thomas Jolly. «L’ispirazione per la nostra scrittura è stata, ovviamente, la Francia. Il suo grande patrimonio e la sua cultura, che sono stati ricchi per secoli, Parigi e questa strada, che costeggia monumenti parigini ricchi di cultura e storia come il museo del Louvre e Notre-Dame», ha dichiarato Damien Gabriac, uno dei quattro sceneggiatori che affiancano Jolly. Tante le star ingaggiate per l’evento, tra queste il rapper statunitense Snoop Dogg, tra i trenta portatori della fiamma. In Italia l’evento sarà trasmesso in chiaro su Rai2.

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California, Jane Fonda e Larry Gagosian di nuovo insieme contro le trivellazioni

Lo scorso aprile l’attrice e attivista Jane Fonda, il gallerista Larry Gagosian e la casa d’aste Christie’s si erano uniti per una grande iniziativa di beneficenza contro la proposta del referendum volto ad abrogare la legge californiana SB1137, entrata in vigore nel 2022, che da allora impedisce la costruzione di nuovi pozzi petroliferi a meno di un chilometro di distanza dalle comunità di tutto lo Stato. Una legge ottenuta in seguito a milioni e milioni di dollari e anni di attivismo, come ricorda Jane Fonda su «Artnews». «Penso che questo abbia spaventato le compagnie petrolifere. Ma non è ancora finita. I proventi della mostra andranno a proteggere le comunità in prima linea dai prossimi tentativi di inquinamento delle Big Oil, perché ci proveranno», ha aggiunto l’attrice. La prima asta benefica si era tenuta su consiglio di Ed Ruscha, che aveva anche donato un’opera, insieme a Christina Quarles, Joey Terrill, Charles Gaines e Jonas Wood. La nuova mostra, aperta fino al 30 agosto da Gagosian a Beverly Hills, propone opere di Jackie Amézquita, Andrea Bowers, Shepard Fairey, Nan Goldin, Lonnie Holley, Jessie Homer French, Alex Israel e molti altri.

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Kenya, molti artisti si uniscono alla protesta contro il Governo. Episodi di violenza e censura

La proposta di legge che prevedeva di tassare beni di prima necessità, come pane, zucchero, olio vegetale, ma anche trasferimenti di denaro effettuati tramite telefoni cellulari, ha acceso a giugno una serie di proteste iniziate come movimento guidato dai giovani, poi via via trasformatesi in disordini civili più ampi. Nonostante il presidente keniano William Ruto abbia ritirato il disegno di legge, le proteste proseguono. A Nairobi molti negozi hanno chiuso per il caos. Nelle ultime settimane le dimostrazioni sono diventate sempre più violente, la polizia ha dichiarato che almeno 50 persone sono state uccise negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, come riporta «Reuters». Le proteste hanno raggiunto Mombasa, Kisumu, Nakuru e Nyeri, concentrandosi sulla corruzione e altre gravi accuse. Alle proteste a Nairobi si è unito anche Agnes Waruguru (artista esposto nella Biennale di Venezia in corso). «Quando siamo arrivati per la prima volta al Central Business District, abbiamo potuto sentire l’odore e il gas lacrimogeno nell’aria pochi minuti dopo l’inizio delle proteste pacifiche. Ma era un raduno per il quale il Governo ha rilasciato dei permessi, portandoci a credere che saremmo stati al sicuro e che avremmo potuto riunirci». Insieme a Waruguru anche il pittore Ian Banja, lo scultore Cyrus Kabiru. Negli ultimi anni il Kenya ha intensificato la censura nei confronti di artisti, musicisti e influencer e molti artisti hanno interrotto le partnership con Safaricom (statale al 35%), la più grande compagnia di telecomunicazioni del Paese, accusata di aveva bloccato l’accesso a internet durante le proteste.

