Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

«Varanasi, India, 2008», di Giulio Di Sturco. © Giulio Di Sturco, cortesia Podbielski Contemporary

Image

«Varanasi, India, 2008», di Giulio Di Sturco. © Giulio Di Sturco, cortesia Podbielski Contemporary

Il Gange entra nelle Stelline

Il progetto documentario pluriennale «Ganga Ma» di Giulio Di Sturco

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Milano. Oltre 2.500 miglia separano la sorgente del Gange, nel ghiacciaio del Gangotri, nel cuore della catena dell’Himalaya, dalla sua foce nel Golfo del Bengala, in Bangladesh. Giulio Di Sturco (Roccasecca, Frosinone, 1979; vive e lavora tra Londra e Parigi) li ha percorsi tutti, sviluppando il suo progetto documentario pluriennale «Ganga Ma», concepito come testimonianza del disastro ecologico che già si è compiuto lungo il grande fiume e che procede con velocità crescente: nel documentare i danni dell’inquinamento, dell’industrializzazione e dei cambiamenti climatici, Di Sturco evidenzia anche i segni di ciò che, a breve, ci attende.

Nulla di buono ovviamente ma, anzi, uno scenario da day after, in cui il disastro ecologico diventa la premessa di una crisi umanitaria. Il Gange, che offre sostentamento a oltre un terzo della popolazione indiana, diventa qui la metafora della collisione sempre più violenta tra l’ambiente e l’uomo che, riversando nel fiume enormi quantità di rifiuti tossici, ne sta distruggendo la vita.

Per raccontarlo, Di Sturco da un lato rivela la maestosa bellezza del fiume, dall’altro ne evidenzia la tossicità, e accentua la seduzione delle immagini scattando le fotografie nelle morbide luci dell’aurora e stampandole su una carta la cui texture regala loro una sorta di tridimensionalità, mentre le tonalità sabbiose potenziano la sensazione di aridità della terra. Le immagini di «Ganga Ma» sono al centro dell’omonima mostra curata da Eimear Martin per Fondazione Stelline, dal 6 febbraio al 22 marzo.
 

Ada Masoero, 05 febbraio 2020 | © Riproduzione riservata

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Le Gallerie d’Italia propongono gli scatti che hanno segnato 80 anni di lotta per i diritti delle donne italiane. Un percorso che parte dal primo suffragio universale del 1946 e prosegue di generazione in generazione fino ai giorni nostri

L’Italia ha evidenziato per prima che per un buon restauro è fondamentale conoscere la storia conservativa del bene, ma non si è dotata di un archivio pubblico. L’Associazione Giovanni Secco Suardo sopperisce da trent’anni, con 4mila euro al mese

Con 85 fotografie dedicate da Michelangelo a Canova, da Burri a Nitsch, Amendola torna al Palazzo Reale di Milano: «Sono nato in camera oscura. Non scatto 100 fotografie per sceglierne una, ma ne scatto una, dopo avere molto riflettuto, e quella è»

A settembre, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, sarà possibile assistere dal vivo agli interventi su un dipinto di Giovanni Paolo Panini e su uno stipo, che offrirà l’occasione di conoscere da vicino le diverse metodologie e i saperi disparati indispensabili per affrontare un manufatto così composito in cui convivono avorio, ebano, lapislazzuli e bronzo

Il Gange entra nelle Stelline | Ada Masoero

Il Gange entra nelle Stelline | Ada Masoero