 

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Guatemala, Eugenio Viola direttore della Bienal de Arte Paiz 2025

È Eugenio Viola (Napoli, 1975) il direttore della 24ma edizione della mostra d’arte contemporanea più importante dell’America Centrale, la Bienal de Arte Paiz, a Città del Guatemala e Antigua da novembre 2025 a febbraio 2026 (è anche la sesta biennale più antica del mondo e la seconda più antica dell’America Latina, dopo San Paolo). Specializzato in performance art, Viola ha curato più di 100 mostre in tutto il mondo. Tra queste, «The Abramović Method» (2012) al PAC-Padiglione di arte contemporanea  di Milano e due padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia: il Padiglione estone nel 2015 e il Padiglione italiano nel 2022. Attualmente è direttore artistico del Museo de Arte Moderno di Bogotà, dove ha curato le prime mostre museali in Colombia di artisti come Alexander Apóstol, Ana Gallardo, Dor Guez, Voluspa Jarpa e Naufus Ramírez-Figueroa. «Immagino un progetto polifonico, inclusivo e partecipativo, ha affermato Viola a proposito della biennale. Risuonerà con la complessa rete di lingue, religioni, culture e prospettive storiche che danno forma alla nostra società globalizzata, interagendo al contempo con il ricco e multiculturale ecosistema artistico del Guatemala, che ho già avuto il privilegio di sperimentare nel corso della mia carriera».

 

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Ercolano, firmata l’intesa per la costruzione di nuovi depositi archeologici, laboratori e uffici

Firmato a Roma, al Ministero della Cultura, il protocollo d’intesa per il Parco archeologico di Ercolano, una nuova pagina nel partenariato pubblico-privato con la riqualificazione delle aree sud ed est dell’Antica Ercolano. L’intesa definisce le priorità degli interventi a partire dai nuovi depositi permanenti con i laboratori di restauro e la nuova sede del Parco archeologico con i relativi uffici. I nuovi edifici saranno arretrati dalla città antica verso Sud grazie alla donazione da parte delle fondazioni Packard di un’area estesa su più di 3 ettari, fino al 79 d.C. occupata dal mare e poi in tempi recenti utilizzata per la coltivazione di piante ornamentali, acquistata con l’unico scopo di passare nella disponibilità dell’ente e consentire la liberazione dei bordi del sito dagli edifici moderni esistenti che migliorerà in modo significativo non solo l’esperienza immersiva dei visitatori, ma anche le viste verso il golfo dai quartieri della città moderna intorno al sito. Firmatari dell’intesa il MiC con la fondazione The Packard Humanities Institute e l’Istituto Packard per i Beni Culturali. 

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Grecia, riaperto il Museo archeologico di Delo

Negli scorsi giorni la presidente greca Katerina Sakellaropoulou ha officiato l’inaugurazione del rinnovato Museo archeologico di Delo, uno dei siti archeologici più importanti del Paese. Il progetto del Ministero della Cultura greco, finanziato attraverso il Recovery Fund dell’UE, consentirà inoltre di restaurare entro il 2027 tre monumenti nel sito del santuario più sacro dell’antica Grecia. Tra le isole più piccole del Mar Egeo, appena 6,5 chilometri quadrati, Delo nell’antichità era considerata la più celebre e più sacra di tutte le isole, poiché identificata con il luogo di nascita del dio Apollo e della dea Artemide. La fondazione della città di Delo risale al 2.500 a.C. Il santuario di Apollo, antica meta di pellegrinaggio, ha raggiunto il suo massimo splendore in epoca arcaica e classica. Gli scavi del sito erano stati avviati per la prima volta nel 1872 e proseguono tuttora. Furono allora rinvenuti il Santuario e parte della città ellenistica. I ritrovamenti sono custoditi nel Museo di Delo, che ha nelle sue collezioni circa 30mila vasi, statuette e vari piccoli piccoli, 8mila sculture e 3mila iscrizioni. Dal 1990 l’isola è patrimonio Unesco. 

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New York, 235 gallerie, nuova planimetria e altre novità per il 30mo Armory Show

Si svolge dal 5 all’8 settembre la 30ma edizione dell’Armory Show, la più grande fiera d’arte commerciale di New York, con una nuova direttrice, Kyla McMillan, una nuova planimetria e la recente acquisizione dello scorso anno da parte di Frieze. Parteciperanno più di 235 gallerie da 35 Paesi, distribuite su una nuova planimetria e in sezioni della fiera riorganizzate, con l’aggiunta di un teatro e nuovi spazi per riunioni. Tra le gallerie della sezione principale Victoria Miro, con opere di Isaac Julien; Two Palms da New York con serigrafie, collage e opere tridimensionali su carta di Tschabalala Self; Gallery Baton di Seoul con dipinti della coreano-americana Suzanne Song; Almine Rech con Sasha Ferré, Ana Montiel, Tia Thuy-Nguyen e Gwen O’Neil; Kasmin di New York con il XX e XXI secolo di Nengi Omuku, Diana Al-Hadid e Robert Motherwell. Nella sezione Presents, con gallerie con meno di dieci anni, si vedranno solo e double show. Il Gramercy International Prize, che offre uno stand omaggio a una galleria newyorchese, è stato assegnato a Blade Study. Da segnalare infine la sezione Focus, riservata a opere più sperimentali, e la sezione, Platform, dedicata a installazioni su larga scala e opere site-specific. 

 

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Stonehenge, bocciato l’inserimento nella lista Unesco dei patrimoni a rischio

Il mese scorso il Comitato per il patrimonio mondiale dell’Unesco ha pubblicato una proposta per aggiungere il più celebre sito preistorico inglese alla lista a rischio. Il 24 luglio, in una riunione del Comitato Unesco a Nuova Delhi, è stato però concordato un emendamento che elimina Stonehenge dalla lista. Il ritardo di due anni nel formulare la proposta avrebbe, secondo alcuni osservatori, alimentato le polemiche sul progetto del nuovo tunnel a doppia carreggiata previsto in prossimità del sito megalitico. «L’emendamento proposto annullerebbe di fatto tutte le precedenti decisioni del comitato e darebbe effettivamente luce verde al dannoso progetto stradale», ha commentato il gruppo Stonehenge Alliance. L’Unesco ha affermato di ritenere che «gli sviluppi proposti dal Regno Unito siano la migliore opzione disponibile. Gli impatti risultanti, in particolare il tunnel che passa sotto la proprietà e il taglio aperto all’estremità occidentale, non costituirebbero un pericolo effettivo o potenziale sufficiente a giustificare l’iscrizione del sito nella Lista del patrimonio mondiale in pericolo in questa fase». L’Unesco ha dunque richiesto al Regno Unito un nuovo rapporto entro il 1 dicembre 2025, per riesaminare lo stato di conservazione del sito durante la 48ma sessione del comitato a luglio 2026. 

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Giornata del contemporaneo, sabato 12 ottobre la 20ma edizione sotto l’egida di Tomaso Binga

Promossa da AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, e realizzata con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e con la collaborazione della Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la 20ma Giornata del Contemporaneo coinvolgerà anche quest’anno musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi d’artista su tutto il territorio nazionale, mantenendo un formato ibrido, fisico e digitale. Immagine guida dell’edizione «Donna in gabbia» (1975-2024) di Tomaso Binga, «tratta da una sua performance del 1974 in cui l’artista, femminista e attivista per i diritti delle donne, si presentava con la testa racchiusa in una gabbia per canarini, facendosi imboccare da mani maschili», spiegano da AMACI. 

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Bologna, Enrico Fornaroli nominato direttore dell’Accademia di Bella Arti

Entrerà in carica il primo novembre prossimo. Già direttore per due mandati nel periodo 2014-20, succede a Cristina Francucci. Enrico Fornaroli è titolare della cattedra di Pedagogia e didattica dell’arte e insegna Storia del fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si occupa da anni di mass media e di letteratura per l’infanzia. Responsabile di numerose collane dedicate al fumetto, è stato consulente editoriale della Panini Comics. Come si legge nel suo programma, Enrico Fornaroli «intende mettere a servizio le competenze acquisite nei due precedenti mandati, per meglio affrontare le sfide future, sapendo conciliare formazione, ricerca artistica e attenzione al mondo della produzione e del lavoro. Tali sfide riguardano, ad esempio, il nuovo Regolamento che dovrà disciplinare le procedure per il reclutamento del personale docente del comparto AFAM e la nuova definizione degli ordinamenti didattici, che cambierà radicalmente il volto di queste Istituzioni nei prossimi anni, avendo finalmente attivato il terzo livello dell’istruzione terziaria con i dottorati di ricerca.Sarà infine fondamentale mantenere attivo uno sguardo rivolto all’esterno, verso la città e il territorio, orientato a rafforzare e ampliare la rete di relazioni e di collaborazioni a livello nazionale e internazionale».

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Monnaie de Paris, 60 gallerie e anche un’agenda non profit per la 10ma Asia Now

Si svolgerà dal 17 al 20 ottobre la decima edizione della fiera Asia Now, prima e unica in Europa focalizzata sulla scena asiatica contemporanea. ’ curata da Nicolas Bourriaud e dalla cooperativa curatoriale Radicants, che annunciano un’edizione speciale, «omaggio ai rituali e alle tradizioni collettive per spingere ai limiti il tradizionale formato della fiera d’arte». Una sessantina le gallerie provenienti da tutto il mondo, molte alla prima partecipazione: Esther Schipper (Berlino, Parigi, Seoul), Zilberman (Berlino), Sabrina Amrani (Madrid), carlier | gebauer (Berlino), Kaikai Kiki Gallery (Minato-ku, Giappone), Nao Masaki (Nagoya, Giappone), Gallery SIDE 2 (Tokyo), Gallery2 (Seoul), Shrine Empire (Delhi), LKHAM Gallery (Ulan Bator). Tra i ritorni invece, Galleria Continua, Yeo Workshop (Singapore), The Drawing Room (Londra), Nika Project Space (Dubai), Galerie Marguo (Parigi) e Mou Projects da Hong Kong. Asia Now si concentrerà inoltre su programmi performativi, video, danza, musica, oralità e offerte culinarie, «evocando riferimenti a pratiche rituali, sacre e secolari proposte dagli artisti partecipanti e trasformando la Monnaie de Paris in una cerimonia immersiva. E ci sarà anche una grande componente non profit», conclude Alexandra Fain, fondatrice e direttrice della fiera.

 

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Australia, chiude dopo 32 anni Gageprojects

Gagprojects ha annunciato la chiusura per fine agosto dello spazio espositivo a Kent Town, in cui ha operato per 32 anni. «Dopo e decenni di lavoro con alcuni dei principali artisti australiani e dopo aver incontrato così tanti collezionisti e curatori è giunto il momento di cambiare. È stata una gioia dare a così tanti artisti australiani la loro prima mostra, portarne molti a fiere d’arte internazionali, portare artisti internazionali in Australia e collocare tante opere d’arte in istituzioni pubbliche», ha annunciato il fondatore Paul Greenaway, che manterrà un ufficio per rappresentare alcuni artisti e gestire un piccolo spazio espositivo su appuntamento. Fondata da Paul Greenaway nel 1991 come Greenaway Art Gallery, Gagprojects è stata un punto di riferimento della scena artistica australiana, con artisti da Imants Tillers e Noel McKenna a Jenny Watson e Christian Lock, solo per citarne alcuni. L’ultima mostra sarà per il South Australian Living Artists (SALA) Festival: The Other Twin di Deborah Paauwe che è stata anche la prima artista a esporre nella galleria. 

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Los Angeles, il murales di Barbara Carrasco trova casa nell’ LA Natural History Museum

Commissionato nel 1981 per il bicentenario della fondazione della città, realizzato su una lunghezza di 25 metri con 51 vignette da Barbara Carrasco, il murales era rimasto nei depositi per decenni, avendo l’artista rifiutato le richieste della Community Redevelopment Agency (Cra) di Los Angeles di rimuovere più di una dozzina di scene ritenute controverse. Esposto nel 2018-19 nel Natural History Museum nella mostra «Sin Censura: A Mural Remembers Los Angeles» e poi comprato dallo stesso museo nel 2020, trova ora collocazione permanente nella hall del museo, che sarà condivisa con il Lucas Museum of Narrative Art, ancora in costruzione insieme a un nuovo giardino. L’inaugurazione è prevista per l’autunno. La hall simboleggia la duplice anima del museo, da un lato la storia naturale, con uno scheletro di sauropode lungo oltre 20 metri, dall’altro la storia umana, raccontata nel murale in acrilico su masonite di Carrasco, con 51 scene e ritratti di personaggi che hanno fatto la storia di Los Angeles, da Pio Pico, ultimo governatore dell’Alta California sotto il dominio messicano, a Biddy Mason, promotrice immobiliare e filantropa afroamericana del XIX secolo, a Dolores Huerta, attivista per i diritti civili e co-fondatrice del sindacato United Farm Workers of America. Quattordici delle scene e ritratti che sconvolsero il Cra «si opponevano fermamente alla scena dell’internamento giapponese», ricorda Carrasco.

 

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Palatino, riapre al pubblico la Casa di Livia del I secolo a.C.

Dopo accurati interventi di restauro il Ministero della Cultura ha annunciato la riapertura al pubblico della Casa di Livia sul Palatino, uno dei gioielli archeologici del I secolo a.C. Fu proprio durante la scoperta della sontuosa domus, nell’Ottocento, che l’incisione del nome «Iulia Augusta» su una tubatura di piombo nel tablino (sala di ricevimento) rivelò che quei resti con eccezionali decorazioni alle pareti emersi nel complesso augusteo, fossero gli appartamenti privati di Livia, moglie di Augusto. La domus è composta di un atrio quadrangolare su cui si aprono quattro locali pavimentati in mosaico con le pareti dipinte: figure e decorazioni considerate tra le testimonianze più importanti del cosiddetto II Stile a Roma nella sua fase più matura. La visita è arricchita da un intervento multimediale che accoglie i visitatori nella semioscurità: gli ambienti si illuminano a rotazione per facilitare la lettura degli spazi mentre la voce narrante racconta le storie mitologiche raffigurate sulle pareti. Il restauro ha ridonato lo splendore alla Sala di Polifemo dove il ciclope insegue la ninfa Galatea mentre accanto è dipinta la rivolta verso Argo, il gigante dai cento occhi che la tiene prigioniera mentre Mercurio arriva per salvarla. La Casa di Livia è ora accessibile tutti i giorni tranne il martedì.

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Notizie dal MiC: con la sentenza n. 146, la Corte evidenzia solo mancanza presupposti decretazione d’urgenza

In relazione alla sentenza n. 146 della Corte costituzionale, depositata oggi, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 3, del decreto-legge 10 maggio 2023, n. 51 (Disposizioni urgenti in materia di amministrazione di enti pubblici, di termini legislativi e di iniziative di solidarietà sociale), convertito, con modificazioni, nella legge 3 luglio 2023, n. 87, fonti MiC precisano quanto segue: «La Consulta ha accolto le questioni di legittimità costituzionale esclusivamente con riferimento all’art. 77 della Costituzione e, quindi, al ricorso allo strumento della decretazione d’urgenza in luogo della legge ordinaria. Peraltro, il Governo, ai sensi dell’art. 77 citato, adotta i decreti-legge “sotto la sua responsabilità’, in forza di un’autonoma scelta politica, con la conseguenza che non è possibile determinare a priori i casi straordinari di necessità e di urgenza che legittimano il ricorso a tale strumento. La stessa locuzione adoperata dall’art. 77 della Costituzione presenta “un largo margine di elasticità”, idoneo a ricomprendere una pluralità di situazioni che non possono essere imbrigliate entro schemi rigidi. In sostanza, la Consulta, con la sentenza n. 146, ha evidenziato solo la mancanza dei presupposti di necessità e urgenza di provvedere tramite decreto-legge, senza entrare nel merito della decisione di fissare un’età massima per i sovrintendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche, che è evidentemente lasciata alle scelte discrezionali del Governo».

Redazione, 26 luglio 2024 | © Riproduzione riservata